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Il romanzo d’esordio “Call Me, I’ll Hide the Body” dello scrittore statunitense Jerry Fallade ha perso un contratto editoriale da oltre 2 milioni di dollari dopo che sono emersi dubbi sull’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale durante la scrittura o la revisione del manoscritto. L’opera aveva attirato un forte interesse nel settore editoriale, arrivando a generare un’asta tra 14 case editrici. Negli Stati Uniti Minotaur, marchio appartenente a Macmillan US, aveva presentato un’offerta superiore ai 2 milioni di dollari e prevedeva di pubblicare il libro nel 2028, mentre nel Regno Unito erano arrivate separatamente offerte per diverse centinaia di migliaia di dollari.

L’agente statunitense di Fallade, Mark Gerald di Europa Content, aveva letto il manoscritto per la prima volta a giugno e lo aveva giudicato estremamente valido. L’interesse mostrato da editor, lettori professionali e responsabili delle acquisizioni aveva confermato inizialmente il valore commerciale del progetto. La situazione è però cambiata durante il processo editoriale, quando alcuni editor hanno segnalato nel testo elementi che, a loro giudizio, potevano essere compatibili con l’impiego di strumenti di intelligenza artificiale. In una prima fase l’agenzia non ha utilizzato software di rilevamento automatico dell’AI, preferendo affidarsi alle dichiarazioni dell’autore, che sosteneva di non aver impiegato questi strumenti né nella scrittura né nell’editing.

Il problema si è aggravato in seguito, quando nel corso delle discussioni con l’autore sarebbero emerse variazioni in alcune spiegazioni relative al processo con cui il manoscritto era stato scritto e completato. L’agenzia ha quindi concluso di non essere più in grado di certificare con certezza l’intero percorso seguito dal testo dalla prima stesura alla versione finale e ha deciso di interrompere il rapporto con Fallade. In una comunicazione inviata agli editori, l’agente ha ribadito che il manoscritto aveva impressionato sia l’agenzia sia numerosi professionisti internazionali dell’editoria, ma ha spiegato che non era più possibile garantire come l’opera fosse stata effettivamente prodotta e completata. Il libro è stato quindi ritirato dal mercato editoriale prima della finalizzazione dei contratti.

Fallade ha respinto con decisione l’accusa di aver utilizzato l’intelligenza artificiale. Ha sottolineato che il manoscritto era stato esaminato da primi lettori, secondi lettori, editor e responsabili delle decisioni editoriali di numerose case editrici, sostenendo che sarebbe improbabile che una grande quantità di professionisti esperti non avesse riconosciuto un testo generato dall’AI. Ha inoltre richiamato i limiti noti dei software di AI detection, che possono produrre falsi positivi e non costituiscono una prova affidabile dell’origine di un testo.

Lo scrittore ha inoltre sostenuto che nel caso possano aver avuto un ruolo anche pregiudizi razziali presenti nell’industria editoriale. Secondo Fallade, nel corso dell’anno tre autori neri che avevano ottenuto importanti contratti editoriali avrebbero visto le proprie pubblicazioni cancellate o messe in difficoltà da accuse di utilizzo dell’AI. L’autore ha quindi criticato quella che considera una maggiore tendenza a mettere in discussione l’autenticità delle opere quando un autore nero raggiunge improvvisamente una forte visibilità commerciale.

Il caso evidenzia soprattutto una difficoltà operativa che sta emergendo nei processi di acquisizione editoriale: stabilire in modo verificabile se e in quale misura l’AI sia stata utilizzata nella produzione di un manoscritto. Le dichiarazioni dell’autore possono non essere considerate sufficienti in presenza di dubbi, mentre gli strumenti automatici di rilevamento non possiedono un livello di affidabilità tale da poter costituire da soli una prova definitiva. Allo stesso tempo, la cancellazione di un contratto sulla base di semplici sospetti può produrre conseguenze economiche e reputazionali molto rilevanti per lo scrittore.

Non si tratta inoltre del primo contratto editoriale cancellato nel corso dell’anno per sospetti legati all’intelligenza artificiale. Anche la pubblicazione statunitense del romanzo horror “Shy Girl” era stata annullata dopo la diffusione online di accuse sull’uso dell’AI, nonostante anche in quel caso l’autore avesse negato di averla utilizzata. Nel caso di “Call Me, I’ll Hide the Body”, tuttavia, la dimensione economica del contratto rende la vicenda particolarmente significativa: un progetto valutato oltre 2 milioni di dollari negli Stati Uniti, accompagnato da offerte internazionali e da una competizione tra numerosi editori, è stato ritirato non per una valutazione negativa dell’opera, ma perché il processo con cui il testo era stato prodotto non poteva più essere certificato con sufficiente certezza.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy