L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle grandi aziende cinesi sta entrando in una nuova fase caratterizzata non soltanto dall’introduzione di strumenti AI nei processi operativi, ma anche dalla progressiva riorganizzazione delle strutture aziendali attorno a tali tecnologie. Diverse testimonianze provenienti dai settori tecnologico, finanziario, pubblicitario e dell’intrattenimento indicano che molte imprese stanno riducendo il personale attraverso il naturale turnover, la contrazione delle nuove assunzioni e il ridimensionamento dei lavoratori a contratto, evitando programmi di licenziamento di massa formalmente dichiarati.
Il fenomeno si sviluppa parallelamente all’iniziativa governativa “AI Plus”, attraverso la quale Pechino punta a promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale in tutti i principali comparti industriali. L’obiettivo dichiarato è portare la diffusione delle tecnologie AI al 70% delle imprese entro il 2027 e al 90% entro il 2030, trasformando l’intelligenza artificiale in uno dei principali motori della competitività economica nazionale.
Secondo le informazioni emerse, numerose aziende stanno rendendo obbligatorio l’utilizzo di assistenti AI, agenti autonomi e piattaforme di automazione per una vasta gamma di attività amministrative, operative e tecniche. In diversi casi, l’introduzione di questi strumenti è stata accompagnata da una progressiva riduzione delle risorse umane impiegate nelle attività considerate più facilmente automatizzabili. La trasformazione riguarda in particolare ruoli legati alla produzione di contenuti, al supporto operativo, alla gestione documentale e ad alcune attività di sviluppo software.
Nel settore tecnologico, diverse organizzazioni starebbero già monitorando il livello di utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei dipendenti come parte integrante dei sistemi di valutazione delle prestazioni. Alcune aziende utilizzano metriche basate sul consumo di token e sull’impiego effettivo degli strumenti AI per misurare la produttività individuale, integrando questi dati nei processi di promozione e valutazione interna. Questo approccio riflette una crescente attenzione verso la capacità dei lavoratori di integrare l’intelligenza artificiale all’interno dei propri workflow quotidiani.
Anche l’industria dell’intrattenimento sta registrando cambiamenti significativi. Produzioni video a basso budget, contenuti digitali e format destinati alle piattaforme online stanno iniziando a utilizzare avatar generati artificialmente, ambientazioni virtuali e sistemi automatici per la creazione di contenuti. In diversi casi, l’adozione di queste tecnologie ha consentito una riduzione significativa delle dimensioni delle squadre di produzione necessarie per realizzare nuovi progetti.
Parallelamente, stanno emergendo piattaforme agentiche progettate per automatizzare interi processi aziendali. Tra gli esempi più citati vi sono sistemi multi-agente capaci di gestire attività di e-commerce, marketing digitale, live commerce, gestione dei contenuti e sviluppo software attraverso workflow automatizzati coordinati da modelli AI. Queste piattaforme vengono sempre più spesso presentate come strumenti in grado di consentire a piccoli team di svolgere attività che in passato richiedevano strutture organizzative molto più ampie.
Il fenomeno si sviluppa in un contesto caratterizzato da un forte aumento della domanda di competenze AI. Le offerte di lavoro collegate all’intelligenza artificiale stanno crescendo rapidamente, ma numerosi analisti evidenziano come la velocità di creazione delle nuove posizioni non sembri ancora sufficiente a compensare il ritmo con cui alcuni ruoli tradizionali vengono trasformati o eliminati. Questo squilibrio è particolarmente rilevante in un anno in cui il mercato del lavoro cinese deve assorbire oltre dodici milioni di nuovi laureati.
Le stime pubblicate da diversi istituti di ricerca suggeriscono che una quota significativa dell’occupazione cinese potrebbe essere esposta all’automazione nei prossimi anni. Le categorie più giovani della popolazione attiva risultano tra quelle maggiormente interessate dal fenomeno, poiché molte delle mansioni d’ingresso nel mercato del lavoro coincidono con attività oggi sempre più supportate o sostituite da sistemi AI.
Il governo cinese continua a promuovere una narrativa incentrata sulla creazione di nuove opportunità economiche e professionali attraverso l’intelligenza artificiale, accompagnando l’espansione della tecnologia con programmi di riqualificazione e aggiornamento delle competenze. Tuttavia, la crescente diffusione di strumenti agentici e sistemi di automazione avanzata sta alimentando un dibattito sempre più ampio sul rapporto tra incremento della produttività, trasformazione delle professioni e sostenibilità dell’occupazione nell’era dell’intelligenza artificiale.
