Aviatrix ha introdotto Clearance, una soluzione di sicurezza cloud progettata per limitare le conseguenze della compromissione di applicazioni, servizi e workload di intelligenza artificiale attraverso il controllo delle comunicazioni di rete consentite. La piattaforma adotta un approccio di contenimento basato sulla restrizione delle destinazioni raggiungibili, intervenendo sia sulle connessioni in uscita sia sul traffico laterale tra risorse interne. L’obiettivo è impedire che un’applicazione compromessa, un servizio vulnerabile oppure un agente AI manipolato possa utilizzare credenziali e privilegi di rete già disponibili per raggiungere altri sistemi, propagare l’attacco o trasferire dati verso destinazioni non autorizzate. La soluzione combina controlli di rete e meccanismi di generazione automatizzata delle policy, denominati Aviatrix Active Defense.
L’elemento centrale del sistema è rappresentato dall’applicazione di regole restrittive secondo una logica di autorizzazione esplicita delle comunicazioni. Per evitare che l’introduzione di nuove policy interrompa servizi legittimi, Clearance utilizza uno Shadow Rule Set che permette di verificare preventivamente le conseguenze delle modifiche. Le regole vengono inizialmente eseguite in modalità di monitoraggio, osservando il traffico reale e identificando le connessioni che sarebbero state bloccate senza intervenire effettivamente sulle comunicazioni di produzione. Gli amministratori possono quindi individuare le dipendenze applicative necessarie, modificare le autorizzazioni e attivare successivamente l’applicazione delle regole. Aviatrix prevede procedure di attivazione e ripristino mediante un singolo comando, pur richiedendo che il periodo di osservazione includa attività periodiche o eccezionali che potrebbero non verificarsi durante un normale ciclo operativo.
L’implementazione avviene attraverso un’integrazione trasparente a livello di Virtual Private Cloud, senza richiedere necessariamente agenti installati sui singoli sistemi, modifiche al codice applicativo o integrazioni SDK. La piattaforma può utilizzare Terraform e risorse personalizzate Kubernetes per rappresentare le policy e coordinarsi con Security Group e Kubernetes NetworkPolicy negli ambienti in cui non risulta necessario un gateway dedicato. Active Defense aggiunge agenti software incaricati di costruire una rappresentazione dell’ambiente, proporre regole coerenti con le comunicazioni richieste dalle applicazioni, esaminarne preventivamente gli effetti e mantenerle aggiornate quando cambiano i workload. Le policy rimangono leggibili e modificabili dagli amministratori, mentre l’automazione opera secondo limiti definiti dai responsabili della sicurezza e non modifica autonomamente le regole create manualmente.
La soluzione si collega inoltre alle capacità Aviatrix di individuazione delle infrastrutture AI, che utilizzano informazioni sui flussi di rete, registrazioni DNS e inventari delle risorse cloud per riconoscere agenti, endpoint dei modelli e servizi associati. Questo permette di distinguere l’individuazione delle risorse dalla gestione delle connessioni effettivamente consentite. Active Defense è disponibile in accesso anticipato gratuito per design partner Aviatrix Enterprise, con un’estensione programmata ad Aviatrix Cloud. Separatamente, l’azienda ha annunciato un programma temporaneo dal 1° novembre 2026 al 1° maggio 2027 che rende disponibili alle imprese funzionalità di contenimento delle comunicazioni in uscita e laterali e prevenzione delle intrusioni senza un limite al numero di workload. I controlli di rete completano, senza sostituirli, gli interventi di aggiornamento software, la gestione delle identità e i sistemi di rilevazione delle minacce.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
