BNP Paribas e Google Cloud hanno avviato una partnership della durata di cinque anni per ampliare l’accesso della banca all’infrastruttura ottimizzata per l’intelligenza artificiale di Google Cloud, ai modelli Gemini e a Gemini Enterprise, con i primi casi d’uso di AI agentica previsti nella divisione Corporate & Institutional Banking. L’accordo rafforza la strategia multi-cloud e multi-model già adottata da BNP Paribas e punta a sostenere un’estensione progressiva delle capacità infrastrutturali e AI del gruppo senza rinunciare ai requisiti interni di sicurezza, controllo e governance dei dati. Marc Camus, Group Chief Information Officer di BNP Paribas, ha spiegato che l’approccio multi-cloud e multi-model permette alla banca di scegliere di volta in volta il modello, l’infrastruttura e il livello di controllo più adatti a ciascun caso d’uso, mantenendo gli standard richiesti in termini di qualità e sicurezza e cercando il miglior equilibrio tra costo e valore. La partnership con Google Cloud amplia quindi la gamma di tecnologie disponibili per le diverse linee di business senza sostituire l’architettura esistente, ma inserendosi nel quadro già definito dalla banca per l’utilizzo controllato di servizi cloud e modelli di intelligenza artificiale. BNP Paribas ha già indicato per il 2026 l’AI agentica come una delle aree prioritarie della propria roadmap tecnologica, con l’obiettivo di utilizzarla per ottimizzare processi end-to-end mantenendo come requisiti centrali continuità del servizio, sicurezza e controllo dei costi.
Gemini Enterprise sarà utilizzato per costruire, valutare e distribuire agenti progettati per esigenze operative specifiche, con una prima fase concentrata sulla Corporate & Institutional Banking. Tra i primi workflow previsti figurano agenti destinati alla preparazione dei corporate credit memo, con l’obiettivo di assistere i team nella raccolta e nell’organizzazione delle informazioni necessarie alla valutazione del credito aziendale, mentre ulteriori applicazioni sono pianificate nelle attività di sales, trading, research e structuring. I modelli Gemini verranno inoltre integrati in LLM@CIB, l’assistente interno di intelligenza artificiale generativa della divisione, che secondo le aziende è già disponibile a oltre 65.000 dipendenti. Charles Holive, Chief AI Officer di BNP Paribas CIB, ha sottolineato che la selezione della tecnologia parte dalle necessità concrete del business e che ogni soluzione viene poi implementata all’interno del framework di sicurezza e governance della banca; in questo contesto, gli agenti AI dovranno consentire ai team di affrontare workflow più complessi mantenendo il livello di controllo richiesto. Thomas Kurian, CEO di Google Cloud, ha invece indicato l’AI agentica come un cambiamento rilevante nel modo in cui le grandi istituzioni finanziarie possono semplificare le operazioni, valutare i rischi e servire i clienti, associando l’esperienza bancaria di BNP Paribas all’infrastruttura cloud e a Gemini Enterprise per distribuire agenti intelligenti all’interno delle piattaforme del gruppo.
L’implementazione sarà sottoposta a un modello di governance enterprise nel quale l’utilizzo delle tecnologie Google Cloud dovrà rispettare le regole già definite da BNP Paribas per sicurezza e gestione dei dati. Queste regole stabiliscono quali informazioni e quali workload possono essere elaborati in ambienti di cloud pubblico e prevedono che alcune categorie di dati non vengano conservate su infrastrutture pubbliche. La sicurezza degli agenti costituisce uno degli elementi centrali dell’architettura prevista: ogni agente dovrà essere autenticato e potrà accedere soltanto alle risorse strettamente necessarie per il compito assegnato, mentre la banca monitorerà e controllerà sia le connessioni degli agenti ai sistemi informativi del gruppo sia le interazioni compiute durante l’esecuzione delle attività. La logica è quindi quella di inserire l’autonomia operativa degli agenti all’interno di un sistema di autorizzazioni e tracciabilità coerente con i vincoli del settore finanziario, evitando che l’accesso a dati e applicazioni avvenga in maniera generalizzata. Questa impostazione rientra anche nell’approccio già descritto da BNP Paribas per l’AI agentica, nel quale il sistema deve essere in grado di percepire il proprio ambiente, comprendere una richiesta, agire autonomamente per raggiungere un obiettivo e adattarsi ai risultati orchestrando dati, strumenti e azioni, ma mantenendo contemporaneamente controllo e tracciabilità.
Le tecnologie Gemini sono già operative in altre aree del gruppo. Nickel, il servizio di conto di pagamento appartenente alla divisione Commercial, Personal Banking & Services, utilizza Gemini come modello di base per Nickel Assist, uno strumento che supporta circa 200 consulenti nella risposta alle richieste dei clienti attingendo alle procedure interne e alle linee guida operative. L’accordo quinquennale contribuirà inoltre al programma di adozione dell’intelligenza artificiale già attivo a livello di gruppo, affiancando ai progetti tecnologici un percorso di formazione che va dalle competenze fondamentali sull’AI fino allo sviluppo specializzato di agenti. BNP Paribas sta infatti lavorando anche alla diffusione interna delle competenze necessarie per portare questi sistemi in produzione e ha già sviluppato una propria piattaforma interna “LLM as a Service”, pensata per consentire alle diverse linee di business e funzioni di costruire nuovi workflow e servizi. La partnership con Google Cloud si colloca quindi in una fase nella quale la banca sta passando dalle sperimentazioni su modelli generativi a implementazioni più strutturate di AI agentica, con l’obiettivo di integrare agenti nei processi aziendali su scala crescente senza modificare i principi di sicurezza, governance dei dati e controllo economico che regolano l’infrastruttura tecnologica del gruppo.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
