Immagine AI

Negli ultimi anni, la scena dell’intelligenza artificiale applicata alla scrittura e ai contenuti editoriali ha vissuto una crescita travolgente, con strumenti che promettono di generare testi in quantità impressionanti e con velocità prima impensabili. Ma questa abbondanza ha portato con sé anche un senso diffuso di confusione: aumentano le piattaforme, aumentano i contenuti, ma spesso manca un vero progetto, una visione che sappia valorizzare il tempo delle persone e dare significato alle storie che vengono prodotte. In questo contesto nasce ViviBook, un progetto tecnologico ed editoriale che guarda all’AI non come a un semplice generatore di testi, ma come a un mezzo per ripensare l’esperienza di lettura e la progettazione narrativa, mettendo al centro non il “fare di più”, ma il “fare meglio” e con senso.

Tra i co-founder di ViviBook c’è Carlo Carmine, imprenditore che ha maturato una lunga esperienza in ambiti ad alta responsabilità, dove il metodo, il controllo dei processi e la qualità delle decisioni non sono elementi opzionali ma condizioni imprescindibili. La visione di Carmine per questo progetto nasce proprio da un’osservazione critica dello stato attuale dell’editoria digitale: la tecnologia è ormai accessibile, quasi chiunque può generare contenuti, ma spesso questi sono privi di coerenza e profondità perché non guidati da un progetto solido. ViviBook vuole andare oltre questa superficialità, portando l’intelligenza artificiale a lavorare “dietro le quinte”, in modo silenzioso e al servizio dell’esperienza umana di lettura, piuttosto che farsi notare per il solo fatto di essere tecnologia.

L’obiettivo di ViviBook non è produrre “più libri”, né vincere la gara della quantità, bensì costruire storie e percorsi narrativi che abbiano senso nella vita delle persone, in momenti specifici e con una qualità che possa resistere nel tempo. Secondo Carmine, infatti, il vero problema non è la tecnologia di per sé, ma l’assenza di un quadro metodologico che la guidi: senza questa guida, l’AI rischia di generare solo rumore, moltiplicando elementi superficiali e banali piuttosto che approfondimenti significativi. All’interno di ViviBook, l’intelligenza artificiale viene incanalata in regole narrative precise, con strutture controllate e filtri che aiutano a evitare incoerenze o ripetizioni, e assicurano che ogni testo sia parte di un’esperienza coerente e ben progettata.

Carlo Carmine porta in questo progetto la mentalità sviluppata in anni di lavoro in settori dove un errore può avere conseguenze reali, sottolineando come il valore non risieda nello strumento tecnologico, ma nel processo che lo governa. Questa attenzione al metodo è ciò che distingue ViviBook dalla moltitudine di tool di scrittura basati su AI: invece di chiedere all’utente di scegliere tra infinite opzioni o di guidare ogni singola fase creativa, il sistema riduce le scelte inutili e accompagna verso una storia completa e coerente, minimizzando l’attrito e facilitando l’esperienza anche per chi non ha competenze narrative specifiche.

Il progetto ViviBook, avviato nella Silicon Valley con l’ambizione di espandersi nei mercati di lingua inglese e spagnola, si presenta dunque come un’innovazione che vuole dare valore alla scrittura digitale in un’epoca di sovraccarico informativo. Guardando al futuro, Carlo Carmine sostiene che la vera sfida non sarà produrre sempre più contenuti, ma aiutare davvero le persone a orientarsi in mezzo alla mole di informazioni disponibili, offrendo esperienze di lettura più semplici, personali e affidabili. In questo scenario il ruolo dell’intelligenza artificiale non è quello di sostituire la creatività umana, ma di supportarla in modo intelligente, discreto e coerente, trasformandosi in un alleato nel processo di costruzione di narrazioni significative.

ViviBook nasce dall’idea che, nell’era dell’intelligenza artificiale, non sia sufficiente avere a disposizione strumenti capaci di generare testi: ciò che conta davvero è dare valore all’esperienza narrativa. In un panorama digitale affollato di generatori di contenuti automatici, molti prodotti promettono all’utente di “scrivere meglio” o “più velocemente”, ma finiscono spesso per offrire risultati privi di coerenza strutturale o di reale profondità. ViviBook propone un approccio diverso: non è semplicemente un generatore di testi, ma un sistema che guida l’intero processo di creazione narrativa, dall’idea iniziale fino al contenuto completo, con l’obiettivo di costruire storie che siano significative, fruibili e rilevanti per chi legge.

A differenza degli strumenti tradizionali in cui l’utente deve spesso prendere decisioni continue — scegliere uno stile, un tono, ri­definire continuamente prompt e varianti — ViviBook è progettato per ridurre la frizione creativa. L’utente non deve essere esperto di narrativa o di prompt engineering: il sistema lo accompagna, limitando le scelte superflue e concentrandosi su ciò che realmente importa per la qualità della storia. Questa filosofia è già evidente nella struttura interna della piattaforma: non si tratta di lasciare l’intelligenza artificiale libera di “scrivere quello che vuole”, ma di incanalarla all’interno di un’architettura narrativa precisa, fatta di regole di coerenza, strutture narrative controllate e filtri intelligenti che evitano ripetizioni e banalità.

All’origine di ViviBook c’è un’intenzione chiara: trasformare l’intelligenza artificiale da semplice strumento di produzione testuale in architetto editoriale. Ogni fase della generazione del contenuto passa attraverso una logica interna che gestisce la struttura delle storie, la loro evoluzione, i legami fra personaggi e trama. Quando un utente decide di creare una narrazione, non si limita a dare qualche input isolato: il sistema utilizza tali indicazioni per costruire un percorso coerente, generando una storia completa e ben bilanciata, non solo un mucchio di paragrafi messi insieme. Secondo chi ha contribuito alla realizzazione della piattaforma, questa differenza è fondamentale: oggi molti prodotti lasciano all’utente il compito di assemblare i pezzi, mentre ViviBook prende in carico il progetto narrativo nel suo insieme.

Un altro aspetto interessante riguarda la personalizzazione. Alcune fonti descrivono versioni della piattaforma che permettono di scegliere non solo elementi di trama e personaggi, ma anche genere, stile di scrittura, tono emotivo e ambientazione. Con un solo clic l’utente può quindi ottenere un romanzo o una storia che rispecchia le proprie preferenze, con tempi di generazione rapidi e una struttura narrativa solida, pronta per essere letta o ulteriormente perfezionata. Questo approccio semplifica enormemente il processo creativo, rendendolo accessibile anche a chi non ha esperienza nel campo editoriale, e allo stesso tempo mantiene un livello qualitativo che si avvicina a quello della scrittura umana.

Di Fantasy