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Sulle autostrade italiane stanno arrivando sistemi di gestione dinamica della velocità basati sull’intelligenza artificiale, tecnologie progettate per modificare in tempo reale i limiti di percorrenza in funzione delle condizioni effettive del traffico, della densità dei veicoli, degli incidenti, dei cantieri e delle condizioni meteorologiche. Il nuovo modello di regolazione prevede l’utilizzo di algoritmi capaci di elaborare continuamente grandi quantità di dati provenienti da sensori stradali, telecamere, radar, tutor e infrastrutture digitali distribuite lungo la rete autostradale.

Il sistema si basa sul principio dei “Dynamic Speed Limit”, cioè limiti variabili che possono cambiare automaticamente lungo specifici tratti autostradali. L’obiettivo è ridurre la formazione di code improvvise, migliorare la fluidità della circolazione e diminuire il rischio di incidenti causati da frenate brusche e congestioni. Attraverso modelli predittivi alimentati dall’intelligenza artificiale, la piattaforma analizza in tempo reale velocità media dei veicoli, volumi di traffico e possibili criticità, suggerendo o imponendo limiti differenti rispetto a quelli standard previsti dal Codice della Strada.

Le prime sperimentazioni italiane sono state avviate da Movyon, società del gruppo Autostrade per l’Italia specializzata in tecnologie per la mobilità intelligente. I test hanno interessato la tangenziale di Napoli e alcuni veicoli connessi, compresa una Maserati GranCabrio Folgore equipaggiata con sistemi di guida autonoma sviluppati dal Politecnico di Milano. Durante le prove i veicoli hanno ricevuto indicazioni automatiche sulla velocità ottimale da mantenere per prevenire rallentamenti e stabilizzare il flusso della circolazione. Secondo i dati diffusi durante la sperimentazione, il sistema potrebbe contribuire a ridurre tempi di percorrenza ed emissioni fino al 15%.

L’intelligenza artificiale utilizzata in questi sistemi lavora attraverso modelli predittivi e algoritmi di traffic management che stimano l’evoluzione del traffico pochi minuti prima che si verifichino congestioni o rallentamenti critici. In pratica il limite di velocità non viene più considerato come un valore statico, ma come un parametro dinamico che può essere adattato continuamente per mantenere stabile la densità dei veicoli e prevenire il cosiddetto “effetto onda”, cioè la propagazione improvvisa delle code generate da frenate a catena.

I limiti variabili vengono visualizzati tramite pannelli elettronici installati sopra la carreggiata e possono differire da un tratto all’altro della stessa autostrada. In presenza di pioggia intensa, nebbia, incidenti o traffico elevato, il sistema può abbassare automaticamente la velocità consentita, mentre in condizioni ottimali può mantenere valori più elevati e costanti. Tecnologie simili sono già operative da anni in Germania, Stati Uniti e altri Paesi europei, dove vengono utilizzate per migliorare sicurezza stradale e gestione del traffico nelle tratte più congestionate.

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nella gestione della velocità rappresenta uno dei principali sviluppi della cosiddetta smart mobility, il modello di infrastruttura digitale che punta a integrare veicoli connessi, sensori stradali, automazione e analisi predittiva all’interno delle reti di trasporto. In prospettiva questi sistemi saranno sempre più collegati anche alle future piattaforme di guida assistita e autonoma, creando un ecosistema nel quale automobili e infrastrutture potranno scambiarsi dati continuamente per regolare traffico, sicurezza e flussi di percorrenza in tempo reale.

Di Fantasy