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ByteDance ha raggiunto un accordo con la Motion Picture Association, l’organizzazione che rappresenta una parte rilevante dell’industria cinematografica statunitense, per rafforzare le protezioni applicate ai propri modelli di generazione video e immagini Seedance e Seedream. L’intesa riguarda in particolare la riproduzione non autorizzata di personaggi cinematografici e televisivi, scene riconoscibili, volti di attori e altre proprietà intellettuali protette, e prevede un aggiornamento continuo delle misure di sicurezza man mano che evolvono le capacità dei sistemi generativi.

L’accordo arriva dopo mesi di tensioni tra ByteDance e Hollywood. Nel febbraio 2026 la Motion Picture Association aveva inviato alla società una diffida relativa alla possibilità che Seedance producesse contenuti capaci di imitare personaggi famosi di film e serie televisive e di riprodurre l’aspetto di attori e celebrità senza autorizzazione. Le contestazioni erano aumentate con Seedance 2.0, dopo la diffusione sui social network di video generati dall’AI che imitavano scene e personaggi hollywoodiani e mostravano, tra gli altri, figure riconducibili a Tom Cruise e Brad Pitt. Anche Disney e Netflix avevano chiesto a ByteDance di intervenire sulle capacità del modello considerate problematiche dal punto di vista del copyright e dei diritti sull’immagine.

ByteDance ha successivamente introdotto protezioni più restrittive nella versione Seedance 2.5. Il modello dispone ora di filtri e meccanismi progettati per impedire la generazione non autorizzata di contenuti che imitano film, personaggi protetti o l’immagine di attori famosi. Le nuove misure non riguardano soltanto il testo del prompt, ma intervengono anche sul risultato prodotto dal modello, consentendo al sistema di valutare se l’output appena generato presenti elementi potenzialmente riconducibili a proprietà intellettuali protette e, in quel caso, impedirne la consegna all’utente.

Un test indipendente condotto dalla startup VN, specializzata nella valutazione dei rischi di violazione del copyright da parte dei modelli generativi, ha rilevato un miglioramento consistente. Circa l’80% dei prompt che chiedevano esplicitamente la produzione di contenuti protetti da copyright è stato bloccato da Seedance 2.5. Nei test in cui veniva fornita direttamente un’immagine protetta e veniva chiesto al modello di trasformarla in un video, la generazione è stata invece impedita nel 100% dei casi esaminati.

Le protezioni restano tuttavia aggirabili in alcune situazioni. VN ha rilevato che evitando di citare direttamente il nome di un personaggio o il titolo di un film e formulando invece la richiesta attraverso descrizioni indirette, il modello può ancora produrre risultati visivamente simili ad alcuni personaggi molto conosciuti. Il problema mette in evidenza un limite tecnico dei sistemi basati esclusivamente sul riconoscimento di parole o riferimenti espliciti nel prompt: un modello può comprendere descrizioni semantiche equivalenti e generare un risultato riconoscibile anche quando l’utente non utilizza nomi protetti.

Seedance 2.5 sembra proprio cercare di superare questo limite attraverso un controllo applicato anche dopo la fase generativa. Invece di respingere sistematicamente una richiesta sulla base delle sole parole utilizzate dall’utente, il sistema può generare internamente un risultato e sottoporlo successivamente a una verifica, bloccandolo qualora presenti caratteristiche considerate incompatibili con le regole sulla proprietà intellettuale. Questa architettura consente di mantenere una maggiore libertà nella comprensione dei prompt senza rinunciare a un secondo livello di controllo sull’output effettivamente prodotto.

Il problema non riguarda soltanto Seedance. L’accordo con la Motion Picture Association comprende anche Seedream, il modello di ByteDance dedicato alla generazione di immagini, e assume una portata più ampia perché queste tecnologie vengono utilizzate all’interno di diversi servizi dell’azienda. Seedance e Seedream sono infatti integrate o impiegate in prodotti come TikTok, CapCut e Dreamina, facendo sì che eventuali modifiche ai sistemi di filtraggio possano avere effetti su una base di distribuzione molto più ampia rispetto all’utilizzo diretto dei singoli modelli.

ByteDance ha dichiarato di utilizzare misure di trasparenza e sistemi di sicurezza per impedire l’uso non autorizzato della proprietà intellettuale e di voler continuare a rafforzare queste protezioni insieme alla comunità dei creatori. L’accordo con la MPA formalizza quindi un rapporto di cooperazione tra il produttore dei modelli e i titolari dei contenuti, con l’obiettivo di aggiornare progressivamente i sistemi di protezione anziché affidarsi a un’unica serie statica di filtri.

Il passaggio a Seedance 2.5 mostra anche come il controllo del copyright nei modelli generativi stia diventando un problema tecnico distinto dalla semplice moderazione dei prompt. Per impedire la riproduzione di proprietà intellettuali protette non basta riconoscere il nome di un film, di un attore o di un personaggio, perché una richiesta può essere formulata descrivendone indirettamente l’aspetto o le caratteristiche. Le nuove protezioni di ByteDance cercano per questo di intervenire sia sulla richiesta iniziale sia sull’output prodotto, costruendo un sistema nel quale il controllo viene effettuato lungo più punti del processo di generazione.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy