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Quantinuum e Oracle hanno avviato una partnership strategica pluriennale per integrare il computer quantistico Helios all’interno di un data center AI di Oracle Cloud Infrastructure negli Stati Uniti. Il sistema verrà reso disponibile ai clienti OCI attraverso un servizio quantistico gestito, affiancando le infrastrutture GPU e HPC già presenti nel cloud di Oracle. L’obiettivo è creare un ambiente nel quale calcolo quantistico, intelligenza artificiale e supercalcolo classico possano essere utilizzati all’interno dello stesso flusso operativo, senza richiedere alle aziende di acquistare, installare o gestire direttamente hardware quantistico specializzato.

Helios è il sistema quantistico di terza generazione di Quantinuum ed è stato lanciato commercialmente nel novembre 2025. Utilizza un’architettura a ioni intrappolati con 98 qubit fisici completamente connessi ed è già stato impiegato in dimostrazioni che hanno coinvolto 48 qubit logici. Il sistema raggiunge una fedeltà media dei gate a due qubit del 99,921%, superando la soglia comunemente indicata come “three nines”, mentre la fedeltà dei gate a singolo qubit arriva al 99,9975%. Quantinuum considera questi valori alla base della propria affermazione secondo cui Helios sarebbe attualmente il computer quantistico commerciale con la maggiore accuratezza disponibile.

L’integrazione con Oracle non riguarda però soltanto la collocazione fisica della macchina all’interno di un data center. Helios è già progettato per lavorare insieme a infrastrutture classiche e AI e utilizza GPU NVIDIA Grace Hopper all’interno del proprio sistema di controllo. Quantinuum ha inoltre adottato NVIDIA Accelerated Computing per Helios e per le future generazioni di sistemi, collegando il proprio linguaggio di programmazione Guppy alla piattaforma CUDA-Q di NVIDIA per supportare operazioni ibride e correzione degli errori in tempo reale. L’architettura prevista in OCI permetterà quindi di avvicinare direttamente QPU, GPU e risorse HPC all’interno dello stesso ambiente infrastrutturale.

I clienti Oracle potranno accedere a Helios attraverso il futuro servizio quantistico OCI utilizzando gli stessi sistemi di governance, identità, controllo degli accessi, rete, storage e gestione dei dati già impiegati nel cloud Oracle. Il modello elimina la necessità di costruire strutture dedicate per ospitare un computer quantistico e consente alle organizzazioni di sperimentare algoritmi ibridi utilizzando risorse quantistiche come estensione dell’infrastruttura esistente. Oracle prevede di mostrare una prima anteprima del servizio nei prossimi mesi.

La piattaforma dovrebbe integrare lo stack di sviluppo di Quantinuum con framework open source per la programmazione ibrida quantistico-classica. Gli sviluppatori potranno quindi creare e simulare circuiti quantistici utilizzando hardware classico e successivamente trasferire gli stessi workload sul sistema Helios reale senza cambiare ambiente di sviluppo. Questo modello punta a ridurre uno dei principali ostacoli all’adozione del quantum computing, cioè la separazione operativa tra ambienti di ricerca quantistica e infrastrutture informatiche utilizzate quotidianamente dalle aziende.

Quantinuum e Oracle individuano tra le applicazioni principali la scoperta di farmaci, la ricerca sui materiali, la modellazione finanziaria, l’ottimizzazione su larga scala, la logistica e i problemi energetici. In questi scenari il computer quantistico non dovrebbe sostituire l’intero workload classico, ma occuparsi di specifiche parti del problema per le quali gli algoritmi quantistici possono risultare più adatti, mentre GPU e CPU continuano a gestire le altre fasi del calcolo. Il modello previsto è quindi quello di un’infrastruttura ibrida, nella quale diversi tipi di processore vengono utilizzati in funzione delle caratteristiche del problema.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda il consumo energetico. Secondo i dati citati dalle aziende, i principali supercomputer attuali possono assorbire tra 16 e 39 megawatt, mentre un singolo sistema Helios richiede circa 60 kilowatt escludendo l’impianto HVAC. I materiali tecnici di Quantinuum indicano per la macchina base un consumo inferiore a 40 kilowatt. Il confronto non significa però che Helios possa sostituire direttamente un supercomputer o un cluster GPU: il vantaggio energetico riguarda specifici sottoproblemi che possono essere trasferiti alla QPU all’interno di un algoritmo ibrido, riducendo potenzialmente il calcolo classico necessario per determinate operazioni.

