A Milano ha aperto Reverso, un nuovo format di wine bar che integra intelligenza artificiale, sistemi di mescita digitali e analisi delle preferenze dei clienti per costruire percorsi di degustazione personalizzati. Il progetto, sviluppato dalla startup The Wine Society, punta a trasferire nel settore enologico alcuni dei principi già utilizzati dalle piattaforme digitali basate sui dati, applicandoli all’esperienza di scoperta e consumo del vino.
Il cuore tecnologico del locale è rappresentato da una rete di dispenser intelligenti che consente di mantenere contemporaneamente disponibili al calice circa cento etichette provenienti da differenti territori e fasce di prezzo. Il sistema permette di scegliere diversi formati di degustazione e registra le selezioni effettuate dagli utenti attraverso una wine card o un’app dedicata. Ogni assaggio contribuisce alla costruzione di un profilo gustativo che viene aggiornato progressivamente nel tempo.
L’intelligenza artificiale entra in gioco nell’analisi delle preferenze individuali. Attraverso una fase iniziale di raccolta delle informazioni e l’elaborazione dello storico delle degustazioni, il sistema è in grado di suggerire vini, vitigni, regioni e percorsi di assaggio coerenti con i gusti dell’utente. L’obiettivo non è sostituire il sommelier tradizionale, ma affiancarlo con uno strumento capace di elaborare grandi quantità di dati e proporre raccomandazioni personalizzate sulla base delle scelte effettuate nel tempo.
La piattaforma digitale integra inoltre schede tecniche, contenuti informativi e un assistente virtuale che accompagna il cliente durante l’esperienza di degustazione. Questo approccio consente di trasformare ogni visita in una sessione di apprendimento progressiva, nella quale il sistema accumula informazioni sulle preferenze dell’utente e affina continuamente la qualità dei suggerimenti proposti.
Reverso rappresenta un esempio di applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore dell’enoturismo e dell’hospitality, ambiti nei quali stanno emergendo sempre più spesso sistemi di raccomandazione basati su machine learning e analisi comportamentale. In questo caso l’AI viene utilizzata per personalizzare l’esperienza del cliente, aumentare la scoperta di nuove etichette e rendere accessibili anche vini normalmente difficili da provare senza acquistare un’intera bottiglia.
L’iniziativa evidenzia come l’intelligenza artificiale stia progressivamente entrando anche in settori tradizionalmente legati all’esperienza sensoriale e alla consulenza umana. Attraverso l’integrazione tra dati di consumo, sistemi di erogazione intelligenti e algoritmi di raccomandazione, il wine bar milanese introduce un modello nel quale tecnologia e competenze enologiche collaborano per costruire percorsi di degustazione sempre più personalizzati e basati sulle preferenze reali dei clienti.
