Con oltre un miliardo di membri in tutto il mondo, LinkedIn sta compiendo un passo che segna un cambiamento profondo nel rapporto tra competenze, intelligenza artificiale e mercato del lavoro. La piattaforma ha annunciato l’introduzione di certificazioni ufficiali legate al cosiddetto Vibe Coding, un approccio alla programmazione e alla creazione di software basato sull’uso intensivo di strumenti di intelligenza artificiale, in cui il valore non sta tanto nella scrittura manuale del codice quanto nella capacità di guidare, controllare e sfruttare efficacemente modelli e piattaforme AI per ottenere risultati concreti.
L’iniziativa nasce in un momento in cui la competenza nell’uso dell’intelligenza artificiale non è più percepita come un vantaggio accessorio, ma come una condizione sempre più centrale per l’occupabilità. LinkedIn ha annunciato una nuova partnership che consentirà agli utenti di mostrare sul proprio profilo certificazioni ufficiali basate sull’uso reale di alcune delle principali applicazioni AI. Non si tratta quindi di attestati ottenuti tramite un semplice corso o un esame teorico, ma di riconoscimenti che derivano dall’analisi di come gli strumenti vengono effettivamente utilizzati, dai risultati prodotti e dalla continuità delle competenze dimostrate nel tempo.
Tra le prime piattaforme coinvolte figurano Lovable e Replit per la programmazione assistita dall’IA, Relay.app per la creazione di agenti intelligenti, e Descript per l’editing di video e podcast basato su intelligenza artificiale. Questi strumenti utilizzeranno i propri dati interni per valutare il livello di competenza degli utenti e rilasciare certificazioni che potranno essere visualizzate direttamente su LinkedIn. Al momento non sono stati resi pubblici i criteri dettagliati necessari per ottenere tali riconoscimenti, ma l’impostazione generale indica una valutazione basata sull’uso pratico e sulle capacità dimostrate, più che su test standardizzati.
LinkedIn ha già anticipato che il programma si amplierà nei prossimi mesi, includendo nuovi partner come GitHub, Zapier e Gamma, aprendo anche ad altre aziende interessate a partecipare. L’obiettivo dichiarato è costruire un ecosistema di competenze verificate che rifletta in modo più fedele ciò che i professionisti sanno fare davvero con l’intelligenza artificiale, anziché ciò che dichiarano di saper fare.
Secondo Hari Srinivasan, vicepresidente di LinkedIn, il mercato del lavoro sta vivendo una trasformazione radicale. Le tecnologie su cui fanno affidamento i datori di lavoro cambiano rapidamente e la capacità di utilizzare l’IA per ottenere risultati concreti è diventata una delle competenze più richieste in assoluto. Srinivasan ha sottolineato come oltre 100 milioni di professionisti abbiano già completato la verifica dell’identità su LinkedIn e come l’introduzione delle competenze verificate rappresenti un ulteriore passo per dimostrare abilità reali, misurabili e direttamente collegate al lavoro quotidiano.
I dati confermano questa tendenza. Un rapporto pubblicato da edX ha mostrato che, negli Stati Uniti, il numero di offerte di lavoro che richiedono competenze legate all’intelligenza artificiale è raddoppiato in soli dodici mesi. Anche i principali portali di ricerca lavoro indicano una crescita costante delle posizioni che menzionano parole chiave legate all’IA, con previsioni che stimano un ulteriore aumento entro la fine del 2025. Non si tratta più soltanto di ruoli strettamente tecnici: le competenze di Vibe Coding stanno diventando rilevanti anche in settori come il marketing, la finanza e la consulenza, dove l’uso intelligente degli strumenti AI consente di accelerare processi, creare prototipi, analizzare dati e produrre contenuti con maggiore efficienza.
In questo contesto, la decisione di LinkedIn introduce un cambiamento culturale significativo. Scrivere genericamente “competente in intelligenza artificiale” sul proprio profilo non è più sufficiente. La piattaforma spinge verso una forma di riconoscimento più strutturata, in cui le competenze AI vengono trattate alla stregua di titoli professionali verificabili, avvicinandosi per importanza alle qualifiche tradizionali. Questo non significa che lauree ed esperienze formali perdano valore, ma che vengono affiancate da indicatori più dinamici, legati alla capacità di utilizzare strumenti concreti in scenari reali.
Il sistema di certificazione verrà lanciato inizialmente a livello globale in lingua inglese, con l’intenzione di estendere progressivamente il supporto ad altre lingue. Anche questo dettaglio suggerisce che LinkedIn vede l’iniziativa come un’infrastruttura di lungo periodo, destinata a crescere e a diventare parte integrante del profilo professionale digitale.
Nel complesso, l’introduzione delle certificazioni di Vibe Coding segna un passaggio importante: l’intelligenza artificiale non è più solo una competenza “extra”, ma un elemento strutturale del lavoro contemporaneo. LinkedIn sta cercando di tradurre questa realtà in un sistema di riconoscimento visibile, standardizzato e basato sull’uso effettivo degli strumenti. Se il modello funzionerà, potrebbe ridefinire il modo in cui aziende e recruiter valutano il talento, spostando l’attenzione sempre di più da ciò che si dichiara a ciò che si è realmente in grado di fare con l’IA.
