Immagine AI

Anthropic ha pubblicato una guida specifica per utilizzare in modo più efficace Claude Opus 5.5 nelle applicazioni Claude e in Claude Code, introducendo indicazioni che modificano diverse pratiche di prompting diffuse con le generazioni precedenti. Il principio di partenza è che Opus 5.5 è progettato per pensare automaticamente prima di ogni risposta e decidere autonomamente quanta elaborazione dedicare al compito, rendendo quindi inutili molte istruzioni aggiuntive inserite abitualmente nei prompt per forzare un ragionamento più approfondito. Formule come “think carefully”, “think step by step”, “take a deep breath” o “think hard” dovrebbero essere eliminate sia dai prompt sia dalle istruzioni salvate nei progetti o nei file CLAUDE.md, perché nei test condotti da Anthropic la loro rimozione ha permesso alle risposte di iniziare più rapidamente senza produrre un calo evidente della qualità. Per le richieste semplici è possibile fare l’opposto e specificare esplicitamente “answer directly”, mentre in Claude Code il livello di elaborazione può essere regolato attraverso l’impostazione effort invece di modificare continuamente il testo del prompt. L’indicazione generale è quindi spostare l’attenzione dalle formule con cui si ordina al modello di “pensare di più” alla definizione precisa del risultato che deve raggiungere: per un’attività di sviluppo non basta, per esempio, chiedere una modifica al codice, ma è preferibile definire in modo esplicito quando il lavoro può essere considerato concluso, come nel caso di una migrazione che deve terminare soltanto quando tutti gli endpoint sono stati aggiornati, il vecchio client è stato rimosso e l’intera suite di test viene superata. Anthropic sostiene che Opus 5.5 gestisce meglio rispetto alle versioni precedenti i compiti lunghi e articolati e che, quando dispone di una chiara condizione di completamento, può continuare a lavorare autonomamente per periodi molto più estesi con minore necessità di supervisione.

La stessa logica viene applicata alla gestione delle attività prolungate in Claude Code. Anthropic consiglia di specificare direttamente nel file CLAUDE.md in quali circostanze il modello deve continuare senza interrompere il lavoro e in quali deve invece fermarsi e chiedere l’intervento dell’utente. Opus 5.5 tende infatti a fornire aggiornamenti durante le sessioni lunghe e può talvolta interrompersi per riassumere ciò che ha fatto o proporre il passo successivo anche quando non esiste un vero ostacolo operativo; inserire una regola che lo autorizzi a proseguire quando non servono informazioni aggiuntive permette di ridurre queste interruzioni. La stessa regola dovrebbe però prevedere uno stop obbligatorio prima di azioni distruttive o difficilmente reversibili, come eliminare dati, effettuare un force push o modificare sistemi esterni al repository, mantenendo inoltre attive le richieste di autorizzazione previste dagli strumenti. Per attività come audit di grandi codebase, migrazioni o revisioni estese, Anthropic suggerisce inoltre di chiedere a Opus 5.5 di suddividere il lavoro fra più subagenti paralleli e di verificare le prove prodotte da ciascuno prima di considerare valida la conclusione. Nei lavori particolarmente lunghi è consigliabile conservare l’elenco delle attività in un file dedicato, per esempio TASKS.md, aggiornandolo man mano che i singoli elementi vengono completati: questa soluzione evita di affidarsi esclusivamente alla cronologia della conversazione, che può essere progressivamente riassunta quando il contesto si riempie, e consente di mantenere una rappresentazione persistente di ciò che è stato fatto e di ciò che rimane ancora da eseguire. Durante una sessione già avviata è inoltre possibile aggiungere nuove istruzioni semplicemente inviando un ulteriore messaggio mentre Claude sta ancora lavorando, senza interrompere o riavviare l’intera attività.

