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Razorpay ha lanciato RAY su WhatsApp in collaborazione con IndusInd Bank, trasformando l’assistente AI già presente nel proprio ecosistema in un account manager conversazionale utilizzabile direttamente dall’app di messaggistica. La soluzione è destinata alle aziende che utilizzano l’infrastruttura Razorpay per i pagamenti e permette di interrogare dati operativi, controllare l’andamento degli incassi e avviare determinate azioni senza entrare nei tradizionali pannelli di gestione. Tra i primi partner già attivi sulla piattaforma viene indicata Bajaj Finance. L’interazione con RAY può avvenire tramite messaggi di testo oppure note vocali, attualmente in inglese e hindi.

L’obiettivo principale è sostituire una parte delle operazioni normalmente eseguite attraverso dashboard, filtri, esportazioni e diversi passaggi manuali con richieste formulate in linguaggio naturale. Un’azienda può, per esempio, chiedere a RAY un riepilogo dei pagamenti ricevuti il giorno precedente senza impostare intervalli temporali nel portale o esportare file CSV. Lo stesso meccanismo viene utilizzato per analizzare informazioni finanziarie distribuite su periodi più lunghi e per rispondere a domande che richiedono l’elaborazione congiunta di dati provenienti dai sistemi di pagamento, rischio e intelligence di Razorpay. RAY non viene quindi presentato come un semplice chatbot di assistenza, ma come un’interfaccia conversazionale collegata direttamente ai dati operativi dell’account.

Le funzioni disponibili comprendono anche attività operative sui pagamenti. In presenza di transazioni non riuscite, l’utente può chiedere all’assistente di individuare i clienti interessati e generare i relativi payment link, anziché esaminare manualmente le transazioni e creare individualmente i collegamenti per il pagamento. Razorpay mostra, ad esempio, una richiesta con cui l’azienda può ordinare a RAY di inviare payment link a tutti i clienti le cui transazioni sono fallite nella giornata. L’assistente collega quindi l’interpretazione della richiesta alle informazioni presenti nei sistemi Razorpay e all’azione necessaria per recuperare il pagamento.

RAY interviene anche sulla gestione dei settlement, cioè dei trasferimenti delle somme incassate verso il conto dell’azienda. Il sistema può utilizzare le informazioni relative ai calendari bancari e alle date previste per segnalare in anticipo eventuali effetti di festività o giorni non operativi. Razorpay mostra il caso di un settlement da 94.600 rupie previsto per un mercoledì, con il martedì precedente festivo: RAY può avvisare autonomamente l’utente e suggerire di anticipare l’operazione. Questo tipo di funzione distingue le semplici interrogazioni su richiesta dalle capacità proattive dell’assistente, che può individuare condizioni rilevanti nei dati dell’account e presentarle all’azienda prima che venga formulata una domanda specifica.

L’assistente è stato progettato per elaborare anche richieste finanziarie più articolate rispetto alla consultazione di una singola transazione. RAY accede ai motori di payments, risk e data intelligence di Razorpay e può combinare diversi elementi per ricostruire l’andamento dell’attività. La piattaforma viene utilizzata per analisi su più mesi e per individuare variazioni nelle prestazioni, anomalie o altri segnali nei flussi di pagamento. Il passaggio a WhatsApp porta quindi in un’interfaccia conversazionale alcune delle funzioni che Razorpay aveva già iniziato a sviluppare con il proprio Agentic Dashboard, nel quale RAY consente di interrogare in linguaggio naturale il merchant dashboard anziché navigarne direttamente menu e sezioni.

Per le operazioni che modificano effettivamente lo stato dell’account, Razorpay ha integrato un processo di autenticazione all’interno della conversazione. Quando è necessaria una verifica dell’identità, RAY genera nel flusso WhatsApp un collegamento di sicurezza che l’utente può aprire per autenticarsi prima di completare l’azione richiesta. Il sistema consente in questo modo di avviare procedure come rimborsi, settlement e modifica di alcune impostazioni dell’account partendo dalla chat, mantenendo però un passaggio separato di verifica prima dell’esecuzione delle operazioni sensibili. L’accesso conversazionale non elimina quindi i controlli autorizzativi associati alle attività finanziarie.

