Nell’ultimo anno gli strumenti di intelligenza artificiale dedicati alla programmazione hanno attirato l’attenzione di sviluppatori e team di sviluppo di tutto il mondo, promettendo di cambiare radicalmente il modo in cui si scrive, si corregge e si distribuisce codice. Tra questi strumenti, Claude Code di Anthropic è diventato rapidamente uno dei più discussi: si tratta di un agente AI che si integra direttamente nel terminale di sviluppo, capace di leggere interi progetti, generare codice, eseguire test e persino orchestrare workflow complessi senza dover continuamente passare da una scheda all’altra del browser.
Tuttavia, proprio mentre l’entusiasmo cresce, è emersa una questione che è diventata altrettanto centrale: il costo. Claude Code non è disponibile gratuitamente nella sua forma completa. Anthropic ha strutturato un sistema di abbonamenti che parte da un livello base a circa 20 $ al mese, che però offre accesso limitato — con solo poche decine di richieste ogni poche ore — fino a piani premium da 100 $ e 200 $ al mese per chi desidera prestazioni e capacità superiori. Anche questi livelli più alti però impongono limiti d’uso, che non sempre sono trasparenti o facili da interpretare.
La comunità degli sviluppatori ha reagito con una certa frustrazione. Molti utenti hanno segnalato di raggiungere i massimali imposti dalle fasce più economiche in pochi minuti di lavoro intensivo, costringendo spesso a optare per l’abbonamento più costoso o a interrompere l’uso dell’AI per attese di reset. Questa insoddisfazione si è tradotta in un dibattito acceso su forum online e gruppi di sviluppo, con opinioni contrastanti sul valore reale dell’investimento.
In questo contesto è emersa un’alternativa sorprendente e completamente diversa nel suo approccio: Goose, un agente AI open source sviluppato da Block, la società precedentemente nota come Square. A differenza di Claude Code, Goose non richiede alcun abbonamento, né dipendenza da servizi cloud esterni. Il suo punto di forza è la possibilità di essere eseguito direttamente sul computer locale dello sviluppatore, utilizzando modelli di linguaggio open source che si scaricano e si gestiscono in autonomia. In parole semplici, non ci sono costi ricorrenti, né limiti imposti da provider esterni, e — soprattutto — tutti i dati rimangono sotto il completo controllo dell’utente.
La popolarità di Goose è cresciuta rapidamente. Nel giro di pochi mesi la community ha superato le 26.000 stelle su GitHub, con centinaia di contributori impegnati a migliorare il progetto e oltre un centinaio di release rilasciate dall’avvio. Questo ritmo di sviluppo è inusuale per un progetto open source e dimostra quanto forte sia l’interesse per strumenti che consentano di sfruttare l’intelligenza artificiale senza vincoli economici o tecnici imposti da terze parti.
Dal punto di vista funzionale, Goose offre alcune delle stesse capacità di Claude Code: può generare nuovi progetti, scrivere e testare codice, eseguire debug e persino integrare comandi e funzioni esterne usando protocolli moderni come il Model Context Protocol. La differenza principale è che tutte queste operazioni vengono compiute localmente, senza che alcuna richiesta debba viaggiare verso server remoti. Questo significa che è possibile lavorare anche offline — ad esempio durante un volo — e mantenere la piena riservatezza del proprio codice, un aspetto particolarmente apprezzato da sviluppatori preoccupati per la privacy o per la sicurezza dei dati sensibili.
Va detto, però, che la soluzione locale non è priva di compromessi. L’esecuzione di modelli di linguaggio avanzati richiede risorse hardware significative: memoria RAM abbondante e, idealmente, una buona GPU se si vogliono sfruttare modelli più grandi e performanti. Inoltre, mentre i modelli proprietari di alta fascia come Claude 4.5 Opus sono ancora considerati più efficaci su compiti complessi di ingegneria del software, i modelli open source stanno rapidamente riducendo questo gap. Per molti sviluppatori, soprattutto quelli indipendenti o in piccoli team, il compromesso tra prestazioni e costi può valere l’indipendenza da abbonamenti costosi.
La contrapposizione tra Claude Code e Goose riflette una tendenza più ampia nel mondo dell’intelligenza artificiale: da un lato, prodotti commerciali che cercano di monetizzare capacità sempre più avanzate con modelli proprietari e servizi cloud, e dall’altro una community open source che spinge per democratizzare l’accesso a queste tecnologie, offrendo strumenti potenti senza costi e senza vincoli. Che si preferisca la comodità di un servizio gestito o la libertà e il controllo di un sistema locale, la scelta dipende da esigenze specifiche di progetto, budget e flusso di lavoro.
