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Cloudflare ha lanciato Identity-Aware AI Gateway, una nuova funzione che permette ai responsabili IT e della sicurezza di conoscere con precisione quali dipendenti o sistemi automatizzati utilizzano i modelli di intelligenza artificiale, quali richieste inviano e quali costi generano. Collegando ogni interazione a un’identità verificata, le aziende possono superare i limiti delle chiavi API condivise, che consentono di vedere il consumo complessivo di un account ma non di individuare la persona o l’agente responsabile delle singole richieste. La piattaforma permette inoltre di definire limiti di spesa per singoli utenti o gruppi di lavoro, individuare automaticamente i contenuti potenzialmente rischiosi e applicare controlli centralizzati senza costruire nuovi sistemi di gestione e senza modificare il normale flusso operativo dei dipendenti.

La nuova soluzione è accompagnata da User Insights, una funzione che analizza nel tempo il comportamento di ogni persona e sistema automatizzato collegato alla rete aziendale, costruendo un profilo di utilizzo considerato normale. Quando il numero delle richieste o la spesa associata a un determinato utente aumenta in modo anomalo, il sistema invia un avviso ai responsabili IT, consentendo di intervenire prima che il consumo produca costi imprevisti. User Insights può anche individuare situazioni nelle quali vengono impiegati modelli particolarmente potenti e costosi per attività semplici che potrebbero essere gestite da modelli più leggeri, rendendo visibili opportunità di ottimizzazione difficili da riconoscere quando migliaia di richieste vengono distribuite tra diversi dipendenti, strumenti e fornitori. Il controllo risponde alla crescita del traffico AI nelle imprese, dove la riduzione del prezzo della singola inferenza viene spesso compensata da un aumento molto più rapido del numero complessivo di operazioni effettuate da utenti e agenti automatici.

Identity-Aware AI Gateway collega Cloudflare AI Gateway con Cloudflare Access, associando ogni richiesta diretta a un modello all’identità autenticata di un dipendente oppure di un sistema software. Le imprese possono integrare il servizio con il proprio Identity Provider e con l’infrastruttura Zero Trust Network Access già utilizzata, verificando l’identità dell’utente e lo stato del dispositivo prima di inoltrare la richiesta al fornitore del modello. Le informazioni autenticate vengono registrate direttamente nei log, permettendo di applicare all’uso dell’intelligenza artificiale le stesse regole di accesso già previste per le altre risorse aziendali. In questo modo non è necessario creare un sistema di autenticazione separato per ogni client o servizio AI, mentre l’impiego di credenziali condivise può essere sostituito da controlli individuali che rendono ogni attività attribuibile e verificabile.

Tutto il traffico AI può essere convogliato attraverso un unico punto di osservazione e controllo, evitando che i responsabili debbano gestire separatamente ogni applicazione, modello o fornitore. Cloudflare consente di memorizzare nella cache le richieste ripetute per ridurre le elaborazioni ridondanti, applicare limiti alla frequenza delle chiamate prima che un utilizzo incontrollato incida sulla fattura e filtrare automaticamente dati sensibili come nomi dei dipendenti, password e altre informazioni riservate prima che raggiungano un provider esterno. La visibilità centralizzata permette quindi di analizzare in tempo reale sia gli aspetti economici sia quelli legati alla sicurezza, intervenendo sui singoli utenti e agenti invece di limitarsi a bloccare l’intero accesso aziendale all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è consentire ai gruppi di lavoro di utilizzare modelli differenti mantenendo controlli sull’identità, sui budget, sui

Di Fantasy