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Negli ultimi giorni un nuovo progetto digitale ha catturato l’attenzione degli appassionati di tecnologia e non solo, proponendo uno scenario tanto surreale quanto concreto sulle potenziali dinamiche future tra esseri umani e intelligenza artificiale. Si chiama RentAHuman.ai, ed è una piattaforma online che, come suggerisce il nome, permette agli agenti di intelligenza artificiale – ovvero software autonomi programmati per svolgere compiti specifici – di “assumere” esseri umani per portare a termine azioni nel mondo reale che loro stessi non sono in grado di compiere.

Aprendo il sito ci si trova davanti a una schermata semplice ma d’impatto, che propone due possibilità: cercare tra le persone disponibili oppure registrarsi per offrirsi come lavoratore per le macchine. In alto campeggia un motto che descrive l’idea alla base del servizio: “I robot hanno bisogno del tuo corpo”, sintetizzando così ciò che gli sviluppatori intendono comunicare: l’intelligenza artificiale può pensare, analizzare e programmare, ma non può materialmente muoversi, interagire con oggetti o situazioni fisiche.

Il funzionamento di RentAHuman riprende in parte la logica di piattaforme di gig-economy come TaskRabbit o Fiverr, ma con un twist decisamente bizzarro: non sono le persone a postare annunci di lavoro rivolti ad altri esseri umani, ma gli agenti AI a cercare partner umani a cui affidare compiti. Gli utenti che si registrano sul sito creano un profilo inserendo competenze, ubicazione e tariffa oraria, quindi si rendono disponibili per essere selezionati da uno di questi agenti automatizzati. Attraverso un’interfaccia di programmazione (API) o un protocollo chiamato MCP (Model Context Protocol), gli agenti AI possono “vedere” le persone elencate e assegnare loro incarichi specifici.

L’idea alla base di questa piattaforma è figlia di una riflessione più ampia: se le intelligenze artificiali diventano sempre più autonome e capaci di gestire processi complessi online, resta pur sempre un limite intrinseco alla loro natura digitale, cioè l’incapacità di interagire con il mondo fisico. Ed è qui che entrano in gioco gli esseri umani, che con il loro corpo e la loro capacità di agire nella realtà diventano indispensabili per completare determinate azioni. A volte si tratta di compiti semplici come ritirare un pacco, scattare una fotografia o partecipare a un evento, altre volte possono essere richieste più strane o creative, lasciando emergere reazioni contrastanti sul piano etico e sociale.

Nei primi giorni dopo il lancio il sito ha attirato l’attenzione di migliaia di persone in tutto il mondo, con cifre che parlano di decine di migliaia di iscritti in poco tempo. Nonostante il progetto sia giovane e in piena fase di sperimentazione, ha già sollevato un acceso dibattito: da un lato, alcuni osservatori vedono in RentAHuman una sorta di evoluzione delle piattaforme di lavoro agile, un modo inedito per coniugare competenze umane e capacità computazionali; dall’altro, altri esprimono preoccupazione per il potenziale impatto sociale di un sistema in cui persone reali vengono “noleggiate” da macchine per svolgere compiti nel mondo fisico, sollevando dubbi sull’etica, sulla dignità del lavoro e sulla sicurezza delle transazioni, soprattutto considerando che i pagamenti avvengono spesso tramite criptovalute.

La rapida diffusione del progetto e le reazioni suscitate testimoniano quanto sia attuale il tema dell’integrazione tra automazione e lavoro umano. Se fino a poco tempo fa la discussione sull’intelligenza artificiale si concentrava prevalentemente sulle capacità cognitive dei sistemi o sul loro potenziale di sostituire funzioni lavorative, RentAHuman sposta l’attenzione sul futuro della collaborazione uomo-macchina, suggerendo un modello nel quale l’intelligenza senza corpo si affida alle mani, ai piedi e al giudizio umano per interagire con il mondo reale.

Che si tratti di una curiosità passeggera o dell’inizio di una nuova forma di mercato del lavoro digitale, questo esperimento apre uno squarcio interessante su ciò che potrebbe attendere chi si occupa di tecnologia, economia digitale e, più in generale, di rapporti tra persone e sistemi intelligenti nell’era dell’automazione.

Di Fantasy