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Il settore della robotica industriale sta attraversando una fase di consolidamento strutturale che mira a superare la distinzione storica tra software decisionale e controllo meccanico. In questa direzione si colloca la recente decisione di Google di reintegrare Intrinsic all’interno della propria struttura aziendale, ponendola in stretta collaborazione con la divisione DeepMind. Fondata originariamente all’interno di X, la “Moonshot Factory” di Alphabet, Intrinsic ha operato come entità indipendente dal 2021, seguendo un percorso evolutivo simile a quello di altre sussidiarie di successo come Waymo e Wing. La manovra attuale risponde alla necessità strategica di accelerare lo sviluppo della cosiddetta intelligenza artificiale fisica, un ambito in cui i modelli linguistici e di visione di grandi dimensioni devono tradursi in azioni precise e sicure nel mondo reale.

L’obiettivo tecnico primario di questa unione è la fusione dei modelli di intelligenza artificiale di DeepMind, inclusa la famiglia di modelli Gemini, con il sistema operativo e la piattaforma di controllo sviluppati da Intrinsic. Questa sinergia permette di creare un’architettura integrata capace di governare bracci robotici e macchinari da fabbrica con una flessibilità precedentemente impossibile. Mentre i sistemi tradizionali richiedono una programmazione rigida e migliaia di righe di codice per ogni singola operazione, la piattaforma Flowstate di Intrinsic introduce un ambiente di sviluppo basato sul web che semplifica radicalmente la creazione di applicazioni robotiche. L’integrazione con l’infrastruttura cloud di Google consente inoltre di gestire carichi computazionali elevati per l’addestramento dei modelli di visione e movimento, ottimizzando l’efficienza operativa attraverso una gestione centralizzata delle risorse.

Nel corso degli ultimi anni, Intrinsic ha consolidato il proprio know-how tecnologico attraverso acquisizioni strategiche, come quella della società Vicarious nel 2022 e l’assorbimento di segmenti chiave di Open Robotics. Questo percorso ha portato alla nascita di Intrinsic Vision AI, un modello presentato alla fine del 2025 che rappresenta il cuore pulsante delle capacità percettive del sistema. Grazie a questo motore di visione artificiale, i robot non si limitano a eseguire movimenti preimpostati, ma sono in grado di interpretare l’ambiente circostante e adattarsi a variazioni impreviste nella linea di produzione. Un esempio concreto di questa applicazione è il progetto congiunto avviato con Foxconn, mirato all’automazione dell’assemblaggio di componenti elettronici complessi, un compito che richiede una precisione estrema e una coordinazione senso-motoria di alto livello.

Dal punto di vista dell’architettura software, la democratizzazione della robotica promossa da Intrinsic si basa sulla riduzione delle barriere all’ingresso per gli sviluppatori che non possiedono competenze verticali in meccatronica. L’ambiente Flowstate agisce come un layer di astrazione che permette di definire comportamenti robotici complessi attraverso interfacce intuitive, lasciando all’intelligenza artificiale sottostante il compito di tradurre le intenzioni in traiettorie fisiche e coppie di serraggio dei motori. Questo approccio trasforma radicalmente l’economia della produzione, rendendo economicamente sostenibile l’automazione anche per lotti di produzione ridotti o per processi industriali che variano frequentemente.

La scelta di mantenere Intrinsic come organizzazione separata ma integrata nelle risorse di Google riflette la volontà di preservare l’agilità operativa della sussidiaria pur garantendole l’accesso alla potenza di calcolo e alla ricerca di base di DeepMind. Sotto la guida della CEO Wendy Tan White, l’azienda si prepara a estendere le potenzialità dell’intelligenza artificiale fisica a una platea globale di produttori, puntando a una standardizzazione dei sistemi operativi robotici che potrebbe ridefinire gli standard dell’industria 4.0. Questa integrazione segna dunque un punto di svolta in cui l’informatica pura e l’ingegneria meccanica si fondono definitivamente per dare vita a una nuova generazione di macchine autonome e collaborative.

Di Fantasy