L’integrazione con OCI permette quindi di sperimentare anche questo modello di efficienza. Se una parte di un workload particolarmente complesso può essere eseguita su una QPU con un consumo nell’ordine dei kilowatt invece di richiedere elaborazioni classiche su infrastrutture nell’ordine dei megawatt, il vantaggio può diventare rilevante soprattutto nei data center AI, dove l’energia è ormai uno dei principali limiti alla crescita della capacità di calcolo. Anche in questo caso, tuttavia, il quantum computing viene presentato come risorsa complementare e non come alternativa generalizzata alle infrastrutture GPU che Oracle continua a sviluppare su scala molto più ampia.

La collaborazione si inserisce nella strategia con cui Quantinuum sta cercando di spostare il quantum computing dai laboratori verso infrastrutture aziendali e scientifiche reali. La società non punta esclusivamente a offrire capacità quantistica attraverso un cloud centralizzato, ma sta sviluppando installazioni presso organizzazioni, infrastrutture nazionali e grandi operatori tecnologici. La presenza di Helios direttamente all’interno di OCI consente di portare l’hardware quantistico nel luogo in cui si trovano già dati, applicazioni e capacità di calcolo classico dei clienti.

L’Ellison Institute of Technology sta già valutando le possibilità offerte da questa configurazione per la ricerca scientifica. La disponibilità contemporanea di GPU e QPU all’interno di OCI potrebbe permettere ai ricercatori di passare più rapidamente dalla sperimentazione all’esecuzione reale, evitando di dover gestire separatamente infrastrutture quantistiche e classiche. L’obiettivo è soprattutto rendere più semplice lo sviluppo di workload nei quali simulazione, machine learning, calcolo ad alte prestazioni e algoritmi quantistici vengono combinati nello stesso processo.

L’accordo arriva mentre Quantinuum sta portando avanti anche la propria roadmap hardware. Il prossimo sistema, Sol, è previsto per il 2027 e il relativo chip di trapping è già rientrato dalla fabbricazione ed è in fase di validazione. Apollo, progettato come sistema fault-tolerant, rimane invece previsto per il 2029. Helios rappresenta quindi una piattaforma intermedia particolarmente importante: abbastanza avanzata da essere utilizzata commercialmente e contemporaneamente destinata a preparare software, infrastrutture e casi d’uso per le generazioni successive di computer quantistici.

Quantinuum sta inoltre lavorando alla fault tolerance direttamente su Helios. Nel 2026 l’azienda ha mostrato risultati vicini a una fedeltà logica di cinque nove utilizzando una nuova famiglia di codici per la correzione degli errori quantistici. Questo tipo di sviluppo è fondamentale perché i qubit fisici sono intrinsecamente soggetti a errori e un computer quantistico realmente utilizzabile su problemi complessi richiede la capacità di costruire qubit logici più affidabili combinando e correggendo continuamente più qubit fisici.

La partnership con Oracle amplia anche la distribuzione commerciale di Helios, che potrà essere utilizzato attraverso un secondo importante canale cloud oltre ai servizi direttamente gestiti da Quantinuum. Per Oracle, invece, l’integrazione rappresenta un’estensione della propria strategia infrastrutturale AI: accanto a CPU, GPU e sistemi HPC comparirà una QPU quantistica utilizzabile come acceleratore specializzato per determinate classi di problemi.

Il passaggio più significativo consiste proprio nell’inserimento del quantum computing all’interno della stessa architettura utilizzata per i workload AI e HPC. Invece di accedere a un computer quantistico come risorsa isolata e sperimentale, gli sviluppatori potranno potenzialmente costruire applicazioni nelle quali un problema viene suddiviso tra calcolo classico, GPU e QPU, mantenendo dati, autenticazione e strumenti nello stesso ambiente cloud. È questo modello ibrido, più ancora del numero di qubit di Helios, a rappresentare il principale obiettivo dell’accordo tra Quantinuum e Oracle.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy