La startup Cerebras Systems che si posiziona come il principale sfidante tecnologico di Nvidia. L’azienda ha recentemente consolidato la propria posizione finanziaria chiudendo un round di investimento da un miliardo di dollari, un’operazione guidata da Tiger Global che ha visto la partecipazione di nomi pesanti del settore finanziario e tecnologico come Benchmark, Fidelity e persino AMD. Questo massiccio afflusso di capitali ha portato la valutazione di Cerebras alla cifra record di ventitré miliardi di dollari, un valore quasi triplicato in soli quattro mesi, segnale inequivocabile di come il mercato creda nella possibilità di scardinare l’attuale monopolio delle GPU nel campo dell’intelligenza artificiale.

La strategia di Cerebras si fonda su un approccio ingegneristico radicalmente diverso da quello tradizionale. Mentre il settore si è abituato a utilizzare processori grafici standard, Cerebras ha sviluppato il Wafer-Scale Engine, un chip di dimensioni monumentali che occupa l’intera superficie di un wafer di silicio. L’ultima versione di questa architettura, il WSE-3, integra quattro trilioni di transistor e novecentomila core di elaborazione. La superiorità dichiarata rispetto ai prodotti di punta di Nvidia è impressionante, con velocità di inferenza che superano di venti volte quelle dei chip H200 e B200. Questo vantaggio competitivo deriva principalmente dall’integrazione di una vastissima quantità di memoria SRAM direttamente sul chip, eliminando i colli di bottiglia causati dalla memoria esterna che spesso rallentano le operazioni di risposta dei modelli linguistici più avanzati.

Il valore strategico di questa tecnologia è stato confermato dall’interesse dei giganti del settore, in particolare da parte di OpenAI. L’organizzazione guidata da Sam Altman ha infatti siglato un accordo pluriennale da oltre dieci miliardi di dollari con Cerebras per potenziare la propria capacità di calcolo dedicata all’inferenza. Questa partnership mira a implementare una potenza computazionale enorme entro il 2028 e rappresenta un pilastro fondamentale nella strategia di OpenAI per diversificare i propri fornitori e ridurre la dipendenza esclusiva da Nvidia. La scelta di OpenAI di investire su questa architettura alternativa sottolinea come l’efficienza nel servire le risposte dell’intelligenza artificiale agli utenti finali sia diventata la nuova priorità operativa, superando in importanza la fase di puro addestramento dei modelli.

In questo scenario di accesa competizione, Nvidia ha tentato di mantenere il controllo del mercato proponendo un’acquisizione di talenti a Cerebras, mossa che tuttavia è stata fermamente respinta dalla startup. La decisione di Cerebras di rimanere indipendente e di continuare il proprio percorso come azienda privata, rinunciando anche a una quotazione in borsa precedentemente pianificata, dimostra una forte fiducia nella propria tabella di marcia tecnologica. Mentre Nvidia ha risposto alle crescenti pressioni acquisendo licenze e personale da altri concorrenti come Groq, Cerebras continua a espandere la propria influenza collaborando con realtà del calibro di Meta, IBM e Mistral AI, oltre a realizzare alcuni dei supercomputer più potenti al mondo per progetti internazionali su larga scala.

L’ascesa di Cerebras segna dunque un momento di rottura nel settore dei semiconduttori, passando da una fase dominata da componenti adattati all’intelligenza artificiale a una nuova era di hardware progettato esclusivamente per essa. La capacità dell’azienda di attrarre capitali immensi e di collaborare con i principali sviluppatori di modelli linguistici suggerisce che il futuro del calcolo potrebbe non essere più legato ai limiti fisici dei chip tradizionali, ma a soluzioni integrate che privilegiano la velocità di comunicazione interna e la riduzione della latenza. Questa competizione non solo accelera l’innovazione tecnologica, ma promette di rendere i servizi basati sull’intelligenza artificiale più rapidi e accessibili per l’intero ecosistema digitale globale.

Di Fantasy