La Patagonia argentina sta emergendo come possibile nuovo polo per la realizzazione di grandi data center destinati anche ai carichi di intelligenza artificiale, grazie alla disponibilità di energia, al clima relativamente freddo e all’ampiezza delle aree utilizzabili. In un contesto nel quale la costruzione di nuovi centri di calcolo incontra crescenti difficoltà in mercati come quello statunitense, soprattutto per i limiti della rete elettrica e per l’opposizione delle comunità locali, le province meridionali dell’Argentina stanno attirando l’interesse di hyperscaler, sviluppatori di infrastrutture e operatori energetici. Uno dei progetti più rilevanti è quello valutato da Pampa Energia nella provincia di Neuquén, dove la società sta considerando la costruzione di un data center con una potenza massima di 500 MW nei pressi della centrale di Loma de la Lata e del bacino di shale gas di Vaca Muerta.
Pampa Energia ha registrato dall’inizio dell’anno un aumento delle richieste da parte di hyperscaler e sviluppatori specializzati e ha iniziato a lavorare sia sulla ricerca di investitori sia sulla definizione dei prezzi dell’energia necessari a sostenere il progetto. La realizzazione dell’infrastruttura elettrica necessaria per alimentare un impianto da 500 MW richiederebbe da sola circa 900 milioni di dollari. Gli investitori starebbero tuttavia valutando un approccio graduale, con una prima fase compresa tra 20 e 40 MW da utilizzare per verificare concretamente le condizioni operative e successivamente ampliare la capacità. Neuquén presenta una combinazione particolarmente favorevole di fonti energetiche, grazie alla vicinanza con Vaca Muerta e alla disponibilità di risorse idroelettriche, mentre le temperature più basse rispetto ad altre aree del Paese possono contribuire a ridurre l’energia necessaria per il raffreddamento dei server. Le autorità provinciali puntano inoltre alla formazione di un vero cluster, nel quale il primo progetto operativo possa ridurre la percezione del rischio e favorire ulteriori investimenti.
Anche OpenAI è già collegata a un progetto di grandi dimensioni nella regione. Nel 2025 la società aveva annunciato insieme all’azienda locale Sur Energy un piano da un massimo di 25 miliardi di dollari per un data center alimentato da energia pulita e con una capacità fino a 500 MW. Il progetto è attualmente nella fase di definizione del sito con le autorità della provincia di Neuquén e sarebbe vicino alla firma dell’accordo definitivo. L’iniziativa si inserisce quindi nello stesso quadro infrastrutturale nel quale Pampa Energia sta valutando nuovi investimenti, rafforzando il ruolo della provincia come possibile destinazione per capacità di calcolo su larga scala.
Un progetto ancora più ampio è previsto nella provincia di Chubut, dove la società polacca Green Capital intende realizzare un complesso di data center con una prima fase da 300 MW e una possibile espansione fino a 3.000 MW. L’investimento iniziale è stimato in circa 3 miliardi di dollari e l’energia necessaria dovrebbe essere prodotta direttamente attraverso impianti eolici e solari, senza dipendere principalmente dalla rete elettrica nazionale. La scelta di una generazione dedicata permetterebbe di ridurre il carico sulla rete e di creare un’infrastruttura energetica progettata fin dall’inizio attorno alle necessità del data center.
Lo sviluppo non riguarda soltanto la Patagonia propriamente detta. Nella provincia di Buenos Aires, Pampa Energia ha già concordato la fornitura di 30 MW per la prima fase di un data center previsto nella zona franca di Bahía Blanca, area caratterizzata da una forte presenza di energia eolica. La costruzione dell’IT park è già iniziata e il progetto punta a raggiungere l’accordo definitivo di investimento entro la fine del 2026. Queste iniziative mostrano come il mercato argentino stia iniziando a strutturarsi attorno a progetti distribuiti in più province, con configurazioni differenti per quanto riguarda fonti energetiche, connessione alla rete e scala degli impianti.
A favorire l’interesse degli investitori contribuisce anche la politica economica del governo di Javier Milei, che sta utilizzando incentivi fiscali e maggiore stabilità regolatoria per attirare capitali stranieri soprattutto nei settori energetico e minerario e ha avviato contatti con aziende della Silicon Valley. Le condizioni favorevoli dal punto di vista energetico e territoriale, tuttavia, non eliminano alcuni limiti infrastrutturali ancora rilevanti. La Patagonia dispone infatti di capacità produttiva e ampi spazi, ma presenta una rete di telecomunicazioni e una disponibilità di collegamenti in fibra ottica inferiori rispetto ai grandi hub internazionali dei data center. Per ridurre questo divario il governo argentino sta lavorando alla realizzazione di un secondo punto di approdo per cavi sottomarini, destinato ad aumentare la connettività internazionale della regione.
La disponibilità di energia non è quindi sufficiente, da sola, a garantire la realizzazione degli impianti annunciati. I progetti richiedono contemporaneamente capitali molto elevati, nuove infrastrutture elettriche, capacità di trasmissione dati e collegamenti internazionali affidabili. Gli investitori stanno inoltre osservando l’evoluzione politica del Paese in vista delle elezioni presidenziali del 2027, soprattutto per valutare la continuità degli incentivi fiscali e delle condizioni regolatorie. La Patagonia si presenta quindi come una regione con caratteristiche tecniche favorevoli alla costruzione di grandi data center, ma il passaggio dai progetti annunciati all’avvio effettivo dei cantieri dipenderà dalla capacità di completare le infrastrutture energetiche e di telecomunicazione necessarie e di mantenere condizioni di investimento sufficientemente stabili.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
