Immagine AI

Meta ha reso disponibile su macOS Muse, il proprio agente AI personale, estendendo al desktop un servizio lanciato negli Stati Uniti l’8 settembre 2026 su iOS, Android e attraverso il sito muse.ai. L’applicazione viene distribuita direttamente da Meta sotto forma di immagine disco Muse 1.0 e permette all’agente di lavorare non soltanto all’interno della propria interfaccia, ma anche con file, applicazioni e schede del browser presenti sul computer. Con il consenso dell’utente, Muse può inoltre utilizzare informazioni provenienti da Messaggi, Calendario e Note, organizzare file e compilare moduli. L’obiettivo è mantenere lo stesso contesto operativo passando da un dispositivo all’altro: un’attività può essere iniziata dallo smartphone, controllata successivamente dal Mac e proseguita anche attraverso WhatsApp, senza dover ricostruire ogni volta il relativo thread.

Muse è stato progettato come agente capace di eseguire attività per conto dell’utente e non soltanto di rispondere a richieste. Meta indica tra gli esempi l’invio di email, la prenotazione di viaggi, la compilazione di moduli, la navigazione web e la gestione di obiettivi che richiedono più passaggi. L’agente può costruire un piano personalizzato e continuare a portarlo avanti autonomamente, arrivando anche ad aprire siti, interagire con interfacce web e negoziare per conto della persona. Le attività di maggiore durata possono proseguire anche dopo la chiusura dell’applicazione; Muse torna quindi dall’utente quando cambia qualcosa o quando è necessaria un’autorizzazione, per esempio prima dell’invio definitivo di una mail o della conclusione di un acquisto. Il sistema utilizza Muse Spark, descritto da Meta come il proprio modello più avanzato per attività agentiche nel mondo reale.

L’agente può essere utilizzato attraverso le app Muse per dispositivi mobili e Mac oppure direttamente da WhatsApp, con un’interazione impostata in maniera simile a una normale conversazione di messaggistica. Meta prevede inoltre di estenderlo agli occhiali AI. La versione desktop rafforza in particolare l’accesso al contesto locale del computer, perché Muse può utilizzare documenti e applicazioni concesse dall’utente e continuare un’attività già iniziata altrove. L’impostazione rientra nel modello più ampio di Muse, che permette di collegare servizi come email, calendario, Instagram e altre applicazioni e, secondo Meta, può persino costruire autonomamente nuovi strumenti software quando un’attività richiede una funzione non ancora disponibile tra quelle integrate.

L’esecuzione delle attività avviene all’interno di Muse Secure VM, una macchina virtuale Linux persistente e dedicata al singolo utente. L’ambiente dispone di browser, capacità di elaborazione, memoria e spazio di archiviazione sufficienti a eseguire operazioni simili a quelle normalmente svolte da una persona sul proprio computer. La VM è isolata dagli ambienti degli altri utenti, in modo che un altro agente non possa raggiungerne dati o processi. All’interno della stessa macchina opera anche un secondo agente, denominato Sentinel, separato da Muse a livello di sistema. Il suo compito è controllare le azioni dirette verso Internet: secondo Meta, nessuna operazione esterna viene effettuata senza l’approvazione di Sentinel, che richiede a sua volta il consenso dell’utente quando l’azione necessita di un’autorizzazione specifica.

Anche le credenziali vengono gestite separatamente dal modello. Meta afferma che Muse non vede direttamente password o metodi di pagamento: le credenziali vengono conservate in un archivio protetto che l’agente può utilizzare senza leggerne il contenuto, comprese quelle digitate manualmente dall’utente nel browser. È previsto inoltre il supporto a 1Password. Per gli acquisti online Muse utilizza Link di Stripe, che nella modalità destinata agli agenti genera una carta monouso così da evitare di esporre i dati effettivi della carta di pagamento. Meta indica Muse come il primo agente AI coperto dalle protezioni sugli acquisti di Link, che per le transazioni idonee includono copertura per oggetti danneggiati o smarriti, diminuzioni di prezzo, resi senza commissioni e garanzia sul reso. È previsto anche il supporto a Shop Pay.

L’utente decide quali applicazioni collegare a Muse e quale livello di accesso concedere a ciascun servizio, con la possibilità di modificare successivamente le autorizzazioni o interrompere completamente una connessione. Meta dichiara inoltre che le conversazioni e i dati contenuti nella Secure VM non vengono condivisi con i propri sistemi pubblicitari e consente di disattivare l’utilizzo delle interazioni con Muse per l’addestramento dei modelli AI dell’azienda. L’agente mantiene anche un audit trail completo nel quale vengono registrate le attività già eseguite e quelle pianificate, così da permettere all’utente di verificare ciò che il sistema ha fatto o intende fare.

Le informazioni sulla privacy dichiarate da Meta nell’App Store indicano tuttavia che l’app può raccogliere e associare all’identità dell’utente diverse categorie di dati, tra cui informazioni relative a salute e fitness, dati finanziari, posizione, contatti e cronologia di navigazione. Apple specifica che queste dichiarazioni vengono fornite direttamente dallo sviluppatore e non sono verificate dall’azienda. Meta prevede inoltre di introdurre entro il 2026 una versione denominata Muse Confidential VM, nella quale l’intera macchina virtuale, comprese le conversazioni e i dati dell’utente, dovrebbe essere cifrata utilizzando una chiave posseduta esclusivamente dalla persona. Secondo l’architettura descritta dall’azienda, nemmeno Meta potrebbe quindi accedere al contenuto della VM.

Muse viene offerto gratuitamente entro una determinata soglia di utilizzo. Una volta raggiunto il limite, l’utente può attendere il ripristino della quota gratuita oppure passare a uno dei piani a pagamento destinati a un utilizzo più intensivo. L’app iPhone, pubblicata da Meta Platforms, è distribuita gratuitamente con acquisti in-app, richiede almeno iOS 18, ha classificazione 18+ e occupa circa 116,3 MB. La versione Mac costituisce quindi un’ulteriore superficie dello stesso agente personale, con l’aggiunta dell’accesso controllato alle risorse locali di macOS e la possibilità di mantenere un’attività coerente tra computer, smartphone, web e WhatsApp.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy