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La Regione autonoma Valle d’Aosta ha messo online AIVDA, una piattaforma gratuita dedicata alla formazione sull’intelligenza artificiale e aperta a tutti i cittadini valdostani. Il servizio, attivo dal 30 settembre 2026 e accessibile tramite SPID o CIE, nasce con l’obiettivo di rendere le competenze sull’AI disponibili anche a chi non possiede una preparazione tecnica specifica. Il catalogo comprende attualmente 18 corsi per un totale di circa 24 ore di formazione, organizzati per argomento e livello di approfondimento e fruibili in autonomia da computer o smartphone. I contenuti includono video, quiz e tutorial pratici e, al completamento dei percorsi, è possibile ottenere un attestato di partecipazione. Le singole lezioni hanno una durata compresa indicativamente tra 30 minuti e due ore e possono essere interrotte e riprese liberamente. Il progetto, denominato “Facilitazione digitale in materia di intelligenza artificiale”, è cofinanziato dal Fondo sociale europeo Plus ed è realizzato dal Dipartimento affari europei, innovazione e politiche per la montagna e giovanili.

La piattaforma è stata progettata per coprire livelli di competenza differenti, dai contenuti introduttivi destinati a chi si avvicina per la prima volta all’intelligenza artificiale fino agli approfondimenti su aspetti tecnici, normativi e professionali. I percorsi sono stati costruiti partendo dai fabbisogni individuati sul territorio e seguono tre direttrici principali: comprendere, applicare e governare l’intelligenza artificiale in maniera consapevole. La presentazione ufficiale è avvenuta all’Università della Valle d’Aosta durante l’evento “L’era dell’AI”, dedicato anche agli effetti della tecnologia sul lavoro e sulle nuove generazioni. La mattinata ha coinvolto gli studenti delle classi quinte degli istituti secondari del territorio, mentre nel pomeriggio l’incontro è stato aperto alla cittadinanza.

Durante l’incontro è stato affrontato anche il funzionamento dei principali sistemi di AI generativa. Enrico Mensa, ricercatore dell’Università di Torino, ha ricordato che strumenti come ChatGPT, Gemini e Claude appartengono alla famiglia dei Large Language Model e utilizzano architetture basate sulle reti neurali all’interno del più ampio ambito del machine learning. Questi modelli operano essenzialmente attraverso la previsione del token o della parola successiva e, proprio per questo, producono contenuti plausibili senza poter garantire automaticamente che siano veri. L’evoluzione più recente è rappresentata dagli agenti AI, nei quali al modello linguistico viene affiancato uno strato software in grado di interagire con strumenti esterni, eseguire codice e portare avanti sequenze di operazioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo. In questa configurazione il modello può, per esempio, generare del codice e affidarne l’esecuzione a un agente, ricevendo poi il risultato da utilizzare nella risposta successiva.

Accanto alle opportunità sono stati richiamati anche alcuni dei principali problemi legati alla diffusione di questi sistemi, dalla raccolta dei dati degli utenti alle condizioni dei lavoratori impiegati nei processi di addestramento, fino al consumo di energia e acqua necessario alle infrastrutture AI. È stato inoltre affrontato il tema del cosiddetto miglioramento ricorsivo, cioè la possibilità teorica che sistemi di intelligenza artificiale contribuiscano allo sviluppo di versioni successive sempre più avanzate. In questo contesto la formazione viene considerata dalla Regione uno strumento necessario non soltanto all’interno della pubblica amministrazione, ma anche per la popolazione, con l’obiettivo di consentire un utilizzo dell’intelligenza artificiale basato sulla conoscenza sia dei vantaggi sia dei limiti e dei rischi della tecnologia.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy