La Sampdoria sta esplorando l’impiego dell’intelligenza artificiale nell’analisi delle condizioni fisiche dei calciatori e nella prevenzione degli infortuni, attraverso una collaborazione che coinvolge l’Head of Analysis del club blucerchiato, Vanderloock, e l’Università di Genova. L’iniziativa introduce una componente di ricerca applicata nell’attività di analisi sportiva della società, con particolare attenzione alla possibilità di utilizzare strumenti computazionali per supportare la valutazione dei fattori associati agli infortuni. Il progetto si colloca nell’organizzazione delle attività tecniche del club e punta ad approfondire il contributo degli algoritmi nell’elaborazione delle informazioni rilevanti per la gestione degli atleti.
L’applicazione di modelli predittivi alla prevenzione degli infortuni richiede la disponibilità di informazioni sufficientemente omogenee e confrontabili, oltre a una definizione accurata degli eventi che si intende prevedere. Nel calcio professionistico possono assumere rilievo variabili legate ai carichi di allenamento, alle condizioni fisiche, alla cronologia degli infortuni e alla disponibilità dei giocatori, ma non è stato possibile verificare quali di questi dati siano effettivamente previsti nell’iniziativa della Sampdoria. La collaborazione con un istituto universitario offre un contesto per esaminare metodi di analisi e possibili applicazioni, senza che l’esistenza del progetto costituisca di per sé una dimostrazione della capacità di prevenire gli infortuni.
Le informazioni pubblicamente consultabili confermano il coinvolgimento di Vanderloock e dell’Università di Genova, ma non documentano ancora l’architettura degli algoritmi utilizzati, le dimensioni del campione, le eventuali prestazioni predittive o una percentuale di riduzione degli infortuni ottenuta sul campo. L’iniziativa deve quindi essere descritta come una collaborazione finalizzata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella prevenzione, e non come un sistema la cui efficacia clinica o sportiva sia già stata dimostrata.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
