Mantis Robotics ha presentato MR-X, un robot industriale a doppio braccio progettato per svolgere operazioni di movimentazione, assemblaggio, picking e manipolazione in ambienti condivisi con operatori umani senza richiedere recinzioni, gabbie o celle robotiche tradizionali. Il sistema è stato mostrato ad Automate 2026 a Chicago e amplia la linea Mantis oltre il precedente braccio singolo MR-1.
MR-X utilizza una configurazione biomimetica a due bracci, pensata per eseguire attività che richiedono coordinamento tra manipolatori, presa di oggetti voluminosi, trasferimento di componenti, carico e scarico, imballaggio e operazioni nelle quali un singolo braccio deve normalmente essere affiancato da sistemi ausiliari. Mantis indica una capacità di sollevamento fino a 70 libbre, pari a circa 31,8 chilogrammi, e velocità fino a 10,6 metri al secondo, valori che collocano il sistema più vicino ai ritmi di un robot industriale convenzionale che a quelli tipici dei cobot rallentati per lavorare vicino alle persone.
L’elemento tecnico centrale è Mantis SafetyCore, la piattaforma proprietaria di sicurezza integrata nel robot. Il sistema combina sensori incorporati, rilevamento tridimensionale dello spazio circostante e controllo in tempo reale della traiettoria. L’obiettivo non è fermare il robot soltanto quando un operatore entra nell’area di lavoro, ma individuare oggetti in movimento e modificare velocità, comportamento o percorso per evitare collisioni prima che avvengano.
Questa impostazione differisce dalle celle robotiche tradizionali, nelle quali la sicurezza viene costruita soprattutto separando fisicamente persone e macchina tramite protezioni, porte interbloccate, barriere fotoelettriche o scanner esterni. Nel caso di MR-X, la logica di protezione è incorporata nella macchina e nei suoi sistemi di percezione. Il robot deve quindi interpretare continuamente ciò che accade nell’area operativa e adattare il movimento senza interrompere automaticamente l’intero processo ogni volta che una persona si avvicina.
Mantis descrive questa architettura come physical AI, un’espressione utilizzata per indicare l’unione tra sensori, percezione spaziale, controllo del moto e capacità di reagire al contesto fisico. Nel caso di MR-X, il termine non riguarda soltanto l’uso di modelli AI per pianificare task complessi, ma soprattutto la capacità del robot di mantenere un comportamento prevedibile in spazi dinamici, dove operatori, materiali, carrelli o altri sistemi automatici possono entrare nell’area di lavoro.
La tecnologia SafetyCore era già alla base di MR-1, il braccio singolo di Mantis Robotics. MR-1 è stato certificato secondo ISO 10218-1 e ISO 13849-1, standard che riguardano rispettivamente i requisiti di sicurezza per robot industriali e le parti dei sistemi di controllo legate alla sicurezza. Mantis afferma che MR-X è stato progettato per rispettare gli stessi riferimenti normativi, ma per il nuovo modello la certificazione non risulta ancora indicata come completata nelle informazioni pubbliche disponibili.
La differenza tra MR-1 e MR-X non riguarda quindi solo il numero di bracci. MR-1 è orientato a operazioni industriali ad alta velocità in uno spazio simile a quello occupato da un lavoratore, con payload di 5 chilogrammi, reach di 900 millimetri e velocità fino a 10 metri al secondo. MR-X aggiunge una struttura dual-arm destinata a compiti più complessi e a tassi produttivi più elevati, con una capacità di carico molto superiore e una maggiore possibilità di coordinare due end effector sullo stesso pezzo o su due attività parallele.
I casi d’uso dichiarati comprendono automazione industriale, logistica, magazzini e applicazioni retail. In un impianto produttivo il sistema può essere usato per alimentare macchine, trasferire semilavorati, assemblare componenti o movimentare contenitori. Nei centri logistici può intervenire in processi di sorting, packing, palletizzazione parziale o trasferimento di articoli. Nel retail, un robot senza recinzione può essere più semplice da collocare in retrobottega, aree di preparazione ordini o spazi dove la presenza di personale non permette di isolare una cella robotica.
La possibilità di evitare recinzioni può ridurre spazio occupato, opere di installazione e tempi di integrazione, ma non elimina la necessità di una valutazione del rischio specifica per ogni impianto. Carichi, utensili, velocità operative, layout, presenza di persone, accessi e scenari di errore restano elementi che devono essere configurati e verificati dall’integratore e dall’utilizzatore finale. La sicurezza dichiarata dal produttore riguarda l’architettura del robot, mentre l’applicazione concreta richiede comunque una progettazione conforme del sistema completo.
MR-X rappresenta quindi un tentativo di spostare la robotica industriale ad alta velocità fuori dalle celle chiuse, mantenendo capacità di carico e produttività più elevate rispetto ai cobot tradizionali. Il punto decisivo sarà la verifica delle prestazioni nei flussi reali, dove la percezione tridimensionale, il controllo del moto e la gestione delle eccezioni devono funzionare in modo affidabile anche in presenza di operatori, oggetti non previsti e variazioni continue dell’ambiente di lavoro.
