Amazon ha annunciato Built Together, un programma con cui investirà oltre 1 miliardo di dollari nei prossimi cinque anni nelle comunità statunitensi in cui costruisce e gestisce data center, aggiungendo queste risorse agli investimenti locali già effettuati dal gruppo, quantificati in oltre 1 miliardo di dollari negli ultimi tre anni. L’iniziativa accompagna la formalizzazione dell’Amazon Data Center Commitment, un insieme di principi che definisce le modalità con cui l’azienda intende sviluppare e gestire queste infrastrutture mentre l’espansione dei sistemi di intelligenza artificiale aumenta rapidamente la domanda di capacità di calcolo. Built Together è articolato attorno a tre aree individuate come prioritarie dalle comunità interessate: istruzione e formazione professionale, riduzione dei costi energetici e gestione delle risorse idriche, e finanziamenti destinati direttamente alle esigenze locali. Sul fronte della formazione, i residenti delle aree che ospitano i data center potranno conseguire certificati professionali o associate degree in settori come impianti elettrici, HVAC, fibra ottica, IT, sanità, istruzione, sicurezza pubblica e produzione avanzata senza costi diretti, poiché Amazon coprirà quanto non finanziato dagli aiuti economici già disponibili. L’obiettivo è offrire accesso gratuito a questi percorsi a più di 300.000 studenti nei prossimi cinque anni. Parallelamente verrà ampliata la rete dei Modular Training Centers, strutture collocate nei pressi dei data center che offrono gratuitamente programmi di certificazione da quattro a sedici settimane utilizzando attrezzature specializzate, ambienti che simulano quelli dei data center e aree per l’addestramento sulle infrastrutture esterne. Ogni centro può formare circa 2.000-4.000 persone all’anno: tre sono già operativi, sei sono in fase di sviluppo e altri sedici sono previsti, per arrivare a una rete di 25 strutture e preparare entro la fine del 2028 fino a 100.000 lavoratori ogni anno.
Una seconda componente riguarda energia e acqua. In collaborazione con organizzazioni non profit, utility locali e uffici energetici statali, Amazon finanzierà interventi di efficientamento energetico nelle scuole K-12, negli edifici comunitari e nelle abitazioni mono e multifamiliari delle contee in cui sono presenti i suoi data center. Gli interventi potranno comprendere pompe di calore, sistemi HVAC, isolamento, scaldacqua, batterie e impianti solari e dovrebbero interessare, nell’arco di cinque anni, più di 300 scuole ed edifici pubblici e oltre 30.000 abitazioni. Amazon stima una riduzione delle bollette energetiche compresa tra il 20% e il 40%, pari indicativamente a circa 700 dollari di risparmio annuo per famiglia, precisando che i risultati effettivi dipenderanno anche da tariffe, condizioni meteorologiche e consumi. Per l’acqua, la società dichiara di avere già contrattualizzato più di 65 progetti di replenishment destinati a restituire alle comunità oltre 8 miliardi di galloni all’anno, più del doppio dell’acqua utilizzata dai propri data center nel 2025. Il terzo pilastro assegnerà invece ogni anno milioni di dollari alle singole comunità attraverso organizzazioni non profit, fondazioni e realtà locali, lasciando alle comunità stesse la decisione sulla destinazione delle risorse. Tra gli impieghi previsti figurano strade, parchi e impianti sportivi, attrezzature per i vigili del fuoco, edilizia accessibile, sicurezza alimentare, miglioramenti delle scuole, preparazione alle emergenze ed eventi locali. Il programma sarà disponibile esclusivamente nelle aree nelle quali Amazon gestisce data center e le procedure di accesso verranno definite insieme ai partner locali.
L’Amazon Data Center Commitment formalizza contemporaneamente gli impegni dell’azienda sulla costruzione e sulla gestione delle infrastrutture, includendo tutela delle comunità, creazione di occupazione e benefici economici, coinvolgimento della popolazione e gestione responsabile delle strutture. Amazon dichiara di voler collaborare con utility, autorità di regolamentazione e operatori delle reti affinché le tariffe energetiche pagate dall’azienda coprano sia l’elettricità consumata dai data center sia gli interventi infrastrutturali necessari a servirli; ha inoltre aderito allo U.S. Rate Payer Protection Pledge, non utilizza più accordi di non divulgazione con le amministrazioni pubbliche coinvolte nei progetti e organizza incontri aperti nelle comunità interessate. Nel 2025 i suoi data center hanno registrato a livello globale un Power Usage Effectiveness medio di 1,14, contro un valore medio di settore indicato in 1,25 e 1,63 per i data center aziendali on-premise. Amazon punta inoltre a diventare water positive nei propri data center entro il 2030 e dichiara di avere già raggiunto nel 2025 il 75% dell’obiettivo, con strutture che utilizzerebbero l’acqua con un’efficienza sette volte superiore alla media del settore. I generatori di backup dei nuovi siti dovranno rispettare gli standard EPA Tier 4 o equivalenti e l’azienda pubblicherà annualmente dati relativi a consumi ed efficienza di energia e acqua e alla quota di energia proveniente da fonti carbon-free.
Amazon ha accompagnato il programma anche con alcuni dati destinati a quantificare l’impatto dei data center sulle risorse e sulle economie locali. Secondo l’azienda, il consumo diretto di acqua dell’intero settore dei data center rappresenta circa lo 0,5% dell’utilizzo industriale diretto statunitense: un data center medio consumerebbe circa 170.000 galloni al giorno, mentre la media delle strutture Amazon sarebbe inferiore a 13.000 galloni, equivalente al consumo di circa 42 famiglie statunitensi. I generatori diesel di emergenza rimarrebbero inattivi per il 99,9% del tempo e funzionerebbero mediamente una decina di ore all’anno, soprattutto per i test di manutenzione. Sul piano economico, Amazon stima che il proprio insediamento nella contea di St. Joseph, in Indiana, produrrà oltre 3 miliardi di dollari di entrate fiscali rispetto agli 1,2 milioni che avrebbe generato nello stesso periodo il precedente utilizzo dei terreni, mentre il progetto nella contea di Montgomery, in Missouri, dovrebbe versare più di 1,8 miliardi di dollari di imposte in 25 anni contro circa 200.000 dollari derivanti dall’utilizzo precedente. Nei due siti della contea di Madison, Mississippi, lavorano attualmente più di 2.300 persone nella costruzione e sono previsti oltre 1.700 posti operativi, mentre nella contea di Newton, Georgia, sono impiegati nella costruzione oltre 1.500 lavoratori e sono previsti 400 posti permanenti. Più di 10.000 studenti e docenti partecipano inoltre già ai programmi educativi dell’azienda in 15 regioni statunitensi interessate dalla presenza dei data center.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
