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Google ha annunciato il lancio negli Stati Uniti di Universal Cart, un sistema di gestione degli acquisti che permette di raccogliere prodotti provenienti da diversi rivenditori all’interno di un unico carrello, accessibile attraverso Google Search e l’applicazione Gemini. La funzionalità, presentata inizialmente durante Google I/O del 19 maggio 2026, utilizza i modelli Gemini e l’infrastruttura commerciale di Google per conservare le selezioni effettuate dagli utenti durante differenti sessioni di ricerca, mantenendo la continuità tra consultazione dei prodotti, confronto delle offerte e completamento degli ordini. Universal Cart è stato sviluppato nell’ambito dell’evoluzione dei servizi di commercio elettronico basati sull’intelligenza artificiale, che Google sta articolando attraverso strumenti capaci di assistere direttamente gli acquisti e funzionalità destinate a migliorare il controllo delle decisioni da parte degli utenti. Suresh Ganapathy, Senior Director of Product Management for Consumer Shopping di Google, ha indicato Universal Cart come una soluzione progettata per organizzare l’attività di acquisto senza perdere informazioni sui prodotti selezionati, sulle opportunità di risparmio e sui rivenditori coinvolti, anche quando la ricerca viene effettuata attraverso interfacce differenti.

Il funzionamento del carrello si basa sull’integrazione tra AI Mode di Google Search e l’app Gemini, consentendo di aggiungere progressivamente prodotti appartenenti a negozi diversi e di recuperarli successivamente da uno qualsiasi degli ambienti supportati. Un utente può, per esempio, selezionare una borsa Steve Madden attraverso AI Mode, aggiungere un maglione Quince e un prodotto cosmetico Ulta Beauty dall’app Gemini e ritrovare tutti gli articoli all’interno dello stesso carrello, senza dover mantenere aperte le pagine dei singoli rivenditori. La piattaforma utilizza il Google Shopping Graph, un’infrastruttura informativa che comprende oltre 60 miliardi di inserzioni di prodotti costantemente aggiornate, attraverso la quale vengono gestiti disponibilità, prezzi e informazioni commerciali. L’integrazione con questi dati consente a Universal Cart di verificare le variazioni dei prezzi, segnalare eventuali ribassi e inviare notifiche quando un prodotto precedentemente esaurito torna disponibile. Le funzionalità comprendono anche la consultazione dello storico dei prezzi e l’individuazione di offerte pertinenti, permettendo di conservare i prodotti selezionati durante il percorso di acquisto senza dover ricostruire manualmente le ricerche effettuate.

Universal Cart utilizza inoltre Google Wallet per integrare informazioni sui metodi di pagamento disponibili e sulle agevolazioni associate alle carte registrate dall’utente. Il sistema può individuare i vantaggi previsti dai differenti strumenti di pagamento, suggerendo quelli potenzialmente più convenienti in relazione all’acquisto previsto, e mostrare direttamente nel carrello eventuali codici promozionali utilizzabili. Questa funzionalità è rivolta in particolare agli utenti che possiedono più carte di credito e desiderano verificare quali benefici siano applicabili a una determinata transazione. Una volta completata la selezione dei prodotti, l’acquirente può procedere al pagamento attraverso Google Pay, nei negozi che supportano l’integrazione, oppure trasferire gli articoli nel carrello del singolo rivenditore e concludere l’operazione sul relativo sito commerciale. Tra le aziende che partecipano alle nuove procedure di pagamento figurano Nike, Sephora, Target, Ulta Beauty, Walmart e Wayfair, insieme a numerosi commercianti che utilizzano Shopify. In entrambe le modalità, il rivenditore conserva il ruolo di venditore effettivo, gestisce la conferma dell’ordine e rimane responsabile dell’assistenza al cliente, mentre Google fornisce l’interfaccia di organizzazione e le funzionalità tecnologiche che accompagnano l’operazione.

L’infrastruttura dei pagamenti è basata sull’Universal Commerce Protocol, o UCP, uno standard aperto sviluppato da Google insieme a operatori del settore commerciale per consentire l’interazione tra assistenti intelligenti, rivenditori e sistemi di pagamento. Il protocollo permette di strutturare le operazioni di acquisto attraverso interfacce condivise, mantenendo il collegamento con i sistemi commerciali delle aziende coinvolte. Durante la presentazione di maggio, Google aveva comunicato l’intenzione di estendere progressivamente il pagamento basato su UCP al Canada e all’Australia, seguiti dal Regno Unito, e di introdurre la stessa infrastruttura anche su YouTube negli Stati Uniti. Le successive applicazioni previste comprendono ulteriori settori commerciali, a partire dalle prenotazioni alberghiere e dalle consegne di cibo a livello locale. L’estensione di Universal Cart a Gmail e YouTube era stata anticipata durante Google I/O, mentre il lancio del 15 ottobre riguarda specificamente Google Search e l’app Gemini sul mercato statunitense.

L’utilizzo dei modelli Gemini consente inoltre di integrare capacità di analisi delle caratteristiche tecniche dei prodotti, oltre alla gestione delle informazioni commerciali. Google ha illustrato questa possibilità attraverso il caso di un utente impegnato nell’assemblaggio del proprio primo computer personalizzato, che aggiunge componenti provenienti da rivenditori differenti: il sistema può individuare eventuali incompatibilità tra gli elementi selezionati e suggerire alternative appropriate prima del completamento dell’acquisto. Questa funzione si affianca alle notifiche sui prezzi e sulla disponibilità, utilizzando le informazioni del Shopping Graph per sostenere decisioni che richiedono verifiche tecniche tra più prodotti. Google ha ricordato che gli utenti effettuano oltre un miliardo di attività di acquisto quotidiane attraverso i propri servizi, un volume che costituisce la base sulla quale vengono sviluppate le nuove integrazioni commerciali.

Accanto a Universal Cart, Google sta sviluppando l’Agent Payments Protocol, denominato AP2, destinato alle transazioni eseguite direttamente dagli agenti di intelligenza artificiale per conto degli utenti. Il protocollo è stato progettato per permettere di definire preventivamente criteri come marchi autorizzati, caratteristiche dei prodotti e limiti massimi di spesa, all’interno dei quali l’agente può completare un acquisto senza richiedere ulteriori interventi per ogni singolo passaggio. AP2 utilizza mandati digitali verificabili e progettati per resistere alle manomissioni, con l’obiettivo di documentare l’autorizzazione concessa dall’utente e collegarla al rivenditore e al sistema che elabora il pagamento. La registrazione delle autorizzazioni consente inoltre di conservare elementi verificabili per eventuali richieste di reso o contestazioni successive. Google aveva annunciato a maggio l’intenzione di introdurre progressivamente AP2 nei propri prodotti, iniziando da Gemini Spark. Universal Cart e AP2 rappresentano quindi due componenti differenti dell’infrastruttura commerciale sviluppata dall’azienda: il primo concentra in un ambiente comune la gestione degli articoli e delle transazioni controllate dall’utente, mentre il secondo definisce le condizioni tecnologiche e autorizzative per consentire agli agenti AI di effettuare acquisti entro parametri prestabiliti.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy