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Google ha siglato con Fervo Energy un accordo di acquisto di energia elettrica a lungo termine per 396 MW provenienti da un impianto geotermico di nuova generazione in costruzione nello Utah. L’energia sarà prodotta dal Cape Station, situato nella contea di Beaver, e potrebbe essere utilizzata per alimentare i data center che Google sta valutando di realizzare nello Stato. La fornitura dovrebbe iniziare progressivamente dal terzo trimestre del 2028 e il contratto avrà una durata complessiva di 15 anni.

L’accordo prevede che la capacità venga resa disponibile in quattro fasi successive da 99 MW ciascuna. Fervo Energy ha inoltre concesso a Google un’opzione per acquistare altri circa 600 MW di energia geotermica. Se questa possibilità venisse esercitata e seguita da ulteriori contratti, la capacità complessivamente destinata a Google potrebbe arrivare a circa 1 GW entro giugno 2030. Il progetto dei data center nello Utah non è però ancora definitivo e rimane subordinato alla verifica della fattibilità tecnica, all’ottenimento delle autorizzazioni statali e locali e alle condizioni generali di sviluppo dell’investimento.

Cape Station utilizzerà la tecnologia Enhanced Geothermal System, o EGS, un approccio che permette di sfruttare il calore sotterraneo anche in aree nelle quali non sono presenti naturalmente quantità sufficienti di acqua calda o rocce con una permeabilità adeguata. A differenza degli impianti geotermici convenzionali, che dipendono da serbatoi naturali già disponibili nel sottosuolo, un sistema EGS prevede l’iniezione di acqua all’interno di rocce calde profonde per creare nuove fratture o riaprire quelle esistenti, generando così percorsi attraverso i quali il fluido può circolare e trasferire il calore verso la superficie.

Questa configurazione consente di ampliare notevolmente il numero di aree potenzialmente utilizzabili per la produzione geotermica. L’obiettivo è ottenere una fonte elettrica continua che non dipenda dalla presenza di condizioni geologiche favorevoli già esistenti e che possa operare anche in territori dove la geotermia tradizionale non sarebbe economicamente o tecnicamente praticabile. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti considera proprio gli EGS una delle tecnologie capaci di estendere l’utilizzo della geotermia oltre i siti caratterizzati da fluidi naturali abbondanti e da elevata permeabilità del sottosuolo.

La collaborazione tra Google e Fervo Energy era già iniziata nel 2021, quando le due società avevano avviato un progetto per lo sviluppo della geotermia di nuova generazione in Nevada. Da quella collaborazione è nato Project Red, un impianto dimostrativo commerciale entrato in funzione nel 2023. Nel 2024 Fervo e Google hanno inoltre collaborato con NV Energy nell’ambito di un accordo per 115 MW di energia geotermica.

Il nuovo contratto da 396 MW rappresenta un salto significativo in termini di capacità. Fervo Energy lo considera il più grande Power Purchase Agreement mai sottoscritto fino a oggi nel settore degli Enhanced Geothermal Systems. La dimensione dell’accordo riflette la necessità di assicurare fonti di energia più prevedibili e continuative per infrastrutture digitali caratterizzate da consumi crescenti, soprattutto quando si tratta di data center dedicati all’intelligenza artificiale e all’elaborazione ad alte prestazioni.

Le infrastrutture AI richiedono infatti grandi quantità di energia disponibili in modo stabile durante l’intero arco della giornata. Fonti rinnovabili come solare ed eolico mantengono un ruolo importante nella decarbonizzazione dei data center, ma la loro produzione varia in funzione dell’ora del giorno e delle condizioni meteorologiche. La geotermia può invece fornire potenza continuativa per 24 ore, diventando una delle tecnologie considerate per integrare le fonti intermittenti all’interno del mix energetico utilizzato dalle grandi infrastrutture di calcolo.

L’eventuale espansione fino a circa 1 GW dipenderà dall’esercizio dell’opzione aggiuntiva concessa a Google e dalla conclusione dei successivi accordi necessari. Per il momento il contratto vincolante riguarda 396 MW distribuiti in quattro tranche, con avvio previsto nel 2028. Se anche la capacità opzionale venisse attivata, il rapporto tra Google e Fervo passerebbe da una collaborazione nata inizialmente attraverso progetti dimostrativi a una fornitura geotermica su scala comparabile a quella di una grande centrale elettrica.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy