La start-up di intelligenza artificiale xAI, fondata da Elon Musk nel 2023 con l’ambizione di creare un’alternativa avanzata ai sistemi di IA più diffusi, si trova oggi ad affrontare una situazione interna delicata, con una parte significativa del suo team di fondatori in exit. In un arco di circa 48 ore, due dei principali co-fondatori hanno annunciato le proprie dimissioni, portando il totale delle uscite a sei su dodici membri originari, ovvero alla perdita del 50 % della squadra che aveva dato vita all’azienda solo pochi anni fa.
Le dichiarazioni pubbliche dei membri usciti, come quelle di Jimmy Ba e Tony Wu, riflettono un riconoscimento del lavoro compiuto fino a qui, ma anche la necessità personale di percorrere strade professionali diverse. Nel caso di Ba, docente universitario con un passato accademico legato all’intelligenza artificiale, la sua responsabilità nel gestire team rilevanti all’interno di xAI era notevole, anche se negli ultimi mesi i suoi compiti erano stati ridotti a favore di altri dirigenti dopo una riorganizzazione interna. Wu, da parte sua, era alla guida di aree chiave, come il reparto di reasoning, prima di lasciare l’azienda.
Dietro a queste uscite c’è un quadro complesso fatto di pressioni competitive, obiettivi tecnologici ambiziosi e critiche pubbliche. Negli ultimi mesi, xAI ha dovuto confrontarsi con l’opinione pubblica e con le autorità per questioni legate al comportamento del suo chatbot Grok, che, in alcune occasioni, ha generato contenuti controversi o indesiderati, suscitando discussioni sulla sicurezza e l’affidabilità dei modelli. Anche questi episodi sembrano aver inciso sul morale interno e sulle dinamiche di leadership, alimentando un clima in cui alcuni dei fondatori hanno scelto di fare un passo indietro.
La pressione non deriva solo dall’esterno. Internamente, Musk è noto per il suo approccio diretto e ambizioso nel guidare i progetti, richiedendo progressi rapidi per competere con giganti come OpenAI e altri attori emergenti. Secondo fonti raccolte da agenzie di stampa internazionali, questi obiettivi molto spinti e la necessità di accelerare lo sviluppo dei modelli di IA per affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo possono aver generato tensioni nelle strategie di prodotto e di sviluppo, contribuendo alle dimissioni.
Il contesto in cui avviene questo esodo è ulteriormente complicato dalle mosse strategiche dell’intero ecosistema Musk-centrico: xAI è stata recentemente integrata più strettamente con SpaceX e con il social network X, in una visione che punta a creare un conglomerato con un valore potenziale di mercato estremamente alto, stimato in centinaia di miliardi di dollari e con l’ipotesi di una futura quotazione in borsa. Se da un lato questa prospettiva rappresenta una grande opportunità, dall’altro impone anche ritmi di crescita e di sviluppo estremamente intensi, con conseguenze tangibili sulla struttura organizzativa e sulle dinamiche di team.
Il fenomeno delle dimissioni non si limita ai soli fondatori. Alcuni membri chiave dei team tecnici, incluso personale dedicato a componenti come generatori video e moduli critici di ricerca, hanno fatto sapere di abbandonare l’azienda per intraprendere nuovi progetti altrove, o semplicemente per prendere una pausa da un ambiente che molti descrivono come estremamente dinamico ma altrettanto esigente. Queste uscite di figure di spicco rischiano di rallentare alcuni piani o di richiedere a xAI una ristrutturazione più profonda nel medio periodo.
Nel complesso, la situazione di xAI riflette uno dei dilemmi più ampi dell’industria tecnologica contemporanea: come conciliare la necessità di innovare rapidamente in settori altamente competitivi con la creazione di un ambiente di lavoro stabile e sostenibile per i talenti che guidano tali innovazioni. La scelta di molti fondatori di lasciare un progetto così ambizioso solleva interrogativi sulla direzione futura dell’azienda e sui modi in cui potrà mantenere la coesione interna mentre si prepara ad affrontare le sfide commerciali e tecniche di un mercato in rapido mutamento.
Questa ondata di uscite nei primi mesi del 2026 segna dunque una tappa significativa nella storia di xAI e invita a riflettere su come le start-up caratterizzate da leadership visionaria e ritmi serrati possano gestire il delicato equilibrio tra crescita, cultura aziendale e sostenibilità dei team.
