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Google ha annunciato Android 17, una nuova versione del sistema operativo mobile che punta a rafforzare tre aree principali: integrazione dell’intelligenza artificiale, produttività in multitasking e protezione dei dati personali. L’aggiornamento sarà distribuito inizialmente sui dispositivi Pixel per poi essere esteso progressivamente all’ecosistema Android dei principali produttori.

Android 17 rappresenta soprattutto una piattaforma preparatoria per la prossima generazione di funzionalità AI basate sull’ecosistema Gemini. Google sta infatti modificando diversi componenti del sistema operativo per consentire una maggiore integrazione tra modelli multimodali, assistenti intelligenti, automazione delle attività e applicazioni native. Le nuove funzionalità basate su Gemini verranno introdotte gradualmente nel corso dei prossimi mesi attraverso aggiornamenti successivi.

Una delle novità più rilevanti riguarda l’arrivo di Gemini Intelligence all’interno dell’esperienza Android. La piattaforma AI sarà integrata a livello di sistema e potrà sfruttare direttamente le informazioni disponibili sul dispositivo per fornire assistenza contestuale, generazione di contenuti e automazione delle attività. Google ha inoltre iniziato a distribuire aggiornamenti Pixel Drop che introducono modelli AI più avanzati sugli smartphone compatibili.

Tra questi compare Lyria 3, il modello generativo sviluppato per la creazione musicale. Il sistema è in grado di generare composizioni partendo da descrizioni testuali o contenuti visivi, ampliando le capacità creative disponibili direttamente sul dispositivo. Parallelamente viene introdotto Gemini Omni, un modello multimodale che supporta la modifica video durante una conversazione naturale, consentendo agli utenti di intervenire sui contenuti senza dover utilizzare interfacce di editing tradizionali.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale si estende anche alle funzionalità vocali. I nuovi dispositivi Pixel ricevono una funzione di traduzione in tempo reale basata sulla tecnologia AudioLM, progettata per comprendere e generare audio naturale mantenendo il contesto della conversazione. Viene inoltre introdotto un sistema che consente di creare automaticamente messaggi vocali personalizzati quando l’utente non risponde a una chiamata, utilizzando modelli AI per rendere la risposta più naturale e contestualizzata.

Sul fronte della produttività, Android 17 introduce una delle modifiche più visibili dell’intera release: il sistema Bubbles completamente rinnovato. Le applicazioni possono essere mantenute come finestre fluttuanti permanenti che restano accessibili indipendentemente dall’attività in esecuzione. Gli utenti possono sovrapporre più bolle contemporaneamente, spostarle liberamente sullo schermo e utilizzarle come accesso rapido a funzioni frequentemente utilizzate. Sui dispositivi pieghevoli è stata inoltre introdotta una sezione dedicata nella barra delle applicazioni per gestire più efficacemente queste finestre persistenti.

Anche il multitasking tradizionale riceve aggiornamenti significativi. L’interfaccia a schermo diviso è stata ridisegnata per rendere più immediata la gestione simultanea di più applicazioni, con particolare attenzione ai dispositivi pieghevoli e ai modelli dotati di schermi di grandi dimensioni. Google ha lavorato soprattutto sulla continuità delle attività tra finestre e sul passaggio rapido da un’applicazione all’altra.

Per il settore gaming viene introdotta una modalità dedicata ai dispositivi foldable. Quando viene avviato un videogioco compatibile, il sistema può dividere automaticamente lo schermo tra area di gioco e controlli virtuali, consentendo una distribuzione più efficiente degli elementi dell’interfaccia e migliorando l’esperienza di utilizzo su display di grandi dimensioni.

Un’altra novità significativa riguarda i creator digitali. Android 17 integra a livello di sistema la funzione Screen Reactions, che consente di registrare contemporaneamente il contenuto dello schermo e la ripresa della fotocamera frontale. Il sistema permette di creare video di reazione, tutorial, sessioni di gioco commentate e dimostrazioni software senza dover ricorrere ad applicazioni esterne per sincronizzare le diverse sorgenti video. L’obiettivo è trasformare il sistema operativo stesso in uno strumento di produzione dei contenuti, semplificando workflow che oggi richiedono software dedicati.

Google ha inoltre ampliato le capacità di condivisione dei file. Quick Share migliora l’interoperabilità con ecosistemi esterni e amplia la compatibilità con sistemi di trasferimento utilizzati su altre piattaforme, rendendo più semplice lo scambio di documenti, immagini e contenuti multimediali tra dispositivi differenti.

Le novità non riguardano soltanto smartphone e tablet. Contestualmente ad Android 17, Google ha annunciato Wear OS 7, una nuova versione del sistema operativo per smartwatch costruita anch’essa attorno all’integrazione dell’intelligenza artificiale. Gli utenti potranno utilizzare funzioni come Create My Widget, che genera automaticamente widget personalizzati partendo da una semplice descrizione in linguaggio naturale. Viene inoltre introdotto un sistema di Personal Intelligence che utilizza informazioni provenienti dall’ecosistema Google per fornire suggerimenti e contenuti personalizzati.

Wear OS 7 migliora anche l’automazione multi-step, consentendo di collegare più applicazioni in sequenze operative automatiche, e introduce ottimizzazioni energetiche che aumentano l’autonomia fino al 10%. Una parte importante del lavoro svolto da Google riguarda inoltre la futura interoperabilità con la prossima generazione di dispositivi indossabili basati sull’intelligenza artificiale, inclusi gli smart glasses che l’azienda prevede di introdurre nei prossimi mesi.

Sul fronte della sicurezza, Android 17 rafforza ulteriormente i controlli sulla privacy. Le autorizzazioni di localizzazione diventano più granulari e consentono agli utenti di concedere accessi temporanei senza esporre continuamente la propria posizione. In alcune situazioni il sistema può inoltre ampliare automaticamente l’area geografica restituita alle applicazioni per ridurre la precisione della localizzazione e limitare la possibilità di identificare la posizione esatta dell’utente.

Anche la modalità dedicata ai dispositivi smarriti è stata aggiornata. Oltre al PIN, viene ora richiesta l’autenticazione biometrica per riottenere l’accesso completo al dispositivo recuperato, aumentando la protezione contro utilizzi non autorizzati in caso di furto. Le funzionalità di controllo parentale sono state semplificate e possono essere configurate direttamente tramite PIN senza richiedere necessariamente la connessione a un account Google dedicato.

Con Android 17, Google non si limita quindi ad aggiungere nuove funzionalità, ma riorganizza l’intera piattaforma attorno all’intelligenza artificiale come componente nativa del sistema operativo. L’obiettivo è creare un ecosistema nel quale smartphone, smartwatch, dispositivi pieghevoli e futuri wearable intelligenti possano condividere modelli AI, automazioni e servizi contestuali all’interno di un’unica infrastruttura software integrata.

Di Fantasy