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OpenAI ha annunciato il 6 novembre 2026 una collaborazione con Hacktron, società specializzata nella ricerca di vulnerabilità informatiche attraverso sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di approfondire la sicurezza delle proprie infrastrutture e delle connessioni con servizi di terze parti. L’iniziativa prevede attività di ricerca e verifica congiunte tra gli ingegneri OpenAI e i ricercatori di sicurezza Hacktron, che individueranno le aree prioritarie da sottoporre a test. L’attenzione si concentrerà sulle vulnerabilità che possono emergere quando applicazioni, sistemi di autenticazione, ambienti cloud e servizi esterni vengono collegati attraverso agenti di intelligenza artificiale. La collaborazione comprende anche l’ampliamento dell’accesso di Hacktron ai modelli specializzati per la sicurezza informatica distribuiti attraverso Daybreak Red, il programma OpenAI destinato alle attività autorizzate di ricerca avanzata sulle vulnerabilità, validazione degli exploit e red teaming. L’obiettivo operativo è individuare debolezze nelle interazioni tra sistemi differenti, utilizzando i risultati delle verifiche per rafforzare le difese delle piattaforme OpenAI.

Il rapporto tra le due organizzazioni si è sviluppato a partire dal Security Bug Bounty Program di OpenAI, attraverso il quale Hacktron aveva già identificato e comunicato vulnerabilità considerate significative. La società sviluppa agenti di intelligenza artificiale utilizzati per analisi del codice, penetration testing e attività di red teaming, concentrandosi in particolare sui problemi di sicurezza che si manifestano nell’interazione tra più componenti software. Questo tipo di ricerca comprende l’analisi dei confini di autorizzazione tra applicazioni, dei collegamenti tra identità digitali e infrastrutture cloud e dei percorsi attraverso i quali una compromissione circoscritta può consentire l’accesso a sistemi ulteriori. L’estensione degli agenti AI a servizi esterni rende particolarmente rilevanti tali interdipendenze, perché un’applicazione può disporre di connessioni autorizzate verso altre piattaforme che diventano utilizzabili impropriamente quando un attaccante riesce a superare un controllo di autenticazione o di autorizzazione.

Un precedente significativo risale al 25 luglio 2026, quando i ricercatori Hacktron hanno individuato e concatenato due vulnerabilità critiche che, secondo la ricostruzione pubblicata dalla società il 13 settembre, hanno permesso di compromettere gli account ChatGPT di diversi dipendenti OpenAI. La catena di attacco combinava una vulnerabilità di esecuzione remota di codice nel sistema di elaborazione delle immagini di un forum della community ospitato sulla piattaforma Discourse con un problema relativo al single sign-on OpenAI. L’interazione tra le due debolezze consentiva di oltrepassare il confine tra il forum compromesso e i servizi collegati, raggiungendo ChatGPT, Codex e successivamente un’integrazione GitHub. Il rischio individuato riguardava la possibilità di accedere a repository interni e ad altri servizi associati agli account compromessi. L’elemento tecnico centrale non era quindi rappresentato da una sola vulnerabilità applicativa, ma dalla possibilità di combinarne più di una per estendere progressivamente l’accesso attraverso servizi inizialmente distinti.

Per verificare concretamente l’impatto della compromissione senza consultare codice interno sensibile, i ricercatori hanno utilizzato l’account Codex di un dipendente per creare una pull request innocua nel monorepository interno di OpenAI, interrompendo successivamente le attività di prova. La dimostrazione ha permesso di confermare la possibilità di eseguire un’operazione su un sistema interno attraverso la catena di accessi individuata. Hacktron ha comunicato le vulnerabilità attraverso il programma Bugcrowd di OpenAI e ai responsabili di Discourse. Secondo la cronologia pubblicata dai ricercatori, OpenAI ha confermato una correzione circa quattordici ore dopo la segnalazione iniziale, mentre Discourse aveva predisposto una soluzione entro due giorni dalla ricezione della propria comunicazione. Il 1° settembre 2026 OpenAI ha corrisposto a Hacktron una ricompensa di 6.500 dollari, precisando che il riconoscimento riguardava la vulnerabilità pertinente ai sistemi OpenAI e non le attività svolte contro il forum ospitato da Discourse, che si trovava esplicitamente al di fuori dell’ambito autorizzato del programma di ricerca.

La nuova collaborazione amplia le capacità di verifica attraverso Daybreak Red, una delle modalità di accesso del programma Daybreak presentato da OpenAI il 10 agosto 2026. Daybreak distingue tra Blue e Red in funzione delle attività di sicurezza autorizzate. Blue è indicato come punto di partenza per la maggior parte dei professionisti della difesa informatica e mette a disposizione modelli frontier generalisti con protezioni adattate alle attività difensive consentite. Red è invece destinato a organizzazioni e ricercatori che necessitano di modelli appositamente addestrati per analisi avanzate delle vulnerabilità, verifica di exploit, sviluppo di prove tecniche e attività di red teaming. L’accesso non è generalizzato: entrambe le modalità sono riservate a individui e organizzazioni approvati per attività autorizzate e prevedono controlli sull’identità, requisiti di sicurezza degli account, monitoraggio, limitazioni degli utilizzi consentiti e dichiarazioni di conformità alle condizioni applicabili.

Le procedure di sicurezza previste da OpenAI raccomandano inoltre di isolare i flussi di ricerca da sistemi produttivi sensibili e dall’accesso non controllato alla rete pubblica, verificare le operazioni degli agenti prima che vengano eseguite al di fuori dell’ambiente sandbox di Codex e mantenere una supervisione umana più stringente per le attività considerate ad alto rischio. Le autorizzazioni devono essere definite attraverso profili circoscritti, in modo che gli agenti possano operare soltanto entro i confini approvati. Hacktron ha precisato che anche le precedenti attività di ricerca non erano state completamente autonome e avevano richiesto l’intervento e la direzione di specialisti umani. La collaborazione combina quindi l’impiego di modelli AI specializzati con un processo di selezione degli obiettivi, definizione delle autorizzazioni, verifica tecnica e supervisione da parte di ricercatori qualificati. Il lavoro sarà concentrato sulle superfici di attacco generate dalle connessioni tra applicazioni e servizi, con particolare attenzione ai percorsi attraverso i quali una vulnerabilità presente in un singolo componente potrebbe propagare i propri effetti verso sistemi collegati.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy