Alibaba ha deciso di cedere Lingxi Games, una delle sue principali attività nel settore videoludico, a Trustar Capital nell’ambito della riorganizzazione con cui il gruppo sta concentrando risorse e investimenti sui settori considerati strategici, in particolare intelligenza artificiale, cloud ed e-commerce. L’accordo è stato comunicato internamente da Lingxi Games il 17 agosto, mentre non sono stati resi noti né il valore finale della transazione né le condizioni economiche dettagliate. Le valutazioni circolate in precedenza indicavano tuttavia per Lingxi Games una possibile valorizzazione superiore a 1,5 miliardi di dollari, pari a circa 2.000 miliardi di won.
Il CEO di Lingxi Games, Zhou Bingshu, ha spiegato ai dipendenti che Alibaba ha scelto di affidare la società a Trustar Capital per potersi concentrare sulle proprie priorità strategiche. La cessione rientra quindi in un processo più ampio di dismissione degli asset considerati non centrali rispetto alla nuova struttura industriale del gruppo. Alibaba sta riducendo progressivamente la propria esposizione a settori periferici rispetto alle attività principali, liberando capitale e capacità manageriale da destinare soprattutto alle infrastrutture cloud e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
La riorganizzazione è stata accelerata sotto la guida del CEO Eddie Wu, che ha indicato AI e cloud come i due principali motori di crescita futura dell’azienda. Alibaba ha fissato anche un obiettivo particolarmente ambizioso: portare entro cinque anni i ricavi annuali collegati all’intelligenza artificiale a circa 100 miliardi di dollari, equivalenti a circa 141.000 miliardi di won. Per sostenere questa strategia il gruppo ha già iniziato a ridurre la presenza in altri settori, cedendo attività considerate non essenziali rispetto alla nuova direzione tecnologica.
Tra gli asset già dismessi figurano Sun Art Retail, una delle principali attività di Alibaba nella grande distribuzione organizzata, e la catena di grandi magazzini Intime Retail. La vendita di Lingxi Games prosegue quindi la stessa logica, ma riguarda questa volta un’attività che aveva ottenuto risultati significativi e rappresentava una delle iniziative più consolidate del gruppo nel gaming. La decisione mostra quanto Alibaba stia cercando di ridurre anche attività redditizie quando non risultano direttamente collegate ai settori sui quali intende concentrare la crescita futura.
Parallelamente alla vendita degli asset non strategici, Alibaba sta aumentando rapidamente gli investimenti nei propri modelli di intelligenza artificiale. Nel mese di agosto l’azienda ha presentato Qwen3.8-Max, indicato come il modello proprietario di maggiori dimensioni realizzato fino a questo momento, rafforzando ulteriormente la famiglia Qwen e il tentativo di competere direttamente con i principali sviluppatori globali di modelli avanzati. Le risorse finanziarie e organizzative liberate attraverso operazioni come la vendita di Lingxi Games potrebbero quindi essere riallocate proprio verso AI e infrastrutture cloud.
Lingxi Games rappresenta comunque una parte importante della storia recente di Alibaba nel settore dei videogiochi. Il marchio è stato costituito ufficialmente nel 2019, ma la sua origine risale anche alle attività di Ejoy, società acquisita da Alibaba nel 2017. Nel tempo Lingxi Games ha sviluppato una propria struttura produttiva composta da studi interni e piattaforme dedicate, tra cui Jiuyou e Zaoyimao, costruendo un ecosistema destinato allo sviluppo e alla distribuzione dei videogiochi del gruppo.
Uno dei titoli più importanti dell’azienda è stato il gioco strategico mobile sviluppato insieme alla giapponese Koei Tecmo Holdings e basato sull’universo dei Tre Regni. Il titolo, costruito intorno a battaglie strategiche multiplayer con numerosi utenti contemporaneamente, è diventato una delle principali fonti di ricavo di Lingxi Games e uno dei prodotti che hanno contribuito maggiormente alla crescita della divisione. La vendita non riguarda quindi una struttura ancora sperimentale, ma una società dotata di proprietà operative consolidate e di un portafoglio di giochi già affermato.
La scelta di Alibaba si inserisce inoltre in un movimento più ampio che interessa le grandi piattaforme tecnologiche cinesi. Anche ByteDance ha recentemente ridimensionato la propria presenza diretta nel gaming, cedendo MoonTon, lo studio di Shanghai conosciuto soprattutto per Mobile Legends, a Savvy Games Group, società sostenuta dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita. Il valore di quell’operazione ha superato i 6 miliardi di dollari, mostrando come alcune delle principali aziende internet cinesi stiano riorganizzando attività videoludiche costruite durante la fase di forte espansione degli anni precedenti.
Per Alibaba la vendita di Lingxi Games assume però soprattutto il significato di una riallocazione delle risorse. Il gruppo sta progressivamente riducendo il numero di attività che devono competere per capitale e investimenti interni, mentre aumenta la priorità assegnata allo sviluppo dei modelli Qwen, ai servizi cloud e alle infrastrutture necessarie per distribuirli. L’obiettivo dichiarato di raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi annuali collegati all’AI entro cinque anni rende questa riorganizzazione uno degli elementi centrali della strategia industriale dell’azienda.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
