In un mondo dove il 95% della cantieristica navale globale è dominato da giganti asiatici, Fincantieri resiste in Europa grazie alla sua straordinaria capacità di innovare. Non semplicemente costruire navi: crearne di sempre più complesse, sicure, intelligenti. È in questo contesto che l’intelligenza artificiale (IA) non è un’astrazione, ma un compagno di bordo concreto, capace di trasformare i cantieri in centri pulsanti di progresso tecnologico.
Più che una rivoluzione, nelle officine italiane di Fincantieri l’IA è un’evoluzione pensata per valorizzare l’esperienza umana, non per sostituirla. Il principio di fondo è chiaro: la decisione finale rimane nelle mani delle persone. L’IA diventa un supporto strategico, capace di alleggerire compiti ripetitivi e faticosi, lasciando spazio alla creatività e alla supervisione umana.
Adottando un approccio Human‑in‑the‑loop, Fincantieri vuole mantenere un solido controllo sui processi automatizzati, evitando derive incontrollate e preservando il know-how all’interno dell’azienda. In questo modo, si bilanciano innovazione tecnologica e responsabilità umana, soprattutto nei contesti ad alta complessità navale.
Fincantieri non ha teorizzato l’IA, l’ha già applicata. Sono circa 30 i casi d’uso distribuiti tra progettazione, produzione, approvvigionamento e servizi aziendali. Un panorama ricco di opportunità concrete, tutte valutate rigorosamente per impatto effettivo e sostenibilità.
Tra i progetti più interessanti emergono tre direttrici che descrivono bene l’innovazione in atto:
- Assistenti AI per la progettazione: veri e propri agenti digitali che affiancano gli ingegneri, aiutandoli nelle fasi più complesse del design a un livello cognitivo ‒ non sostituendo, ma elevando le competenze umane.
- Droni autonomi per il controllo dei cantieri: robot volanti intelligenti che monitorano l’avanzamento dei lavori, garantendo precisione e riduzione dei rischi per il personale ‒ una perfetta fusione tra robotica e IA.
- Video tutorial multilingue generati con AI: essenziali in un ambiente internazionale come quello navale, rendono la formazione accessibile e comprensibile a una forza lavoro multietnica. Un assistente AI “educato” dagli stessi lavoratori, capace di tradurre e spiegare i passaggi tecnici con naturalezza.
Con il programma “Cantieri aperti, vista sul futuro”, Fincantieri non nasconde le proprie sfide: racconta un percorso fatto di tecnologie che si intrecciano, di saperi che si incrociano e di operazioni concrete dove innovare significa prima di tutto essere responsabili, sicuri e legittimi.
L’approccio innovativo di Fincantieri si consolida ulteriormente con un nuovo passo: la nascita della joint venture Fincantieri Ingenium, realizzata insieme ad Accenture. Questa partnership mira a unire competenze navali e digitali, portando sul tavolo IA, connettività, IoT, cybersecurity e piattaforme intelligenti per rivoluzionare cantieri, flotte e porti.
All’interno di questo ecosistema strategico, prende forma anche Navis Sapiens, il paradigma delle “navi intelligenti”. Dotate di migliaia di sensori e un’architettura digitale avanzata, queste unità sono in grado di apprendere in tempo reale dai propri processi operativi, ottimizzando rotte, consumi, manutenzione e sicurezza.