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L’AI & Big Data Show 2026, ospitato al COEX di Seul, ha mostrato un’evoluzione ormai concreta dell’intelligenza artificiale applicata ai processi industriali, alla mobilità, alla collaborazione aziendale, al fitness connesso e alle interfacce XR. Il filo conduttore dell’evento è stato il passaggio dall’AI come tecnologia dimostrativa all’AI come componente integrata in piattaforme operative, dispositivi fisici e servizi già utilizzabili in ambienti reali.

Samsung SDS ha presentato una visione centrata sull’AX, cioè sulla trasformazione aziendale guidata dall’intelligenza artificiale. Il caso dimostrativo più immediato è stato quello dell’agente AI “Song Deok-sam”, costruito come nuovo dipendente virtuale per mostrare come un sistema generativo possa supportare attività d’ufficio, elaborazione delle informazioni, assistenza ai processi e interazione con strumenti aziendali. La dimostrazione si inserisce nella strategia di Samsung SDS per portare l’AI generativa dentro ambienti enterprise, dove il valore non dipende solo dalla qualità della risposta del modello, ma dalla capacità di collegarsi ai dati interni, ai flussi di lavoro e ai sistemi già usati dalle organizzazioni.

In questo contesto, la piattaforma FabriX rappresenta il componente di integrazione dei dati e delle applicazioni aziendali. Il suo ruolo è collegare fonti informative distribuite e renderle utilizzabili nei processi operativi attraverso funzioni AI. Per imprese pubbliche, manifatturiere e finanziarie, questo tipo di architettura è rilevante perché permette di passare da un uso isolato dei modelli generativi a un utilizzo contestuale, dove l’AI lavora su documenti, procedure, knowledge base e dati interni. La piattaforma non è quindi un semplice chatbot, ma un’infrastruttura per orchestrare l’accesso alle informazioni aziendali e trasformarle in supporto operativo.

Accanto a FabriX, Samsung SDS ha mostrato Brity Works, una soluzione di collaborazione che applica l’intelligenza artificiale a scenari quotidiani di lavoro. Le funzioni di traduzione simultanea, interpretazione in tempo reale e sintesi delle riunioni puntano a ridurre il carico manuale legato alla comunicazione, alla verbalizzazione e alla condivisione delle informazioni. In un ambiente aziendale distribuito, questi strumenti diventano particolarmente utili perché possono trasformare conversazioni, meeting e scambi multilingue in contenuti strutturati, riutilizzabili e integrabili nei processi successivi.

Un’altra area applicativa emersa dall’evento è quella del fitness intelligente. Alicepro ha presentato HAPTREX, una soluzione AI per l’allenamento che combina regolazione digitale del carico, controllo automatico della sicurezza e coaching personalizzato. Il sistema consente di modificare il peso tramite interfaccia touch, evitando la sostituzione manuale dei dischi, e interviene automaticamente in presenza di condizioni di rischio. Questo elemento è tecnicamente importante perché sposta l’attrezzo da una logica meccanica tradizionale a una logica controllata da sensori, software e analisi del comportamento dell’utente.

HAPTREX integra anche funzioni di AI coaching per analizzare la prestazione e adattare l’allenamento. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non serve solo a produrre raccomandazioni generiche, ma a interpretare dati sull’esecuzione, sul carico e sulla progressione fisica. La direzione è quella di una palestra connessa in cui l’attrezzatura diventa parte di un sistema di monitoraggio continuo, capace di combinare sicurezza, personalizzazione e misurazione delle performance.

Sul fronte della mobilità autonoma, SWM ha mostrato un robotaxi commerciale già operativo nell’area di Gangnam e Seocho, a Seul, durante le ore notturne dei giorni feriali. Il servizio è accessibile tramite l’app Kakao T e ha superato le 10.000 corse cumulative, un dato significativo perché indica una fase di sperimentazione avanzata basata su interazioni reali con utenti, traffico urbano e condizioni operative variabili. Per i sistemi di guida autonoma, la raccolta di dati in ambiente urbano è un passaggio essenziale: consente di affinare percezione, pianificazione del percorso, gestione degli imprevisti e interazione con pedoni, veicoli e infrastrutture stradali.

La presenza del robotaxi SWM mostra anche come l’AI fisica stia entrando in servizi di mobilità concreta. Rispetto a una dimostrazione in circuito chiuso, un servizio richiamabile tramite una piattaforma di mobilità come Kakao T richiede integrazione con prenotazione, localizzazione, gestione della flotta, interfacce utente e monitoraggio operativo. L’autonomia non è quindi solo una funzione del veicolo, ma un sistema complesso che combina software di guida, sensori, infrastruttura cloud, supervisione e servizi digitali per l’utente finale.

L’area XR dell’evento ha evidenziato invece la maturazione degli smart glasses come interfacce leggere per l’accesso a contenuti digitali. Nel percorso espositivo erano presenti dispositivi come Meta Ray-Ban, Galaxy XR e XREAL One Pro, accomunati da un obiettivo tecnico ormai chiaro: ridurre la distanza tra occhiali tradizionali e dispositivi immersivi. Il miglioramento del design, del peso e dell’indossabilità è un fattore decisivo, perché la diffusione degli occhiali intelligenti dipende meno dall’effetto dimostrativo e più dalla possibilità di usarli per periodi prolungati senza percepirli come dispositivi ingombranti.

La combinazione tra AI, XR e dispositivi indossabili apre scenari applicativi che vanno dalla traduzione visiva all’assistenza contestuale, dalla visualizzazione di informazioni operative alla collaborazione remota. Tuttavia, il valore reale degli smart glasses dipenderà dalla qualità dell’integrazione tra hardware, modelli AI, riconoscimento dell’ambiente, audio, display e servizi cloud. La sfida non è soltanto mostrare contenuti davanti agli occhi dell’utente, ma fornire informazioni pertinenti, tempestive e utilizzabili senza interrompere l’attività principale.

L’AI & Big Data Show 2026 conferma quindi una tendenza precisa: l’intelligenza artificiale sta uscendo dai soli ambienti software per diventare componente integrata di piattaforme aziendali, macchine per l’allenamento, veicoli autonomi e dispositivi indossabili. La trasformazione non riguarda solo la presenza di modelli generativi, ma l’integrazione dell’AI in architetture complete, dove dati, sensori, interfacce, automazione e servizi cloud lavorano insieme. È in questa convergenza tra AI enterprise, physical AI e XR che si sta formando la nuova fase dell’innovazione applicata.

Di Fantasy