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Con un decreto firmato l’11 novembre 2025 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Italia ha compiuto un passo importante verso l’innovazione educativa investendo 100 milioni di euro nelle scuole per progetti di formazione sull’intelligenza artificiale. Questa significativa dotazione finanziaria non è un’iniziativa isolata, ma rientra nell’ambito dell’investimento 2.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dedicato alla didattica digitale e allo sviluppo delle competenze tecnologiche del personale scolastico. L’obiettivo dichiarato è chiaro: preparare la scuola italiana ad affrontare le sfide della nuova era digitale, dando a docenti e studenti strumenti concreti per comprendere e utilizzare l’intelligenza artificiale in modo critico e consapevole.

Questa misura è frutto di un quadro normativo che collega politiche europee e nazionali sull’innovazione. Il riferimento al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale 2024/1689, noto come AI Act, e alla legge italiana n. 132 del settembre 2025, testimonia come l’azione del Ministero non sia scollegata dalle strategie più ampie dell’Unione europea sul ruolo dell’IA nella società contemporanea. Le linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle scuole, approvate con un precedente decreto ministeriale nell’agosto 2025, offrono poi una base metodologica per progettare e realizzare percorsi didattici che non si limitino all’uso strumentale della tecnologia, ma che favoriscano una comprensione profonda dei suoi principi, rischi e potenzialità.

La destinazione concreta dei fondi non è generica: l’idea è di creare poli formativi dedicati che possano diventare riferimenti territoriali per l’apprendimento e la sperimentazione di competenze legate all’IA. Questi centri, disseminati su tutto il territorio nazionale, saranno luoghi in cui docenti e studenti potranno partecipare a laboratori, workshop e attività pratiche, integrando la teoria con esperienze che stimolino il pensiero critico e l’innovazione. Un elemento particolarmente rilevante del decreto è la scelta di riservare una parte consistente delle risorse — il 40 % — agli istituti scolastici del Mezzogiorno, con l’intento di ridurre il divario digitale e formativo tra le diverse aree del paese e favorire un equilibrio di opportunità educative anche nei territori che storicamente partono da condizioni di svantaggio.

La gestione operativa di questa importante somma sarà affidata all’Unità di missione per il PNRR del Ministero, che dovrà pubblicare gli avvisi pubblici per raccogliere le candidature delle scuole interessate e definire modalità chiare di selezione e assegnazione dei fondi. Le scuole del primo e secondo ciclo potranno presentare progetti in diversi formati, anche attraverso modalità a sportello, con un sistema che punta alla massima inclusività e partecipazione. Allo stesso tempo, viene investita anche la piattaforma digitale Scuola Futura, che sarà aggiornata con funzionalità specifiche per supportare l’uso dell’intelligenza artificiale nei percorsi educativi quotidiani, favorendo l’integrazione della tecnologia nella didattica di tutti i giorni.

Questo decreto si inserisce in un più ampio sforzo europeo e nazionale per promuovere alfabetizzazione e competenze sull’intelligenza artificiale fin dalle fasi formative: non solo per favorire abilità tecniche, ma per costruire una cittadinanza digitale informata, capace di affrontare le questioni etiche, sociali ed economiche legate alla diffusione dell’IA. Secondo le linee dell’AI Act europeo, sviluppare una comprensione critica di questi strumenti non è un semplice accessorio, ma un elemento chiave per garantire che l’adozione dell’intelligenza artificiale avvenga in modo responsabile e inclusivo nelle istituzioni educative e nella società.

Di Fantasy