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Sono circolati online alcuni presunti risultati di benchmark relativi a MiMo-V3-Pro, modello di nuova generazione di Xiaomi che non è stato ancora annunciato ufficialmente. Lo screenshot ha iniziato a diffondersi dopo essere stato pubblicato il 21 agosto da Max For AI, fonte cinese specializzata in tecnologia, e mostra il modello confrontato con sistemi di fascia alta come Claude Opus 5, GPT-5.6 Sol, GLM-5.3 e Kimi K3. I dati non sono stati confermati da Xiaomi e la loro autenticità rimane quindi da verificare, ma, se fossero reali e riproducibili nella versione definitiva del modello, indicherebbero un netto avanzamento delle capacità di coding e agentiche della famiglia MiMo.

Nel benchmark SWE-bench Pro, utilizzato per valutare la capacità dei modelli di risolvere attività reali di ingegneria del software, MiMo-V3-Pro avrebbe ottenuto 72,8 punti. Il risultato sarebbe superiore a GLM-5.3, indicato a 67,9 punti, e a Kimi K3, fermo a 65,8, mentre ridurrebbe notevolmente la distanza dai modelli frontier occidentali: nello stesso grafico Claude Opus 5 raggiunge 74,6 punti e GPT-5.6 Sol 75,4. Il divario rispetto ai sistemi più performanti rimarrebbe quindi inferiore ai tre punti.

Un andamento simile emergerebbe da Terminal-Bench 2.0, benchmark orientato alla capacità degli agenti di completare attività all’interno di ambienti terminali. MiMo-V3-Pro avrebbe raggiunto 70,6 punti, contro 72,0 di Claude Opus 5 e 73,5 di GPT-5.6 Sol. Anche in questo caso il modello Xiaomi si collocherebbe quindi molto vicino ai sistemi di fascia più alta, indicando capacità avanzate nell’utilizzo degli strumenti, nella gestione di sequenze operative e nella risoluzione autonoma di task eseguiti attraverso shell e ambienti di sviluppo.

Nel τ3-bench, utilizzato per misurare le capacità generali degli agenti AI, il modello Xiaomi avrebbe invece ottenuto 76,4 punti, avvicinandosi ai 78,8 punti attribuiti a GPT-5.6 Sol. Nel complesso, i tre benchmark suggerirebbero un miglioramento consistente proprio nelle aree che stanno diventando centrali per i nuovi modelli frontier: programmazione autonoma, utilizzo di strumenti e capacità di portare avanti attività multi-step senza dipendere continuamente dall’intervento umano.

Il risultato sarebbe particolarmente rilevante considerando la posizione raggiunta pochi mesi fa dalla generazione precedente. Con MiMo-V2.5-Pro, presentato ad aprile, Xiaomi era arrivata tra i primi cinque modelli mondiali nell’Artificial Analysis Intelligence Index, AAII. Il rapido avanzamento dei modelli concorrenti aveva successivamente ampliato il distacco dai sistemi di vertice fino a circa 20 punti. Se i numeri attribuiti a MiMo-V3-Pro venissero confermati, Xiaomi recupererebbe quindi in un solo aggiornamento buona parte di questo divario, tornando a competere direttamente con i modelli frontier più avanzati.

La cautela rimane però necessaria. Lo screenshot utilizza un formato grafico simile a quello adottato da Xiaomi nelle proprie comunicazioni, ma online sono già comparse immagini costruite con lo stesso layout nelle quali cambia soltanto il nome del modello. Questo ha alimentato l’ipotesi che il materiale possa essere stato modificato o realizzato artificialmente. Non sono stati inoltre pubblicati dettagli sulla configurazione utilizzata per i test, sul numero di esecuzioni effettuate, sulle impostazioni del modello o sulle condizioni necessarie per riprodurre i risultati.

Xiaomi non ha finora confermato né l’esistenza di MiMo-V3-Pro né l’autenticità dei benchmark diffusi online. I valori disponibili devono quindi essere considerati esclusivamente come dati provenienti da un leak non verificato. La rilevanza tecnica della possibile nuova generazione MiMo dipenderà dalla pubblicazione ufficiale del modello e, soprattutto, dalla possibilità di riprodurre questi risultati attraverso benchmark indipendenti.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy