Diversi utenti degli abbonamenti a pagamento di Claude hanno segnalato consumi anomali dei token disponibili sui propri account, con utilizzi registrati anche quando il servizio non veniva effettivamente utilizzato. Anthropic ha collegato almeno una parte degli episodi al possibile impiego di infostealer, malware progettati per sottrarre dai computer informazioni di autenticazione memorizzate nei browser, comprese sessioni di accesso e credenziali. In risposta alle segnalazioni, la società ha invalidato sessioni e autorizzazioni considerate sospette e, in alcuni casi, ha disposto rimborsi agli utenti coinvolti.
Uno dei casi che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda Grant de Swart, consulente indipendente nel settore dell’intelligenza artificiale e abbonato al piano Claude Max 20x da 200 dollari al mese. Il 4 agosto ha rilevato che il consumo dei token continuava ad aumentare nonostante non stesse svolgendo alcuna attività. Il giorno successivo ha disattivato le funzioni collegate al proprio account, fermato i task programmati e interrotto anche le esecuzioni cloud, ma l’utilizzo è comunque cresciuto dal 45% al 55%.
Dopo la segnalazione, Anthropic ha rilevato attività anomale sull’account, lo ha temporaneamente sospeso e ha invalidato tutte le sessioni attive e i token associati a Claude Code. La società ha inoltre riconosciuto a de Swart un rimborso parziale di 44,49 sterline per il periodo residuo dell’abbonamento. Dalle verifiche è emerso che una chiave di sessione Claude sottratta sarebbe stata utilizzata per generare token OAuth Claude Code non autorizzati, successivamente sfruttati per accedere all’account e utilizzare le risorse disponibili per elaborare attività riconducibili a soggetti o servizi esterni. Non è stato però identificato con certezza il percorso attraverso il quale la sessione originaria sarebbe stata compromessa.
Dopo la pubblicazione del caso sono emerse ulteriori segnalazioni su Reddit e GitHub. Un utente ha riferito che il limite massimo di token disponibile era stato completamente consumato per tre giorni consecutivi nonostante Claude non fosse stato utilizzato. Altri hanno segnalato modifiche automatiche dell’abbonamento verso piani più costosi accompagnate da addebiti sulla carta di credito, insieme a consumi passati rapidamente dallo 0% al 100%. In un altro caso, un utente ha dichiarato di aver effettuato soltanto alcuni prompt e alcune ricerche web, osservando comunque un aumento dell’utilizzo fino al 49% in circa 12 minuti.
Anthropic ha successivamente comunicato ad alcuni utenti interessati di aver individuato attività riconducibili a malware infostealer. Questo tipo di software malevolo può installarsi sul computer e sottrarre password, cookie, dati di sessione e altre informazioni di autenticazione conservate dal browser. Il possesso di una sessione già autenticata può consentire a un attaccante di accedere a un servizio senza conoscere direttamente la password dell’utente, rendendo possibile anche l’uso abusivo di account AI e delle relative quote di calcolo.
Secondo Anthropic, l’infezione non avviene attraverso Claude. Gli infostealer possono raggiungere il dispositivo attraverso software compromessi, download malevoli, pubblicità fraudolente e altri vettori esterni al servizio. Per gli account nei quali sono state rilevate attività sospette, la società ha forzato il logout, revocato le autenticazioni esistenti e le autorizzazioni collegate e, in alcuni casi, effettuato rimborsi, raccomandando contemporaneamente agli utenti di controllare la presenza di malware sui propri sistemi.
Non è tuttavia stato stabilito che tutti gli episodi segnalati abbiano la stessa origine. Nel caso di de Swart, ad esempio, non sarebbero state trovate prove che il suo computer fosse effettivamente infettato da un infostealer e non è stato determinato in che modo l’eventuale aggressore abbia ottenuto l’accesso alla sessione. Anthropic, inoltre, non gli avrebbe inviato lo stesso avviso relativo agli infostealer trasmesso ad altri utenti colpiti.
Le segnalazioni hanno evidenziato anche un limite nella visibilità dei consumi dei token da parte degli utenti. De Swart ha riferito di non aver ricevuto dal supporto un dettaglio delle singole operazioni responsabili dell’utilizzo delle risorse, potendo osservare soltanto il consumo complessivo. L’assenza di una cronologia sufficientemente granulare delle richieste rende più difficile distinguere rapidamente il normale utilizzo del servizio da attività provenienti da una sessione compromessa, soprattutto quando gli accessi non autorizzati proseguono nel tempo senza provocare altri segnali evidenti.
L’account di de Swart è stato ripristinato circa due settimane dopo. L’utente ha tuttavia deciso di annullare l’abbonamento a Claude, citando sia i tempi necessari per ottenere assistenza sia l’impossibilità di ricostruire in dettaglio dove fossero stati consumati i token. Successivamente è passato a Cursor, utilizzando la possibilità offerta dalla piattaforma di accedere a più modelli AI.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
