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Google ha esteso Gemini in Chrome a tutti gli utenti Android negli Stati Uniti, portando direttamente nel browser mobile l’assistente basato sull’intelligenza artificiale. Dal 18 agosto 2026 Gemini può quindi essere utilizzato nell’intera base statunitense di Chrome su Android, mentre Auto Browse, la funzione agentica progettata per eseguire attività sul Web per conto dell’utente, viene resa disponibile anche sugli smartphone agli abbonati Google AI Pro e Google AI Ultra. Il rilascio avviene in modo graduale, quindi alcune funzioni possono non essere immediatamente visibili anche sugli account che soddisfano i requisiti.

Gemini in Chrome è integrato direttamente nell’esperienza di navigazione e può essere richiamato tramite l’icona Gemini oppure dal menu con i tre punti nella barra superiore di Chrome. L’assistente può riassumere contenuti lunghi, rispondere a domande relative alla pagina visualizzata e utilizzare informazioni provenienti dalle applicazioni Google collegate, tra cui Calendar e Keep, riducendo la necessità di passare continuamente da una scheda o da un’applicazione all’altra. Su Android sono disponibili anche funzioni di generazione e modifica delle immagini attraverso Nano Banana, permettendo di intervenire sui contenuti visuali direttamente durante l’utilizzo dello smartphone.

Auto Browse introduce invece un livello operativo diverso rispetto alla normale assistenza contestuale di Gemini. La funzione può eseguire attività Web composte da più passaggi, scegliendo e utilizzando autonomamente i siti necessari per completare la richiesta. Tra gli esempi indicati rientrano la prenotazione di un parcheggio in occasione di un evento, la modifica di un ordine online ricorrente oppure l’organizzazione delle attività necessarie per un viaggio. Fino a questo aggiornamento Auto Browse era disponibile esclusivamente nella versione desktop di Chrome; l’estensione ad Android trasferisce quindi anche sui dispositivi mobili la componente agentica del browser.

Quando l’utente assegna un’attività, Gemini prepara innanzitutto un piano operativo. Prima dell’esecuzione è possibile verificare il piano, controllare il contesto delle pagine interessate e le eventuali informazioni personali che saranno utilizzate, quindi autorizzare esplicitamente l’avvio dell’attività. Una volta iniziata l’esecuzione, Gemini decide quali siti utilizzare e Chrome mostra un’apposita icona Auto Browse nella scheda sulla quale l’agente sta operando. L’utente mantiene il controllo durante l’intera procedura: può intervenire manualmente in qualsiasi momento, riprendere direttamente la navigazione, restituire successivamente il controllo all’agente oppure interrompere definitivamente il processo.

L’agente può lavorare anche sui siti nei quali l’utente ha già effettuato l’accesso e, quando necessario per portare a termine il compito, può utilizzare informazioni provenienti dalle applicazioni Google collegate. Questi dati possono essere condivisi con i siti visitati quando ciò risulta necessario all’esecuzione della richiesta. Attraverso un’autorizzazione separata Auto Browse può inoltre accedere ai siti utilizzando le credenziali salvate in Google Password Manager; secondo Google, le password memorizzate non vengono tuttavia condivise direttamente con Gemini.

Le operazioni considerate sensibili prevedono ulteriori passaggi di verifica. Auto Browse è progettato per fermarsi e richiedere la revisione o la conferma dell’utente prima di procedere, ad esempio, con l’invio di comunicazioni, la compilazione e l’invio di moduli Web, la pianificazione di eventi oppure l’accesso a siti che contengono informazioni finanziarie o sanitarie. In altre situazioni l’agente può trasferire completamente il controllo all’utente, come durante la finalizzazione di determinate transazioni o l’accettazione di termini di servizio. Il sistema rifiuta inoltre specifiche categorie di attività vietate e limita l’operatività ai siti e alle azioni pertinenti al compito assegnato.

Auto Browse rimane per il momento una funzione riservata agli account personali Google AI Pro e Google AI Ultra. Per utilizzarla è necessario avere almeno 18 anni, trovarsi negli Stati Uniti e avere impostato l’inglese come lingua del dispositivo; la funzione non è disponibile durante la navigazione in modalità Incognito. Sono previsti anche limiti giornalieri differenti in base all’abbonamento: Google AI Pro consente fino a 20 richieste giornaliere relative ad attività multi-step, mentre Google AI Ultra porta il limite fino a 200 richieste al giorno. Esistono inoltre restrizioni sul numero di attività che possono essere eseguite contemporaneamente.

La componente di sicurezza è particolarmente rilevante perché un agente capace di leggere pagine e compiere azioni direttamente sul Web è esposto anche agli attacchi di indirect prompt injection. In questo scenario istruzioni malevole possono essere nascoste all’interno del contenuto di una pagina con l’obiettivo di indurre l’agente a compiere operazioni differenti da quelle richieste dall’utente. Google utilizza diversi livelli di protezione, compreso un modello separato definito “user alignment critic”, incaricato di verificare le azioni proposte prima della loro esecuzione, restrizioni sull’origine che limitano l’agente ai siti pertinenti al compito e un classificatore in tempo reale dedicato alla rilevazione delle prompt injection. L’azienda ha inoltre previsto ricompense fino a 20.000 dollari nell’ambito del proprio programma bug bounty per vulnerabilità in grado di superare i confini di sicurezza previsti per le funzioni agentiche.

Google classifica comunque Auto Browse come funzionalità sperimentale e segnala che Gemini in Chrome può commettere errori o comportarsi in maniera inattesa. Tra le possibilità contemplate rientra anche l’esecuzione non prevista di operazioni come un acquisto, mentre le misure di sicurezza implementate non vengono presentate come una garanzia assoluta contro ogni rischio. Per questo motivo l’utente rimane responsabile delle azioni effettuate dall’agente durante un’attività e le fasi di revisione del piano e di conferma delle operazioni sensibili costituiscono elementi centrali del sistema di controllo.

L’arrivo su Android rappresenta l’ultima fase di un rilascio iniziato nel settembre 2025, quando Gemini in Chrome era stato introdotto inizialmente per gli utenti desktop negli Stati Uniti e Google aveva anticipato l’arrivo delle successive funzioni agentiche. Auto Browse è stato quindi reso disponibile sui computer per gli abbonamenti a pagamento prima dell’attuale estensione ai dispositivi mobili. Nel frattempo l’app Gemini ha superato il miliardo di utenti mensili nell’agosto 2026, mentre l’integrazione dell’assistente direttamente in Chrome porta le sue funzioni nel browser utilizzato quotidianamente sui dispositivi Android.

L’estensione mobile mantiene comunque alcune limitazioni geografiche e di piattaforma. Auto Browse non è disponibile nelle chat Live né attraverso Gemini in Chrome su iPhone e iPad; per gli account aziendali e scolastici è inoltre necessaria l’abilitazione da parte dell’amministratore. La versione Android viene inizialmente distribuita agli utenti statunitensi con dispositivo impostato in inglese, mentre la versione desktop di Gemini in Chrome ha già raggiunto ulteriori aree geografiche. Il rollout mobile proseguirà progressivamente sugli account idonei.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy