Anthropic ha annunciato Enterprise Frontier Safeguards, una nuova soluzione destinata ai clienti aziendali che combina i vantaggi della zero data retention con sistemi automatizzati di rilevamento degli utilizzi impropri dei modelli AI. La differenza principale rispetto ai meccanismi di monitoraggio tradizionali è che i dati relativi alle attività possono essere conservati direttamente nell’infrastruttura cloud controllata dal cliente, anziché sui sistemi di Anthropic. Il rollout inizierà in più fasi nel corso dell’autunno 2026 e nasce dalla necessità di conciliare due esigenze che, con l’aumento delle capacità dei modelli più avanzati, sono diventate più difficili da gestire contemporaneamente: mantenere elevati livelli di privacy per i dati aziendali e consentire al tempo stesso un’analisi abbastanza prolungata delle attività da individuare comportamenti anomali o potenzialmente pericolosi.
Anthropic collega questa esigenza alla maggiore autonomia e capacità agentica dei modelli della classe Mythos, tra cui Claude Fable 5.1. Secondo l’azienda, i tentativi di abuso osservati comprendono sia attività relativamente comuni, come le frodi, sia operazioni molto più sofisticate, tra cui attacchi informatici nei quali gli agenti possono arrivare a svolgere autonomamente attività distruttive. Alcuni casi riguardano inoltre il furto o l’uso improprio delle credenziali appartenenti ai clienti enterprise, fenomeni che risultano difficili da individuare se non è possibile analizzare il traffico nel tempo e riconoscere schemi anomali distribuiti tra sessioni e account differenti. Il problema è che le forme più complesse di abuso possono essere suddivise in molte attività apparentemente scollegate e, di conseguenza, analizzare ogni singola interazione e cancellarne immediatamente i dati non offre un contesto sufficiente. Per questo Anthropic aveva introdotto, a partire da Fable 5, un periodo di conservazione dei dati pari a 30 giorni.
Anthropic precisa che questa politica non è collegata all’addestramento dei modelli sui dati enterprise e ribadisce di non aver mai utilizzato dati aziendali per il training senza un’autorizzazione esplicita. Il problema emerso nel confronto con i clienti riguarda piuttosto la compatibilità della conservazione dei dati con i requisiti di conformità interni ed esterni. Molte aziende, in particolare nei settori regolamentati, riconoscono il valore dei sistemi di monitoraggio prolungato per la sicurezza, ma incontrano difficoltà nell’utilizzare modelli soggetti a politiche di retention. Enterprise Frontier Safeguards è stato quindi progettato per mantenere la possibilità di correlare attività distribuite nel tempo senza obbligare l’organizzazione a trasferire il controllo dei dati a un ulteriore fornitore.
La soluzione è stata sviluppata in collaborazione con oltre 100 clienti appartenenti ai settori dei servizi finanziari, sanità, manifattura, telecomunicazioni, diritto, retail e pubblica amministrazione, insieme ai partner cloud Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure. Il confronto ha coinvolto soprattutto i team responsabili di sicurezza, prodotto, compliance e delivery. Tra le organizzazioni partecipanti figura anche l’Analysis and Resilience Center for Systemic Risk, che riunisce i responsabili della sicurezza informatica di alcune delle maggiori banche statunitensi, tra cui Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citi, Bank of America e Wells Fargo. Anthropic ha inoltre collaborato con realtà come Comcast, KPMG, Mastercard, Salesforce e Visa, affermando che le consultazioni hanno interessato complessivamente circa un quarto delle aziende Fortune 100, tutte le banche statunitensi considerate global systemically important e numerosi comparti sottoposti a regolamentazione.
Enterprise Frontier Safeguards è strutturato attorno a tre principali meccanismi relativi a monitoraggio, conservazione e revisione dei dati. Sul fronte del monitoraggio, quando i sistemi automatizzati individuano uno schema che richiede attenzione, i segnali vengono inviati direttamente al cliente, che può farli esaminare dal proprio personale. Le aziende utilizzano già sistemi analoghi per individuare rischi interni e Anthropic punta ad applicare lo stesso approccio agli agenti AI, mantenendo però la compatibilità con i requisiti normativi adottati dalle singole organizzazioni. Per quanto riguarda la conservazione, i dati utilizzati per il monitoraggio possono essere memorizzati direttamente nell’account cloud del cliente, per esempio su Amazon S3, Azure Blob Storage o Google Cloud Storage, utilizzando chiavi di cifratura, policy di accesso e sistemi di audit gestiti dall’organizzazione stessa.
La fase di revisione rimane automatizzata. I sistemi analizzano una finestra mobile del traffico alla ricerca di segnali associati a forme gravi di abuso, comprese attività finalizzate allo sviluppo di capacità cyber offensive o biologiche e comportamenti compatibili con l’utilizzo di credenziali rubate o compromesse. Le segnalazioni vengono trasmesse direttamente al cliente senza richiedere una revisione umana da parte dei dipendenti Anthropic. Questa impostazione è stata pensata soprattutto per le organizzazioni che gestiscono dati sottoposti a forti restrizioni di accesso, come materiale coperto da segreto professionale, informazioni non pubbliche o documentazione relativa alla sicurezza dei farmaci, e che dispongono già di personale autorizzato e formato per effettuare le verifiche necessarie.
La conservazione dei dati nell’infrastruttura del cliente, l’utilizzo di chiavi di cifratura gestite direttamente dall’organizzazione e la revisione completamente automatizzata sono tutte opzioni attivabili su base volontaria. Anthropic specifica inoltre che questi controlli non modificano il comportamento dei modelli, i prezzi delle API o i limiti di utilizzo. Le stesse funzionalità saranno disponibili sia per chi accede a Claude direttamente attraverso Anthropic sia per chi utilizza i modelli tramite partner cloud, con controlli equivalenti su Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure. L’azienda sta inoltre lavorando per supportare soluzioni di terze parti destinate ai clienti idonei a utilizzare Enterprise Frontier Safeguards.
Anthropic non applicherà costi aggiuntivi per Enterprise Frontier Safeguards. I clienti che decideranno di conservare i dati nel proprio account cloud dovranno tuttavia sostenere i normali costi applicati dal rispettivo provider per storage, operazioni di lettura e scrittura ed eventuale trasferimento dei dati. La soluzione sarà supportata su Claude Code, Claude Enterprise, Claude Platform, Amazon Bedrock, Claude Platform on AWS, Google Agent Platform e Microsoft Foundry. Il rollout sarà progressivo e punta a rendere EFS ampiamente disponibile nel corso dell’autunno 2026.
Nel periodo precedente alla disponibilità completa di Enterprise Frontier Safeguards, i clienti idonei potranno utilizzare Fable 5 e Fable 5.1 con zero data retention. Claude Fable 5.1 è già disponibile sui tre principali provider cloud e tramite Claude API con l’identificativo claude-fable-5-1, mentre l’accesso a Enterprise Frontier Safeguards può essere richiesto direttamente ad Anthropic. Con questo sistema, il controllo dei dati utilizzati per le verifiche di sicurezza rimane quindi nelle mani dell’organizzazione cliente, mentre Anthropic fornisce i meccanismi automatizzati necessari per individuare comportamenti anomali distribuiti nel tempo e tra account differenti.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
