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Pochi momenti hanno avuto un impatto simbolico e scientifico paragonabile alla partita di Go disputata nel 2016 tra il sistema AlphaGo sviluppato da Google DeepMind e il campione mondiale Lee Sedol. In quell’occasione una singola mossa, la cosiddetta “Move 37”, divenne uno degli episodi più discussi nella storia dell’AI. A distanza di quasi un decennio, Google ha deciso di rendere omaggio a quell’evento con il nome della sua nuova sede londinese dedicata alla ricerca sull’intelligenza artificiale: Platform 37.

L’edificio, situato nell’area di sviluppo urbano di King’s Cross a Londra, rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi mai realizzati da Google in Europa. Secondo l’azienda, diversi team di DeepMind e altre divisioni tecnologiche inizieranno a trasferirsi nella struttura a partire dall’estate, trasformando il complesso in uno dei principali centri mondiali dedicati alla ricerca e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Il nome Platform 37 deriva direttamente dalla trentasettesima mossa eseguita dal sistema AlphaGo durante la seconda partita della storica sfida contro Lee Sedol nel marzo del 2016. AlphaGo, sviluppato dai ricercatori di DeepMind, era il primo sistema di intelligenza artificiale progettato per affrontare giocatori professionisti nel gioco del Go, un antico gioco strategico originario dell’Asia orientale noto per la sua enorme complessità combinatoria. A differenza degli scacchi, il Go presenta un numero di configurazioni possibili talmente elevato da rendere inefficaci i metodi tradizionali basati su brute force, costringendo i ricercatori a sviluppare nuove tecniche di apprendimento automatico basate su reti neurali profonde e apprendimento per rinforzo.

Durante quella partita, AlphaGo effettuò una mossa considerata altamente atipica dal punto di vista strategico. La mossa 37, eseguita in una posizione del tabellone raramente scelta dai giocatori professionisti, apparve inizialmente agli osservatori come un errore o un comportamento imprevedibile del sistema. Tuttavia, con il proseguire della partita divenne evidente che quella scelta rappresentava una strategia estremamente sofisticata che contribuì in modo decisivo alla vittoria finale dell’AI. La Move 37 è stata successivamente interpretata come uno dei primi esempi in cui un sistema di intelligenza artificiale ha mostrato una forma di creatività strategica in grado di sorprendere anche i migliori esperti umani del settore.

Secondo Demis Hassabis, quell’evento segnò un punto di svolta nella storia dell’intelligenza artificiale. Hassabis ha più volte sottolineato come la vittoria di AlphaGo abbia rappresentato uno dei momenti simbolici dell’inizio dell’era moderna dell’AI, dimostrando che i sistemi basati su apprendimento profondo e auto-apprendimento potevano affrontare problemi strategici estremamente complessi. La decisione di chiamare la nuova sede Platform 37 è quindi stata interpretata come un omaggio a quel momento storico e come un riferimento alla capacità dell’intelligenza artificiale di generare soluzioni inattese.

Dal punto di vista architettonico, Platform 37 è una struttura di dimensioni eccezionali che si sviluppa parallelamente ai binari ferroviari della zona di King’s Cross. L’edificio ha una lunghezza di circa 330 metri, una misura che supera persino l’altezza di uno dei simboli architettonici più noti della capitale britannica, The Shard, alto circa 310 metri. Proprio per questa caratteristica, la struttura viene talvolta soprannominata informalmente “il grattacielo orizzontale”, un riferimento alla sua estensione lineare piuttosto che verticale.

Il progetto architettonico è stato sviluppato da due figure di primo piano nel panorama internazionale del design urbano: il designer britannico Thomas Heatherwick e l’architetto danese Bjarke Ingels. Entrambi sono noti per approcci progettuali che combinano sostenibilità, integrazione urbana e innovazione architettonica. Nel caso di Platform 37, l’obiettivo era creare un edificio che non fosse soltanto uno spazio per uffici tecnologici, ma un ambiente capace di favorire la collaborazione tra ricercatori, ingegneri e comunità locali.

Il progetto ha avuto una gestazione particolarmente lunga. L’iniziativa era stata infatti annunciata per la prima volta nel 2013, in un momento in cui Google stava consolidando la propria presenza nel settore dell’intelligenza artificiale e aveva da poco acquisito DeepMind. Dopo anni di pianificazione, sviluppo architettonico e lavori di costruzione, l’edificio è ora vicino alla fase finale di completamento. Platform 37 rappresenta inoltre un caso particolare nella strategia immobiliare dell’azienda, poiché si tratta del primo edificio progettato e posseduto direttamente da Google al di fuori degli Stati Uniti.

Uno degli elementi distintivi del progetto è la volontà di aprire parte della struttura alla cittadinanza. All’interno del complesso sarà infatti creato uno spazio pubblico denominato The AI Exchange, progettato come un ambiente di divulgazione scientifica dedicato all’intelligenza artificiale. L’iniziativa permetterà ai visitatori di esplorare applicazioni AI, partecipare a dimostrazioni e conoscere più da vicino le tecnologie sviluppate dai ricercatori dell’azienda. Secondo le informazioni disponibili, questo spazio dovrebbe essere aperto al pubblico entro la fine dell’anno.

La creazione di un centro aperto alla comunità riflette una crescente attenzione da parte delle aziende tecnologiche verso la dimensione sociale e culturale dell’intelligenza artificiale. Man mano che queste tecnologie diventano sempre più diffuse nelle attività economiche e nella vita quotidiana, cresce anche la necessità di promuovere una maggiore comprensione pubblica del loro funzionamento e delle loro implicazioni. In questo senso, Platform 37 non rappresenta soltanto un nuovo campus tecnologico, ma anche un tentativo di costruire un ponte tra il mondo della ricerca avanzata e la società civile.

L’apertura della nuova sede londinese conferma inoltre il ruolo crescente dell’Europa nel panorama globale della ricerca sull’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni Londra è diventata uno dei principali hub tecnologici del continente, attirando investimenti da parte di grandi aziende e startup del settore AI. La presenza di DeepMind, insieme a numerosi istituti accademici e laboratori di ricerca, contribuisce a rafforzare la posizione della città come uno dei poli più importanti per lo sviluppo delle tecnologie intelligenti.

Di Fantasy