Il Consiglio comunale di Colleferro, in provincia di Roma, ha approvato il progetto per la realizzazione di un grande data center destinato principalmente ai carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. L’infrastruttura, proposta dalla società romana Cobra Green Hyperscale, controllata da Tendercapital, dovrebbe sorgere su un’area di circa 76 ettari compresa tra l’autostrada A1, la via Casilina e la linea ferroviaria ad alta velocità, a circa tre chilometri dal centro logistico Amazon presente nella zona. La potenza elettrica assegnata da Terna raggiunge i 150 MW, una capacità che colloca il progetto nella categoria degli hyperscale data center e che consentirebbe al campus di supportare operatori cloud di grandi dimensioni.
Il complesso prevede circa 57.800 metri quadrati di superfici coperte e una configurazione pensata per ospitare infrastrutture computazionali ad alta densità, particolarmente adatte alle esigenze dei sistemi di intelligenza artificiale, che richiedono grandi quantità di potenza elettrica, capacità di raffreddamento e connessioni di rete ad elevatissime prestazioni. Secondo il Comune, i 150 MW disponibili renderebbero il campus uno dei più potenti in Italia e il più grande progetto di questo tipo nel Centro Italia, con caratteristiche compatibili con le necessità dei principali hyperscaler internazionali.
Una parte dell’energia dovrebbe essere prodotta direttamente all’interno dell’area attraverso impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 34 MW, mentre il restante fabbisogno elettrico dovrebbe essere coperto anche attraverso Power Purchase Agreement con produttori di energia da fonti rinnovabili. Il progetto affronta inoltre uno dei principali problemi operativi dei grandi centri di calcolo, quello del raffreddamento dei server, attraverso un sistema sviluppato con Mitsubishi Electric basato su un circuito chiuso, sul ricircolo dell’acqua e sull’utilizzo delle acque meteoriche, con l’obiettivo di limitare il prelievo idrico necessario al funzionamento dell’infrastruttura.
Anche l’alimentazione di emergenza è stata progettata con una configurazione specifica: invece dei tradizionali gruppi elettrogeni alimentati attraverso grandi depositi locali di combustibile, sono previsti generatori a gas realizzati con il coinvolgimento di AB Energy, collegati all’infrastruttura di approvvigionamento di Società Gasdotti Italia. Questa soluzione dovrebbe permettere di garantire la continuità operativa del data center senza realizzare sistemi di stoccaggio del gas all’interno del campus.
Per la connettività, elemento essenziale per una struttura hyperscale, Sparkle ha progettato il collegamento alla propria rete fotonica nazionale. La presenza di dorsali di telecomunicazione nelle vicinanze rappresenta uno dei fattori che hanno favorito la scelta di Colleferro, perché un data center destinato ad applicazioni AI e cloud deve poter trasferire enormi quantità di dati con elevata capacità, latenze ridotte e percorsi di rete ridondanti. Il progetto architettonico è stato invece affidato allo studio Lombardini22 di Milano.
L’amministrazione comunale aveva avviato già nella precedente consiliatura un bando internazionale finalizzato ad attirare sul territorio investimenti nel settore dei data center, dei supercomputer e dei servizi digitali avanzati. Il progetto approvato rappresenta uno dei risultati di quella strategia e potrebbe avviare la trasformazione di Colleferro in un polo infrastrutturale per il calcolo ad alte prestazioni e per l’intelligenza artificiale, sfruttando contemporaneamente disponibilità energetica, collegamenti stradali e ferroviari e prossimità alle principali dorsali di telecomunicazione.
Sul piano occupazionale, durante la realizzazione del campus potrebbero essere presenti mediamente circa 700 lavoratori contemporaneamente, mentre a regime vengono indicati circa 220 posti di lavoro diretti e un numero analogo di occupati indiretti. Il Comune e la società proponente prevedono inoltre programmi di collaborazione con le scuole del territorio, finalizzati alla formazione delle competenze tecniche necessarie per alcune delle future assunzioni legate alla gestione dell’infrastruttura.
L’approvazione comunale ha però riaperto anche il confronto sull’impatto ambientale del progetto, particolarmente sensibile in un territorio come la Valle del Sacco. Comitati locali hanno chiesto ulteriori valutazioni sui rischi collegati alla dimensione dell’impianto, al consumo di suolo, all’utilizzo delle risorse energetiche e idriche e alle infrastrutture necessarie per sostenerne il funzionamento. L’amministrazione sostiene che le tecnologie previste per raffreddamento, recupero dell’acqua, produzione fotovoltaica e alimentazione di emergenza permettano di ridurre significativamente l’impatto operativo rispetto a configurazioni di data center meno recenti.
Il voto del Consiglio comunale non conclude comunque l’iter autorizzativo. Il progetto deve affrontare l’ultima fase delle procedure previste, che coinvolge anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; secondo le stime comunali, questa fase potrebbe richiedere tra tre e sei mesi e, completate le autorizzazioni, l’apertura dei primi cantieri sarebbe possibile nel corso del 2027.
La scala dell’infrastruttura rende il progetto di Colleferro significativo anche nel quadro della crescita dei data center italiani destinati all’intelligenza artificiale: una disponibilità elettrica di 150 MW, sistemi di raffreddamento a circuito chiuso, 34 MW di fotovoltaico e collegamento alla rete fotonica nazionale configurano infatti un campus pensato fin dall’origine per sostenere grandi installazioni di calcolo accelerato, nelle quali migliaia di GPU e altri acceleratori possono essere utilizzati per addestramento, inferenza e servizi cloud AI ad alta intensità computazionale.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