Il lancio su WhatsApp rappresenta un’evoluzione di un progetto avviato da Razorpay già diversi anni fa. RAY era stato presentato inizialmente come assistente AI per le aziende attive nell’e-commerce, con supporto per pagamenti, payout, payroll e pagamenti ai fornitori. Fin dalle prime versioni poteva ricevere richieste tramite testo o voce in inglese e hindi, rispondere a domande sullo stato di un rimborso e fornire anche supporto tecnico, come la generazione di codice per l’integrazione dei servizi Razorpay nei siti web. L’attuale implementazione sposta una parte di queste capacità fuori dal portale Razorpay e le rende utilizzabili da un canale che molte imprese indiane impiegano già quotidianamente.

Razorpay aveva inoltre introdotto nel marzo 2026 una Agentic Platform progettata per applicare lo stesso modello conversazionale a onboarding, integrazione tecnica, analytics e supporto. L’impostazione è quella di interpretare l’intenzione dell’utente e trasformarla direttamente in operazioni, riducendo la necessità di conoscere preventivamente la posizione di ogni funzione nell’interfaccia del servizio. A giugno la società aveva esteso lo stesso approccio a RazorpayX con una Agentic Connected Banking Platform nella quale agenti AI specifici gestiscono payout, raccolta degli incassi e analisi del cash flow. Il Payout Agent, per esempio, può recuperare i dati del beneficiario, suggerire quando effettuare il pagamento, preparare l’operazione e portare l’utente direttamente alla pagina di approvazione tramite OTP.

La collaborazione con IndusInd Bank colloca RAY anche all’interno di un percorso di progressiva integrazione tra servizi bancari e canali conversazionali. IndusInd Bank utilizza già WhatsApp Banking e chatbot AI per consentire ai propri clienti di eseguire operazioni come consultazione del saldo, visualizzazione di mini statement e cronologia delle transazioni. Con RAY, tuttavia, il canale WhatsApp viene utilizzato per attività legate specificamente alla gestione operativa di un’impresa e dei suoi flussi Razorpay, andando oltre la semplice consultazione di servizi bancari predefiniti.

L’utilizzo di WhatsApp si inserisce inoltre in un’infrastruttura che Razorpay aveva già sviluppato per permettere ai merchant di ricevere pagamenti direttamente all’interno delle conversazioni. Razorpay Payments on WhatsApp consente infatti alle aziende di integrare il proprio WhatsApp Business Account con il sistema di pagamento Razorpay, offrendo ai clienti metodi come UPI, carte nazionali e internazionali, net banking, pay later ed EMI senza obbligarli a uscire dall’app. I pagamenti ricevuti attraverso WhatsApp confluiscono nello stesso account Razorpay e mantengono il normale calendario dei settlement. Con RAY, lo stesso ambiente conversazionale viene esteso dal momento del pagamento alla gestione delle operazioni successive da parte dell’azienda.

La differenza operativa introdotta da RAY su WhatsApp consiste quindi nell’unificare tre attività che normalmente richiedono strumenti differenti: consultazione dei dati, interpretazione delle performance e avvio delle operazioni. Una richiesta può partire come semplice domanda sull’andamento dei pagamenti, utilizzare i dati interni di Razorpay per elaborare la risposta e trasformarsi, quando necessario, in un’azione come la generazione di payment link, un rimborso o la gestione di un settlement. Per le aziende l’interfaccia non è un nuovo pannello software da apprendere, ma la stessa conversazione WhatsApp utilizzata per formulare richieste testuali o vocali, mentre autenticazione e verifiche restano inserite nei punti in cui l’operazione richiede un livello di sicurezza superiore.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy