In un contesto geopolitico sempre più volatile e caratterizzato dall’emergenza di minacce aeree e ibride in evoluzione rapidissima, la difesa del territorio nazionale ed europeo richiede un’innovazione tecnologica che superi i sistemi tradizionali. L’industria italiana della difesa si è posta alla guida di questa trasformazione con la presentazione del progetto Michelangelo Dome, un sistema di sicurezza multidominio sviluppato da Leonardo che pone l’Intelligenza Artificiale al servizio della protezione continentale.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che le minacce attuali non sono più limitate ai velivoli tradizionali o ai missili balistici noti. Il panorama moderno include l’uso massiccio di sciami di droni (UAV) di piccole dimensioni, difficili da tracciare e neutralizzare in modo coordinato, e l’introduzione di missili ipersonici, la cui estrema velocità rende vani i tempi di reazione umani. L’obiettivo primario di Michelangelo Dome è proprio quello di creare una cupola dinamica di sicurezza capace di individuare, tracciare e, in ultimo, neutralizzare attacchi simultanei sferrati su più fronti e attraverso diversi domini operativi – aereo, terrestre e marino. La filosofia del sistema è la velocità: un sistema di difesa rapido, in grado di analizzare la natura e la traiettoria di una minaccia nel giro di decine di secondi.
Il cuore pulsante di questo ambizioso scudo è l’Intelligenza Artificiale. Contrariamente a quanto accadeva in passato, dove gli algoritmi assistevano le decisioni umane, in Michelangelo Dome l’IA agisce come l’architetto della risposta difensiva. Il sistema si basa su una fusione avanzata dei dati provenienti da una miriade di sensori, sia di Leonardo che di terze parti, sparsi sul territorio e integrati in diverse piattaforme. Algoritmi predittivi e di machine learning analizzano questo flusso massivo di informazioni in tempo reale. È questa capacità di interpretazione e anticipazione che fa la differenza, permettendo all’AI di anticipare comportamenti ostili, ottimizzare l’allocazione delle risorse difensive e, crucialmente, coordinare automaticamente gli effettori più idonei al contrasto, che siano sistemi missilistici, armi a energia diretta o altre contromisure.
L’architettura del sistema è stata concepita per essere intrinsecamente aperta e integrabile, un requisito fondamentale per la sicurezza collettiva. Non si tratta infatti di una soluzione isolata, bensì di una piattaforma disegnata per essere pienamente compatibile con gli standard NATO e con gli asset difensivi già in uso da parte delle forze armate degli altri Paesi europei. Con questo progetto, Leonardo consolida il proprio ruolo di riferimento europeo nella sicurezza multidominio e contribuisce in modo decisivo agli obiettivi di autonomia strategica e resilienza tecnologica dell’Unione Europea. L’iniziativa non è solo industriale, ma anche nazionale, prevedendo un “integrated project team” con le Forze Armate italiane per cucire l’architettura difensiva sulle specifiche necessità del Paese.
Il nome stesso, Michelangelo Dome, è un richiamo esplicito alla grande tradizione ingegneristica e culturale italiana, dove la cupola non è solo un elemento architettonico, ma un simbolo di protezione, armonia strutturale e ingegno. Questo connubio tra patrimonio culturale e tecnologia più avanzata proietta l’Italia come un innovatore chiave nel panorama della difesa globale. L’applicazione di questo scudo dinamico va ben oltre gli scenari strettamente militari: la piattaforma potrà essere impiegata per la protezione di infrastrutture civili critiche, come porti, aeroporti, siti industriali e grandi aree urbane. Con un valore di mercato potenziale stimato in cifre imponenti a livello globale, il progetto ha una tempistica chiara: l’operatività è attesa entro la fine del 2027, segnando l’inizio di una nuova era di difesa integrata e intelligente al servizio dell’Europa.
