La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale sta creando una domanda di competenze tecniche che il mercato del lavoro fatica a soddisfare. In questo contesto, alcune aziende stanno rivalutando i programmi di “returnship” rivolti alle donne che hanno interrotto la carriera, considerandoli non più soltanto iniziative di inclusione, ma strumenti concreti per colmare il deficit di talenti. L’analisi evidenzia come il divario di competenze AI stia trasformando questi programmi in una leva strategica per il reclutamento, soprattutto in un momento in cui la domanda di professionisti qualificati cresce più rapidamente dell’offerta.
Il concetto di returnship si riferisce a percorsi strutturati che consentono a professionisti con esperienza, spesso donne che hanno preso una pausa per motivi familiari o personali, di rientrare nel mercato del lavoro attraverso programmi temporanei con formazione, mentorship e possibilità di assunzione. Secondo l’articolo, molte aziende stanno osservando che questa categoria rappresenta una riserva di competenze già formate, ma sottoutilizzate, che può essere riattivata più rapidamente rispetto alla formazione di nuovi profili junior.
Il contesto di fondo è un divario crescente tra domanda e disponibilità di competenze in ambito AI. Studi recenti indicano che la carenza di talenti è diventata uno dei principali ostacoli all’adozione dell’intelligenza artificiale. In India, ad esempio, il gap di professionisti AI-ready è stato stimato intorno al 53%, con una domanda che supera ampiamente l’offerta di competenze disponibili. Questo scenario spinge le aziende a esplorare nuove fonti di talenti, inclusi i professionisti che hanno temporaneamente lasciato il mercato del lavoro.
I programmi di returnship stanno cambiando natura. In passato erano spesso associati a politiche di diversità e inclusione, mentre oggi vengono sempre più percepiti come strumenti di business. Le aziende riconoscono che le donne con esperienza pregressa possiedono competenze trasferibili, conoscenza dei processi aziendali e capacità di apprendimento rapido, elementi particolarmente utili in un settore in evoluzione come l’intelligenza artificiale.
Un ulteriore elemento evidenziato è la riduzione dei tempi di inserimento. Formare nuovi talenti AI richiede spesso mesi o anni, mentre i professionisti che rientrano dopo una pausa possono aggiornare le competenze attraverso percorsi mirati. Questo consente alle organizzazioni di accelerare la costruzione dei team, soprattutto nei progetti che richiedono implementazioni rapide.
La diffusione di questi programmi si inserisce in una tendenza più ampia. Le aziende stanno ampliando le strategie di reclutamento per includere gruppi di talento tradizionalmente sottorappresentati, come i professionisti in pausa di carriera. Secondo alcune analisi di mercato, l’adozione di programmi di rientro per donne professioniste è cresciuta negli ultimi anni, con un aumento significativo delle assunzioni attraverso percorsi strutturati di ritorno al lavoro.
L’interesse verso le returnship è anche legato alla disponibilità di una base potenziale di candidate. Diverse ricerche indicano che una quota rilevante di donne sarebbe disposta a rientrare nel mercato del lavoro in ambiti tecnologici, incluso l’AI, se supportata da formazione e flessibilità organizzativa. Questo suggerisce l’esistenza di un bacino di talenti che può essere mobilitato con politiche mirate.
I programmi di returnship includono generalmente fasi di aggiornamento tecnico, progetti pratici e mentorship. Questo approccio consente alle partecipanti di riallineare le competenze con le tecnologie più recenti, come machine learning, data science o automazione.
Un aspetto rilevante riguarda l’evoluzione del mercato del lavoro AI, che richiede competenze interdisciplinari. Molti ruoli non richiedono esclusivamente competenze tecniche profonde, ma anche capacità di gestione, analisi dei processi e comprensione del business. Le professioniste che rientrano nel mercato del lavoro spesso possiedono queste competenze trasversali, rendendole adatte a posizioni ibride come product management AI, governance dei dati o coordinamento di progetti di automazione.
L’adozione delle returnship si inserisce anche in un contesto di trasformazione organizzativa. Le aziende stanno passando da modelli di assunzione lineari a strategie più flessibili, in cui il talento viene identificato in percorsi non tradizionali. Questa evoluzione riflette il cambiamento del mercato AI, caratterizzato da crescita rapida e necessità di adattamento continuo.
Un altro elemento sottolineato riguarda l’impatto sulla diversità dei team. L’inclusione di professioniste con background differenti può migliorare la qualità dei progetti AI, soprattutto in termini di progettazione responsabile e riduzione dei bias.