Anthropic dedica una parte importante della guida anche alla verifica dei risultati prodotti dal modello. Alla conclusione di una sessione lunga viene consigliato di controllare prima di tutto ciò che Claude richiede ancora all’utente, come una decisione rimasta aperta, un’autorizzazione o una modifica da approvare, e soltanto successivamente leggere il resto del riepilogo. Opus 5.5 è stato progettato per riportare in modo più esplicito rispetto a Opus 5 ciò che ha modificato, ciò che ha scoperto e ciò che necessita ancora di intervento umano, e il formato del resoconto finale può essere stabilito direttamente nelle istruzioni di progetto. Nel lavoro sul codice viene consigliato anche un passaggio di revisione automatica prima della revisione umana, chiedendo al modello di analizzare una diff o una pull request e riportare soltanto i problemi sufficientemente gravi da bloccare un merge, indicando per ogni errore file, riga, motivazione e metodo per riprodurlo. Per attività di ricerca o analisi, invece, è utile chiedere esplicitamente al modello di segnalare quali informazioni non sia riuscito a verificare e dove abbia effettuato la ricerca, evitando che elementi non confermati vengano confusi con risultati effettivamente controllati. La guida sottolinea anche che nei progetti lunghi alcune risposte già definite possono essere considerate definitivamente acquisite: inserire un’istruzione che dica a Opus 5.5 di non tornare continuamente su conclusioni precedenti può ridurre i ritardi nelle domande successive brevi, anche se Anthropic sconsiglia questa impostazione nei lavori analitici nei quali nuove informazioni potrebbero effettivamente richiedere di correggere una conclusione precedente.

Le indicazioni cambiano anche per le attività visive e la produzione di documenti. Quando il compito riguarda grafici, diagrammi, screenshot o slide, Anthropic raccomanda di allegare direttamente il materiale originale invece di trascriverne manualmente numeri e contenuti, perché Opus 5.5 interpreta con maggiore precisione rispetto a Opus 5 non soltanto il testo e i valori presenti nelle immagini, ma anche relazioni spaziali come le connessioni fra riquadri di un diagramma, le differenze tra due versioni di uno schema o gli orari rappresentati visivamente in un calendario. Per documenti lunghi e presentazioni può essere utilizzato anche come sistema di controllo, chiedendogli di individuare contraddizioni fra date, nomi, cifre e grafici. Quando invece l’obiettivo è ottenere un foglio di calcolo, un documento o un altro artefatto, la raccomandazione è richiedere direttamente un file completo e condivisibile anziché un semplice schema preliminare, perché secondo Anthropic gli output generati da Opus 5.5 richiedono meno interventi manuali prima dell’utilizzo rispetto a quelli prodotti da Opus 5. Anche nel design viene suggerito un cambiamento di approccio: invece di utilizzare richieste vaghe come “evita un aspetto generico”, è più efficace elencare concretamente gli elementi estetici indesiderati, specificando per esempio di non utilizzare determinati sfondi, pulsanti, caratteri, numerazioni o altri pattern grafici. Il modello tende infatti a ricorrere ad alcuni stili predefiniti quando riceve poche indicazioni, mentre una lista precisa delle soluzioni da escludere lo costringe a scegliere alternative più mirate.

La guida affronta infine il comportamento dei sistemi di sicurezza introdotti con Opus 5.5. Il modello è il primo della famiglia Opus a essere distribuito con le protezioni di livello Fable dedicate in particolare ai contenuti biologici e cyber e, quando una richiesta viene classificata dal sistema, Claude può continuare automaticamente la conversazione utilizzando un modello precedente. Il controllo prende in considerazione l’intero contesto della sessione, compresi file allegati e risultati delle ricerche, per cui l’attivazione può dipendere anche da contenuti presenti in messaggi precedenti e non soltanto dall’ultima richiesta. Nelle applicazioni Claude l’utente può tornare manualmente a Opus 5.5 attraverso il selettore del modello oppure disattivare nelle impostazioni il passaggio automatico e scegliere di essere avvisato prima della sostituzione; in Claude Code sono disponibili comandi analoghi attraverso /model e /config. Anthropic precisa comunque che attività legittime come la ricerca di vulnerabilità nel codice sorgente restano consentite, pur riconoscendo che possono verificarsi falsi positivi. La società raccomanda inoltre di eliminare dai prompt le richieste di riprodurre esplicitamente il ragionamento interno del modello, perché possono essere rifiutate o contribuire all’attivazione dei controlli, suggerendo invece di chiedere una spiegazione sintetica dei motivi che hanno portato alla scelta di un determinato approccio. Per chi privilegia la rapidità nelle sessioni interattive di Claude Code è infine disponibile la modalità fast, proposta al lancio come research preview: utilizza lo stesso Opus 5.5 ma restituisce il testo più rapidamente, richiede l’attivazione dell’extra usage e comporta un costo per token superiore rispetto alla modalità standard.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy