Apple sta sviluppando una nuova piattaforma di server aziendali dedicata all’intelligenza artificiale, basata sui propri processori e destinata ad aziende, sviluppatori AI e organizzazioni governative. Il progetto segnerebbe il ritorno della società nel mercato dei server dopo circa 18 anni e prevede, tra le configurazioni allo studio, un modello compatto equipaggiato con due processori M8 Ultra e una versione più potente dotata di quattro chip M8 Ultra. L’obiettivo è utilizzare l’architettura Apple Silicon anche per infrastrutture AI installabili direttamente presso i clienti, andando oltre l’impiego dei Mac mini e Mac Studio che negli ultimi anni hanno trovato spazio anche in attività di sviluppo ed esecuzione di modelli AI.
Uno degli aspetti tecnici ancora in valutazione riguarda il collegamento ad alta velocità tra più processori M8 Ultra all’interno dello stesso sistema. Apple starebbe discutendo con Nvidia l’impiego di NVLink Fusion, la piattaforma sviluppata per permettere a processori e acceleratori progettati da aziende differenti di utilizzare tecnologie Nvidia per l’interconnessione all’interno delle infrastrutture di data center. NVLink Fusion comprende componenti di switching, interconnessione e software che consentono di integrare chip personalizzati con l’ecosistema di rete Nvidia. All’interno di Apple questa soluzione sarebbe considerata una delle opzioni più adatte attualmente disponibili per consentire ai diversi M8 Ultra di scambiarsi dati con la velocità richiesta dai carichi AI. Rimane comunque aperta anche la possibilità di sviluppare e utilizzare una tecnologia di interconnessione proprietaria, senza ricorrere alla piattaforma Nvidia.
L’eventuale utilizzo di NVLink Fusion rappresenterebbe inoltre un nuovo punto di contatto tra Apple e Nvidia, dopo una relazione industriale che negli anni aveva attraversato diverse fasi. Le due società avevano collaborato in passato sul fronte delle GPU, prima che problemi legati ai prodotti e divergenze commerciali portassero a un progressivo allontanamento. Più recentemente sono però emersi nuovi ambiti di collaborazione: GPU Nvidia sono state utilizzate anche durante il lavoro di revisione dell’infrastruttura legata a Siri e ora l’ipotesi dell’impiego di NVLink Fusion nei server AI amplierebbe ulteriormente questi rapporti tecnologici.
L’interesse di Apple per questo segmento deriva anche dalla diffusione dei propri computer tra sviluppatori e aziende impegnati con l’intelligenza artificiale. Mac mini e Mac Studio vengono utilizzati per attività di sviluppo, sperimentazione e inferenza dei modelli, creando una domanda per sistemi Apple Silicon che non si limita più alle tradizionali applicazioni desktop. I nuovi server permetterebbero quindi di trasformare questa adozione in una piattaforma specificamente progettata per infrastrutture aziendali, offrendo configurazioni con più processori e una capacità di calcolo maggiore rispetto ai sistemi Mac destinati al mercato consumer e professionale.
Apple possiede già esperienza nella realizzazione di server basati sui propri chip attraverso Private Cloud Compute, l’infrastruttura utilizzata per eseguire nel cloud operazioni AI che non possono essere elaborate direttamente su iPhone e Mac. Il passaggio alla commercializzazione di server destinati a clienti esterni richiederebbe però un’infrastruttura differente. Oltre all’hardware sarebbero necessari strumenti di amministrazione remota, software specifici per gli ambienti enterprise, servizi di gestione e un sistema di supporto per sviluppatori e organizzazioni che intendono integrare i server nei propri data center.
La precedente esperienza di Apple nel mercato risale a Xserve, la famiglia di server introdotta nel 2002 e successivamente abbandonata nel 2011. Il progetto non riuscì a ottenere una presenza significativa nel settore enterprise anche a causa dell’attenzione limitata dedicata dalla società a quel mercato e dell’insufficiente supporto fornito ai clienti aziendali. Il nuovo progetto sarebbe quindi molto diverso per finalità e architettura, perché nasce principalmente dalle esigenze computazionali generate dai modelli di intelligenza artificiale e dalla disponibilità dei processori Apple Silicon.
Il possibile lancio commerciale sarebbe attualmente previsto intorno al 2029. Il programma si trova quindi ancora in una fase di sviluppo nella quale configurazioni, caratteristiche e tecnologie di interconnessione potrebbero essere modificate e non viene esclusa nemmeno una cancellazione del progetto. L’iniziativa avrebbe comunque ricevuto sostegno fin dalle prime fasi da John Ternus, oggi CEO di Apple e in precedenza responsabile dell’ingegneria hardware dell’azienda.
Il principale ambito di utilizzo individuato per questi sistemi sarebbe l’inferenza, cioè l’esecuzione operativa di modelli AI già addestrati, più che il training dei modelli stessi. Apple punta in particolare alle organizzazioni che vogliono mantenere dati e workload AI all’interno della propria infrastruttura invece di trasferirli verso servizi cloud esterni. Aziende ed enti governativi che gestiscono informazioni sensibili potrebbero quindi eseguire localmente i modelli utilizzando server Apple Silicon installati nei propri data center.
Accanto all’hardware rimane però centrale il problema dell’ecosistema software. Apple mette già a disposizione MLX, framework open source progettato per l’esecuzione e lo sviluppo di modelli di machine learning sui chip Apple Silicon. Nel mercato dei server AI, tuttavia, l’ecosistema di sviluppatori costruito attorno a MLX è ancora sensibilmente più piccolo rispetto a quello sviluppatosi negli anni attorno a CUDA di Nvidia. Per trasformare i nuovi server in una piattaforma realmente utilizzabile su larga scala nel settore enterprise, Apple dovrà quindi affiancare alle prestazioni dei processori M8 Ultra strumenti software, sistemi di gestione e un ambiente di sviluppo sufficientemente completo per supportare le applicazioni AI aziendali.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
