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L’anno 2026 si prospetta come un momento di rottura strutturale per l’industria dell’elettronica di consumo, segnato da una crisi della componentistica che sta ridefinendo i parametri economici di personal computer e dispositivi mobili. Le analisi convergenti fornite dai principali osservatori globali, tra cui Gartner e IDC, indicano che l’impennata dei costi delle memorie non è un fenomeno transitorio, ma un fattore destabilizzante capace di contrarre le spedizioni mondiali ai livelli minimi dell’ultimo decennio. Questo scenario è alimentato da un aumento combinato dei prezzi di DRAM e SSD che si prevede raggiungerà il 130% entro la fine dell’anno, costringendo i produttori a trasferire l’onere finanziario sui consumatori finali e portando alla scomparsa di intere fasce di mercato precedentemente considerate entry-level.

La pressione esercitata dai componenti di archiviazione e di memoria ad accesso casuale sta determinando un aumento medio dei prezzi dei PC del 17% e degli smartphone del 13%, con picchi ancora più significativi per i dispositivi di fascia alta. Gartner stima una riduzione delle spedizioni globali di computer del 10,4%, mentre il settore della telefonia mobile subirà una contrazione dell’8,4%. Parallelamente, IDC prevede un calo ancora più drastico per gli smartphone, ipotizzando una flessione del 12,9% che porterebbe il volume totale a circa 1,12 miliardi di unità. Questa dinamica è visibile nelle scelte strategiche dei leader di mercato: Samsung ha già adeguato i listini della serie Galaxy S26 con aumenti compresi tra il 6% e il 16%, eliminando di fatto le varianti con tagli di memoria inferiori per compensare l’esplosione dei costi della distinta base (Bill of Materials).

Uno degli effetti più profondi di questa crisi è l’insostenibilità economica dei prodotti economici. Con le memorie che arrivano a pesare fino al 23% del costo totale di produzione di un PC, i produttori perdono la capacità di assorbire i rincari senza annullare i margini di profitto, già ridotti nel segmento di massa. Gartner prevede che la fascia di mercato dei PC sotto i 500 dollari sia destinata a sparire entro il 2028, mentre IDC segnala una minaccia analoga per gli smartphone sotto i 100 dollari, un segmento che oggi conta oltre 170 milioni di unità ma che diventerà permanentemente antieconomico. La domanda si sposterà dunque forzatamente verso le linee premium, dove i margini superiori permettono ai vendor una maggiore flessibilità operativa, sebbene questo comporti una drastica riduzione delle opzioni d’acquisto per le fasce di reddito medio-basse.

L’aumento dei prezzi sta influenzando direttamente il comportamento degli utenti, spingendo verso un prolungamento del ciclo di vita dei dispositivi esistenti. Si stima che la durata operativa media di un PC aumenterà del 15% per le utenze aziendali e del 20% per i consumatori privati entro la fine del 2026. Sebbene questo rinvio degli acquisti offra un sollievo immediato ai budget di spesa, esperti come Ranjit Atwal di Gartner avvertono che il ritardo negli aggiornamenti potrebbe esporre le infrastrutture a maggiori vulnerabilità di sicurezza e complicazioni nella gestione dell’hardware obsoleto. In questo contesto, l’introduzione dei PC dotati di intelligenza artificiale di fascia alta, pur rappresentando il futuro del settore, subirà un rallentamento nella diffusione capillare: la soglia del 50% di penetrazione del mercato per questa tipologia di dispositivi, inizialmente prevista per tempi più brevi, è ora proiettata verso il 2028 a causa delle barriere economiche imposte dalla “crisi della memoria”.

Di Fantasy