L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha inserito l’intelligenza artificiale tra gli strumenti strategici destinati a rafforzare le attività di controllo nel settore valutario, con particolare attenzione al contrasto delle movimentazioni illecite di denaro contante. La misura rientra nella convenzione triennale 2026-2028 sottoscritta con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e prevede l’avvio di progetti pilota basati su sistemi AI per individuare anomalie, schemi sospetti e comportamenti compatibili con attività di riciclaggio o trasferimento irregolare di capitali.
Dal punto di vista tecnologico, il progetto si basa sull’applicazione di tecniche avanzate di data analytics e machine learning ai grandi volumi di dati raccolti nell’ambito delle attività doganali e dei controlli finanziari. L’obiettivo non è sostituire l’attività investigativa degli operatori, ma fornire strumenti in grado di individuare correlazioni difficilmente rilevabili attraverso analisi tradizionali. I modelli possono infatti esaminare grandi quantità di informazioni provenienti da dichiarazioni valutarie, flussi transfrontalieri, controlli precedenti e altri dati amministrativi, generando indicatori di rischio utili per orientare le verifiche sul campo.
L’approccio segue una tendenza già presente in numerose amministrazioni fiscali e doganali internazionali, dove l’intelligenza artificiale viene utilizzata per costruire sistemi di valutazione predittiva del rischio. In questo modello operativo, gli algoritmi non determinano automaticamente l’esistenza di un illecito, ma attribuiscono priorità alle attività ispettive sulla base di probabilità statistiche e pattern comportamentali individuati nei dati. Questo consente di concentrare risorse e controlli sui casi maggiormente sospetti, riducendo al tempo stesso il numero di verifiche inutili sui soggetti a basso rischio.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di trasformazione digitale dell’Agenzia delle Dogane. Negli ultimi anni ADM ha già introdotto strumenti basati su algoritmi e computer vision per il contrasto alla contraffazione delle merci e per l’analisi automatizzata dei flussi commerciali. Tra i progetti più recenti figura Autentica 2.0, sviluppato insieme a Sogei, che utilizza tecniche di riconoscimento delle immagini per stimare la probabilità che un prodotto sia contraffatto durante le operazioni di controllo in porti e aeroporti. L’estensione dell’uso dell’AI al settore valutario rappresenta quindi un’evoluzione di una strategia tecnologica già avviata all’interno dell’amministrazione.
Per sostenere questo processo, l’Agenzia ha avviato anche un rafforzamento delle competenze interne attraverso l’assunzione di figure specializzate in discipline quantitative e tecnologiche. Tra i profili ricercati figurano ingegneri, matematici e fisici destinati allo sviluppo di strumenti analitici avanzati e all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi operativi dell’ente. Parallelamente proseguiranno le attività di formazione del personale sulle tecnologie digitali e sulle metodologie di analisi dei dati.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la capacità dei sistemi AI di operare in contesti caratterizzati da enormi volumi informativi. Le moderne attività doganali producono infatti una quantità crescente di dati provenienti da operazioni commerciali, dichiarazioni, controlli documentali e movimentazioni finanziarie. L’analisi manuale di tali informazioni risulta sempre più complessa, mentre gli algoritmi possono individuare rapidamente anomalie statistiche, relazioni nascoste e variazioni rispetto ai comportamenti considerati normali. Questo consente di migliorare la tempestività delle attività di prevenzione e di rafforzare il contrasto ai fenomeni illeciti.
L’adozione dell’intelligenza artificiale sarà comunque accompagnata da procedure di governance, supervisione e controllo conformi alla normativa europea. ADM ha precisato che l’utilizzo degli algoritmi avverrà all’interno di un percorso graduale caratterizzato da responsabilizzazione degli operatori, tutela della privacy e trasparenza nell’impiego dei dati. In linea con i principi dell’AI Act europeo, i sistemi AI avranno una funzione di supporto alle attività di analisi e valutazione del rischio, mentre le decisioni amministrative continueranno a rimanere sotto il controllo delle strutture competenti e del personale autorizzato.
L’iniziativa rappresenta uno dei più significativi esempi di applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico italiano e mostra come le tecnologie di analisi predittiva stiano progressivamente diventando parte integrante delle attività di controllo, monitoraggio e prevenzione svolte dalle amministrazioni che operano nei settori fiscali, doganali e finanziari.
