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La Guida Michelin è stata coinvolta in una controversia relativa alla possibile generazione automatica delle descrizioni di alcuni ristoranti di Dallas, in Texas. Il caso riguarda sei schede pubblicate o aggiornate in occasione dell’ampliamento della selezione locale dell’8 ottobre 2026 e analizzate mediante strumenti di riconoscimento dei testi prodotti da modelli linguistici. L’indagine è stata avviata dal critico gastronomico Brian Reinhart dopo la segnalazione relativa alla descrizione del ristorante Sushi Kozy, il cui stile aveva sollevato dubbi sulla possibile origine artificiale. Il testo è stato sottoposto a Pangram, software specializzato nell’individuazione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale, che lo ha classificato come interamente prodotto da un modello. L’analisi è stata successivamente estesa alle schede di Fond, Jashan, Mābo, Olōyō e Resident Taquería. Su un totale di 31 frasi esaminate, 25, pari a circa l’80%, sono state classificate dal software come compatibili con la generazione automatica, con indicazioni che hanno portato a ipotizzare un possibile coinvolgimento di GPT-4o.

Per approfondire il risultato sono stati coinvolti Alex Reinhart, docente di statistica alla Carnegie Mellon University, e David West Brown, docente di inglese nello stesso ateneo, entrambi impegnati in ricerche sulle caratteristiche linguistiche dei testi generati dai modelli di intelligenza artificiale. L’analisi ha preso in esame la frequenza di determinate strutture grammaticali, tra cui le nominalizzazioni, l’utilizzo ricorrente di aggettivi e particolari costruzioni sintattiche. In circa 650 parole sono state individuate 19 nominalizzazioni, una concentrazione ritenuta superiore a quella osservata nelle descrizioni utilizzate come termine di confronto e compatibile con alcune caratteristiche della produzione testuale di GPT-4o. Le sei schede texane sono state inoltre confrontate con contenuti della Guida pubblicati in precedenti edizioni e in altre città statunitensi ed europee, nei quali non sarebbe emersa la stessa concentrazione di segnali linguistici. Tra gli esempi esaminati figurano descrizioni considerate poco precise, come il riferimento alle porzioni abbondanti quale indicatore di creatività gastronomica e una formulazione relativa al ristorante Mābo che accosta genericamente piatti e noodles.

La Michelin ha respinto le accuse, negando di utilizzare l’intelligenza artificiale per la redazione o anche soltanto per la revisione delle descrizioni. L’organizzazione ha precisato che i testi sono elaborati collegialmente dagli ispettori sulla base delle visite effettuate nei ristoranti e ha distinto queste descrizioni dalle recensioni gastronomiche in senso stretto. I risultati degli strumenti di classificazione linguistica costituiscono pertanto elementi di sospetto, non prove definitive dell’utilizzo di un determinato modello. L’identificazione dell’origine di un testo esclusivamente attraverso caratteristiche stilistiche o classificatori probabilistici presenta infatti limiti metodologici, soprattutto in assenza di registrazioni dei processi editoriali effettivamente utilizzati.

La controversia interessa anche il funzionamento economico dell’espansione della Michelin in Texas. L’accordo iniziale prevedeva un contributo pubblico annuo di 450.000 dollari da parte dello Stato, affiancato da 90.000 dollari per ciascuna delle cinque città partecipanti, per un totale di 900.000 dollari all’anno. L’intesa è arrivata a scadenza con l’edizione 2026, mentre le amministrazioni coinvolte devono valutare un eventuale rinnovo. La vicenda si inserisce quindi in un contesto nel quale le descrizioni pubblicate da una guida gastronomica internazionalmente riconosciuta sono associate a un processo editoriale dichiaratamente fondato sull’attività degli ispettori, la cui effettiva modalità di produzione è oggetto di contestazione. Al momento non è stata dimostrata una generazione automatica dei testi e la Michelin continua a negarla.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy