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La 29ª edizione di Città di Velluto, in programma ad Ala fino al 5 luglio 2026, utilizza l’intelligenza artificiale come parte di un percorso dedicato al rapporto tra patrimonio storico, ambiente e innovazione. Il tema scelto per questa edizione, “Il domani era ieri”, collega la storia della città, nota nel Settecento come centro europeo della produzione del velluto, alle tecnologie contemporanee e alle trasformazioni sociali che esse possono generare.

L’installazione digitale principale è ospitata a Palazzo Malfatti Scherer e prende il nome di “Scrittoio Magico di Messer Lodovico”. Il progetto permette ai visitatori di interagire con un personaggio collocato nel contesto storico del XVIII secolo attraverso un’interfaccia basata sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo non è riprodurre una semplice animazione o un contenuto registrato, ma costruire una conversazione in cui il pubblico possa porre domande e ricevere risposte sviluppate secondo l’identità narrativa, il linguaggio e il periodo storico assegnati al personaggio.

L’esperienza inserisce i sistemi conversazionali in un ambiente culturale fisico, trasformando uno spazio storico in una postazione interattiva. In questo tipo di applicazione, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per rendere più accessibili contenuti legati alla storia locale, alla vita quotidiana del Settecento, alla produzione tessile e alle trasformazioni economiche della città. La qualità del risultato dipende dalla progettazione della base informativa, dalle istruzioni che definiscono il comportamento del personaggio e dalla capacità di evitare risposte anacronistiche o non coerenti con il contesto rappresentato.

Il tema tecnologico viene affiancato da una riflessione sulle conseguenze dell’automazione. Nel programma è presente anche uno spettacolo dedicato ai luddisti, gli operai che durante le prime fasi della Rivoluzione industriale distruggevano i macchinari perché considerati una minaccia per il lavoro e per le condizioni di vita. Il collegamento tra questa vicenda storica e l’uso attuale dell’intelligenza artificiale consente di mettere in relazione due fasi diverse dell’innovazione: da un lato la meccanizzazione dei processi produttivi, dall’altro l’automazione di attività cognitive, comunicative e organizzative.

L’attenzione alla tecnologia convive con un programma fortemente legato alla sostenibilità ambientale. La manifestazione include la mostra fotografica internazionale “I Remember Water”, dedicata al valore dell’acqua nella storia umana e negli ecosistemi, una camera di volo per osservare il mondo delle api e un mercato con prodotti locali e a chilometro zero. Le scelte organizzative prevedono inoltre illuminazione a LED, eliminazione della plastica monouso nelle locande, stoviglie riutilizzabili, parcheggi per biciclette e indicazioni sulle fontane pubbliche per favorire l’utilizzo di borracce.

Anche alcuni spettacoli trasformano il tema ambientale in un elemento operativo. L’apertura della manifestazione ha incluso Teatro a Pedali, format nel quale parte dell’energia necessaria allo spettacolo viene prodotta dal pubblico attraverso biciclette collegate al sistema di alimentazione. La programmazione propone inoltre “Chi ha ucciso il pianeta?”, spettacolo in forma di indagine teatrale dedicato alla crisi climatica con Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni, costruito per affrontare la questione ambientale attraverso divulgazione scientifica, narrazione e linguaggi performativi.

Città di Velluto utilizza quindi l’intelligenza artificiale non come elemento isolato, ma come componente di un allestimento che mette in dialogo tecnologie digitali, memoria industriale, sostenibilità e spettacolo dal vivo. Lo Scrittoio Magico di Messer Lodovico rappresenta il punto più esplicito di questa integrazione: un dispositivo conversazionale che porta la logica dei modelli AI dentro un palazzo storico e la utilizza per rendere più diretto il confronto tra visitatore, patrimonio culturale e immaginario del passato.

Di Fantasy