La pubblicazione della biografia The Infinity Machine, dedicata a Demis Hassabis, offre una prospettiva inedita su una delle figure più influenti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale contemporanea e, soprattutto, sulle dinamiche interne che hanno caratterizzato l’evoluzione di DeepMind dopo l’acquisizione da parte di Google. Il libro, scritto dal giornalista Sebastian Mallaby, ricostruisce non solo il percorso scientifico e imprenditoriale di Hassabis, ma anche il tentativo, finora poco noto, di rendere DeepMind un’entità indipendente con finalità di interesse pubblico, in linea con una visione dell’intelligenza artificiale come infrastruttura globale piuttosto che come asset aziendale.
Il punto di partenza di questa traiettoria è una visione di lungo periodo dell’intelligenza artificiale generale, condivisa da Hassabis fin dagli anni della formazione accademica presso University College London. Già nel 2009, mentre completava un dottorato in neuroscienze, Hassabis aveva definito l’obiettivo della propria carriera come la risoluzione dei problemi fondamentali dell’AI. Questa impostazione, fortemente influenzata dalla neuroscienza computazionale, si riflette nella struttura stessa di DeepMind, concepita come un laboratorio interdisciplinare in cui machine learning, psicologia cognitiva e teoria dei sistemi complessi convergono verso la costruzione di modelli capaci di apprendere e ragionare in modo generale.
L’acquisizione di DeepMind nel 2013 rappresenta uno dei momenti chiave nella storia dell’AI moderna. Oltre a Google, erano coinvolti attori come Meta e Elon Musk, a testimonianza della rilevanza strategica del progetto. Secondo quanto emerge dalla biografia, la scelta di accettare l’offerta di Google non fu determinata esclusivamente da fattori economici, ma dalla percezione che l’azienda guidata da Larry Page avesse una visione più allineata al ruolo centrale che l’intelligenza artificiale avrebbe avuto nel futuro tecnologico. Un episodio emblematico riguarda una conversazione informale tra Page e Hassabis, durante la quale il primo suggerì di abbandonare la ricerca continua di finanziamenti per concentrarsi sull’obiettivo scientifico, sfruttando le risorse computazionali di Google.
Questa scelta ha permesso a DeepMind di accedere a una capacità di calcolo senza precedenti, accelerando risultati fondamentali come AlphaGo e altri sistemi basati su apprendimento per rinforzo. Tuttavia, l’integrazione all’interno di una grande azienda ha introdotto una tensione strutturale tra ricerca fondamentale e applicazioni commerciali. A partire dal 2017, Google ha iniziato a richiedere un maggiore allineamento tra le attività di DeepMind e le esigenze operative dell’azienda, includendo ambiti come l’ottimizzazione degli algoritmi di ricerca, la gestione energetica dei sistemi Android e il miglioramento delle raccomandazioni su YouTube.
Per Hassabis e il cofondatore Mustafa Suleyman, questa evoluzione rappresentava un potenziale rischio per la missione originaria di DeepMind, ovvero lo sviluppo dell’AGI a beneficio dell’umanità. Da qui nasce il tentativo di trasformare l’organizzazione in una Public Benefit Corporation, un modello giuridico che consente di bilanciare obiettivi economici e finalità sociali. L’idea prevedeva la raccolta di circa 15 miliardi di dollari da investitori esterni per compensare Google e ripristinare l’indipendenza operativa del laboratorio.
Il tentativo di indipendenza si è scontrato con la posizione di Sundar Pichai, che ha ribadito il ruolo centrale dell’AI nella strategia di Google e l’importanza di DeepMind come nucleo di innovazione dell’azienda. Questa visione riflette un approccio in cui l’intelligenza artificiale non è solo un ambito di ricerca, ma una componente trasversale che permea prodotti, servizi e infrastrutture. La mancata separazione ha quindi consolidato DeepMind come una struttura interna altamente autonoma, ma comunque integrata nell’ecosistema Google.
Nonostante il fallimento del piano di indipendenza, l’influenza di Hassabis si è manifestata nella definizione di meccanismi di governance più avanzati. DeepMind ha promosso la creazione di comitati etici e ha adottato posizioni restrittive sull’uso militare dell’intelligenza artificiale, anticipando dibattiti che oggi coinvolgono l’intero settore. Questo approccio si avvicina a modelli adottati da organizzazioni come OpenAI e Anthropic, che cercano di bilanciare innovazione e responsabilità attraverso strutture ibride tra ricerca e impresa.
Un elemento interessante che emerge dalla biografia è il contrasto tra la visione a lungo termine di Hassabis e le dinamiche più immediate del mercato tecnologico. Episodi come l’incontro con Mark Zuckerberg evidenziano differenze profonde nella percezione del ruolo dell’AI. Mentre alcune aziende considerano l’intelligenza artificiale come una tecnologia tra molte, Hassabis la interpreta come un’infrastruttura trasformativa destinata a ridefinire l’intero panorama scientifico e industriale.
La narrazione biografica mette in luce anche la dimensione personale del percorso di Hassabis, inclusi episodi che riflettono l’ambiente competitivo e spesso informale della Silicon Valley, come gli incontri con figure di primo piano durante eventi sociali. Tuttavia, questi elementi aneddotici servono principalmente a evidenziare la determinazione con cui Hassabis ha perseguito l’obiettivo dell’AGI, considerandolo il fulcro della propria carriera e della missione di DeepMind.