Immagine AI

inMOLA ha lanciato Pulse, una piattaforma di marketing intelligence progettata per analizzare la visibilità, la reputazione e il posizionamento di dirigenti, professionisti e personal brand. Il sistema raccoglie segnali provenienti da media, motori di ricerca, social network e assistenti di intelligenza artificiale, confronta il profilo con un gruppo di figure concorrenti o comparabili e restituisce una sequenza ordinata di interventi consigliati. Secondo l’azienda, la configurazione iniziale richiede meno di una settimana.

La piattaforma nasce dalla crescente importanza dei sistemi di risposta generativa nella costruzione della reputazione online. Clienti, investitori, giornalisti e potenziali partner non cercano più informazioni esclusivamente attraverso i risultati tradizionali, ma interrogano strumenti come ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity, che sintetizzano autonomamente fonti diverse. Pulse cerca di rendere osservabile questo livello informativo, misurando con quale frequenza una persona compare nelle risposte, quale posizione le viene attribuita e quali elementi ne influenzano la rappresentazione.

Il prodotto non si limita quindi al monitoraggio delle citazioni o delle menzioni online. L’obiettivo dichiarato è trasformare dati frammentati in decisioni operative, indicando quali temi rafforzare, quali lacune informative correggere, quali canali privilegiare e quali attività possano migliorare la riconoscibilità del profilo rispetto ai concorrenti. Questa impostazione distingue Pulse dagli strumenti di analytics tradizionali, che descrivono prevalentemente ciò che è già accaduto senza necessariamente stabilire quale azione intraprendere successivamente.

Pulse applica ai singoli professionisti gli algoritmi utilizzati dalla piattaforma inMOLA, composta da 64 moduli collegati dedicati a brand, SEO, campagne a pagamento, relazioni pubbliche, competitive intelligence e visibilità nei sistemi AI. I dati vengono consolidati in un unico livello di valutazione, attraverso il quale il sistema assegna punteggi, confronta il soggetto con un insieme di riferimento e ordina le raccomandazioni in base alla loro rilevanza strategica.

Il confronto con un peer set è una componente importante del prodotto, perché la visibilità assoluta fornisce indicazioni limitate se non viene rapportata al contesto competitivo. Un dirigente può comparire frequentemente nei media ma risultare meno riconoscibile di altri leader dello stesso settore nelle risposte generate dai modelli linguistici, oppure essere associato a temi non coerenti con il posizionamento desiderato. Pulse cerca di individuare queste differenze e tradurle in priorità operative.

L’analisi comprende quattro aree principali: reputazione, visibilità, andamento della crescita e presenza nelle notizie di settore. La piattaforma osserva come queste dimensioni cambiano nel tempo e mira a segnalare non soltanto la posizione attuale, ma anche eventuali miglioramenti, perdite di rilevanza o opportunità emergenti.

L’interesse per la visibilità nei sistemi generativi deriva dal modo in cui questi strumenti selezionano e combinano le informazioni. Le risposte degli assistenti AI non corrispondono a una semplice graduatoria di pagine web e possono privilegiare fonti considerate autorevoli, ricorrenti o semanticamente coerenti con la domanda. Un professionista potrebbe quindi disporre di un sito ben indicizzato e di una presenza social significativa, ma essere rappresentato in modo incompleto o marginale nelle sintesi generate dai modelli.

Pulse tenta di misurare questa distanza tra l’identità pubblica che una persona intende costruire e quella ricostruita dai sistemi automatici. La piattaforma può, per esempio, rilevare che un dirigente è associato soprattutto al nome della propria azienda ma non alle competenze per le quali desidera essere riconosciuto, oppure che un concorrente compare più frequentemente nelle risposte relative a uno specifico argomento. Il valore operativo dipende dalla capacità del sistema di collegare queste osservazioni a interventi verificabili su contenuti, relazioni pubbliche, presenza editoriale e autorevolezza delle fonti.

Il prodotto si inserisce nella gamma inMOLA insieme a Core, destinato alle imprese, Spark per le piccole e medie aziende e Index, orientato alla produzione di classifiche pubbliche. La piattaforma complessiva è disponibile in più di dieci lingue e viene gestita da Bester Media, con sede principale a Istanbul e una presenza operativa a New York.

inMOLA presenta il proprio sistema come un livello collocato sopra gli strumenti già utilizzati dalle aziende, tra cui analytics, CRM, social media, advertising, SEO e piattaforme di pubbliche relazioni. Non sostituisce necessariamente queste applicazioni, ma ne aggrega i dati per valutare le prestazioni rispetto agli obiettivi e produrre raccomandazioni prioritarie.

Questo approccio riflette un cambiamento più ampio nel mercato del marketing software. Molte piattaforme raccolgono grandi quantità di metriche, ma lasciano ai responsabili il compito di interpretare dashboard separate e stabilire quali attività abbiano maggiore urgenza. I motori decisionali cercano invece di aggiungere un livello prescrittivo, passando dalla descrizione dei risultati alla selezione delle azioni successive.

Nel caso dei personal brand, il problema è reso più complesso dalla combinazione di fonti controllabili e non controllabili. Un dirigente può modificare il proprio sito, i profili social e i contenuti pubblicati direttamente, ma non può determinare in modo immediato quali articoli, citazioni o documenti vengano considerati più attendibili dai motori generativi. Una piattaforma di questo tipo può quindi fornire indicazioni, ma non garantisce che un intervento produca automaticamente una variazione nelle risposte AI.

La valutazione tecnica di Pulse richiederà inoltre maggiore trasparenza sui metodi di misurazione. Le informazioni pubbliche non specificano quante interrogazioni vengano eseguite sui diversi assistenti, con quale frequenza vengano ripetute, come vengano gestite la variabilità delle risposte e la personalizzazione, né quale peso venga attribuito ai singoli canali. Questi aspetti sono essenziali perché i modelli generativi possono restituire risultati differenti in base alla formulazione della domanda, alla versione utilizzata, alla localizzazione e agli aggiornamenti delle fonti.

Anche la composizione del gruppo di confronto può influire notevolmente sui punteggi. Il confronto con concorrenti scelti dall’utente, selezionati automaticamente o appartenenti a mercati differenti può produrre valutazioni molto diverse. Per rendere le raccomandazioni realmente utilizzabili, sarà quindi importante conoscere i criteri con cui vengono individuati i peer, normalizzati i dati e separati i segnali significativi dalle normali oscillazioni delle piattaforme.

Pulse rappresenta comunque un tentativo di applicare la marketing intelligence a un’area ancora poco strutturata: la presenza delle persone nel cosiddetto answer layer, il livello in cui gli utenti ricevono una risposta sintetica senza consultare direttamente le fonti. In questo contesto, la reputazione non dipende più soltanto dalla posizione raggiunta nei risultati di ricerca, ma dalla capacità di essere riconosciuti, descritti correttamente e associati a competenze specifiche dai sistemi che generano le risposte.

Il valore della piattaforma dipenderà dalla qualità dei dati raccolti e dalla precisione con cui le raccomandazioni riusciranno a distinguere correlazioni generiche da interventi realmente efficaci. Se questo passaggio sarà sufficientemente solido, Pulse potrà offrire a dirigenti e professionisti una lettura più concreta della propria presenza digitale, evitando che la visibilità nei sistemi AI rimanga un indicatore difficile da osservare e gestire.

Di Fantasy