Il Comune di Acqui Terme ha avviato un esperimento senza precedenti nel panorama della pubblica amministrazione italiana introducendo una figura istituzionale virtuale basata sull’intelligenza artificiale. Il progetto ruota attorno a Eva Statiella, un avatar generato mediante sistemi di AI che dovrebbe affiancare l’amministrazione comunale nelle attività legate all’innovazione, alla transizione digitale e all’umanizzazione dei servizi pubblici. L’iniziativa è stata promossa dal sindaco Danilo Rapetti come laboratorio per esplorare il ruolo che le tecnologie generative e gli agenti intelligenti potrebbero assumere in futuro all’interno degli enti locali.
Eva Statiella non viene presentata come una sostituzione degli amministratori eletti, ma come un’interfaccia digitale capace di supportare processi informativi, comunicazione con i cittadini e attività di analisi. Secondo quanto illustrato dal Comune, il sistema è stato costruito utilizzando modelli linguistici generativi addestrati per rispondere a domande relative alla città, ai servizi pubblici e ai progetti dell’amministrazione. L’obiettivo è sperimentare nuove forme di interazione tra cittadini e istituzioni attraverso strumenti basati sull’intelligenza artificiale conversazionale.
Uno degli elementi più interessanti del progetto riguarda la visione più ampia di “Comune agentico” descritta dall’amministrazione. Il concetto si basa sull’impiego di sistemi AI capaci di assistere il personale comunale nelle attività ripetitive e ad alto volume documentale. Tra gli ambiti individuati figurano procedure amministrative, richieste anagrafiche, pratiche urbanistiche, attività di front office e gestione delle informazioni ai cittadini. In questo scenario, l’intelligenza artificiale viene utilizzata come livello di automazione in grado di elaborare richieste, fornire risposte preliminari e supportare i flussi operativi interni, lasciando agli operatori umani le attività decisionali e i casi più complessi.
La strategia comprende anche la realizzazione di un “sindaco avatar”, un assistente virtuale destinato a rispondere online a cittadini e visitatori fornendo informazioni su servizi, uffici comunali, eventi e iniziative locali. Dal punto di vista architetturale, questo tipo di soluzione rientra nella categoria dei chatbot istituzionali basati su modelli linguistici di grandi dimensioni, integrati con basi di conoscenza locali e contenuti amministrativi aggiornati. L’efficacia di tali sistemi dipende dalla qualità dei dati utilizzati per l’addestramento e dall’aggiornamento continuo delle informazioni pubbliche disponibili.
Un aspetto particolarmente significativo del progetto è il tentativo di utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare l’accessibilità dei servizi pubblici. Nelle dichiarazioni attribuite alla piattaforma vengono citati obiettivi come la riduzione dei tempi di attesa, la semplificazione delle procedure burocratiche, la guida assistita nella compilazione delle richieste e il supporto ai cittadini meno familiari con gli strumenti digitali. Questo approccio riflette una delle principali direzioni di sviluppo dell’AI nel settore pubblico europeo, dove i sistemi conversazionali vengono sempre più utilizzati come primo punto di contatto tra amministrazione e cittadinanza.
L’iniziativa solleva tuttavia anche questioni tecniche e organizzative rilevanti. L’utilizzo di agenti AI all’interno delle strutture pubbliche richiede infatti meccanismi di supervisione umana, procedure di verifica delle risposte generate, gestione della privacy dei dati e definizione chiara delle responsabilità. Proprio per questo l’esperimento di Acqui Terme viene presentato come un’attività di osservazione e valutazione delle potenzialità della tecnologia piuttosto che come un trasferimento di funzioni decisionali a sistemi automatizzati. Le decisioni amministrative continuano infatti a rimanere sotto la responsabilità degli organi istituzionali e dei funzionari competenti.
Il progetto rappresenta uno dei primi tentativi italiani di integrare in modo esplicito avatar conversazionali e modelli generativi all’interno di un’amministrazione locale. Al di là dell’aspetto simbolico legato alla nomina di un’assessora virtuale, l’esperimento costituisce soprattutto un banco di prova per valutare come strumenti basati su AI generativa, assistenti digitali e sistemi agentici possano essere impiegati per automatizzare processi amministrativi, migliorare la comunicazione con i cittadini e supportare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione.