Nel contesto della crescente competitività nel settore dell’intelligenza artificiale, Google DeepMind ha adottato misure per tutelare la propria proprietà intellettuale attraverso l’introduzione di accordi di non concorrenza per i propri dipendenti. Questi accordi, prevalentemente applicati nel Regno Unito, impediscono ai dipendenti di lavorare per aziende concorrenti per un periodo che può arrivare fino a 12 mesi dopo la cessazione del rapporto lavorativo. ​

Durante il periodo di validità dell’accordo, i dipendenti non sono tenuti a svolgere attività lavorative attive, ma continuano a percepire il loro stipendio. La durata specifica di questi accordi varia in base al livello di responsabilità del dipendente e all’importanza del suo ruolo all’interno dell’azienda. Ad esempio, i ricercatori coinvolti nello sviluppo di progetti rilevanti, come i modelli di intelligenza artificiale “Gemini”, possono essere soggetti a periodi di non concorrenza più estesi. ​

Questa strategia di trattenere i dipendenti con accordi di non concorrenza è comune nel settore tecnologico, dove la rapidità dell’innovazione e la necessità di proteggere le scoperte sono fondamentali. Tuttavia, alcuni dipendenti hanno espresso preoccupazione riguardo a queste clausole, ritenendole restrittive per le loro future opportunità di carriera. Un ex dipendente ha commentato: “​Se dovessi iniziare tra un anno, chi ti assumerebbe?” Nell’intelligenza artificiale, è come ‘per sempre’.” ​

È importante notare che la validità e l’applicabilità di tali accordi variano a seconda delle leggi locali. Nel Regno Unito, questi accordi sono legalmente vincolanti se considerati ragionevoli per proteggere gli interessi commerciali legittimi del datore di lavoro. Al contrario, in California, dove hanno sede Google e altre aziende tecnologiche, le clausole di non concorrenza non sono generalmente applicabili. Una legge introdotta nel 2023 ha esteso questa norma, rendendo non valide tali clausole anche se stipulate al di fuori dello stato. ​

La crescente adozione di accordi di non concorrenza nel settore dell’intelligenza artificiale riflette l’intensificarsi della competizione per talenti e l’importanza di proteggere le innovazioni tecnologiche. Tuttavia, è essenziale che tali pratiche siano bilanciate con il diritto dei lavoratori alla mobilità professionale e che rispettino le normative legali vigenti in diverse giurisdizioni.

Di Fantasy