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Meta avrebbe iniziato dalla fine del 2024 a classificare fiscalmente una parte dei propri data center dedicati all’intelligenza artificiale come “pilot models”, cioè strutture sperimentali utilizzate per risolvere incertezze tecniche durante attività di ricerca e sviluppo, distinguendoli dai normali data center impiegati nelle operazioni aziendali. Questa impostazione consente alla società di includere tra le spese ammissibili al credito fiscale federale statunitense per R&D anche hardware molto costoso, comprese GPU NVIDIA utilizzate nelle infrastrutture AI, trattandole come materiali impiegati nella sperimentazione. Il credito, introdotto dal Congresso statunitense nel 1981 per incentivare ricerca e innovazione, può essere applicato a costi sostenuti per attività destinate a risolvere problemi tecnici non ancora determinati; Meta sostiene che la progettazione delle proprie infrastrutture AI comporti effettivamente attività sperimentali, come la definizione della disposizione dei rack, dei sistemi di raffreddamento e delle modalità più efficienti per collegare e utilizzare migliaia di acceleratori all’interno dello stesso data center.

L’impatto economico di questa interpretazione è diventato molto rilevante con l’aumento degli investimenti nell’infrastruttura AI. Il beneficio fiscale dichiarato da Meta attraverso il credito R&D è passato da circa 700 milioni di dollari nel 2023 a 2 miliardi nel 2024 e a 3,9 miliardi nel 2025, rendendo la società quella che, secondo l’analisi delle comunicazioni finanziarie pubbliche, ha ottenuto il maggiore beneficio di questo tipo tra le aziende statunitensi quotate. Meta ha dichiarato di aver investito circa 200 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo negli ultimi cinque anni, di cui 57 miliardi nel solo 2025, e sostiene quindi di utilizzare semplicemente incentivi fiscali creati dal Congresso proprio per incoraggiare investimenti tecnologici domestici di questa portata. Nel complesso, il Joint Committee on Taxation del Congresso ha stimato che il credito R&D abbia ridotto le entrate fiscali federali di circa 32,1 miliardi di dollari nel 2025, facendo sì che il beneficio attribuito a Meta rappresentasse da solo oltre il 10% del totale stimato.

Il punto controverso riguarda soprattutto la possibilità di considerare come materiale sperimentale hardware commerciale già sviluppato e venduto sul mercato, come le GPU NVIDIA, e di estendere il concetto di prototipo a infrastrutture da miliardi di dollari che, una volta costruite, vengono utilizzate anche per l’operatività ordinaria dell’azienda. Esperti di fiscalità citati nelle ricostruzioni della vicenda hanno espresso dubbi sull’interpretazione, ricordando che l’IRS ha già contestato in passato crediti relativi a componenti e tecnologie commercialmente consolidate quando non risultavano sufficientemente legati a un’effettiva sperimentazione qualificata. Meta stessa segnala nei propri documenti finanziari che una parte rilevante dei benefici fiscali potrebbe essere oggetto di contestazione: al 31 marzo 2026 dichiarava 17,82 miliardi di dollari di gross unrecognized tax benefits, collegati principalmente alle incertezze relative ai crediti per ricerca e alle operazioni di transfer pricing con società controllate estere. La cifra era salita rispetto ai 16,45 miliardi registrati alla fine del 2025 e Meta riconosce che un eventuale diverso orientamento delle autorità fiscali potrebbe comportare il recupero di parte dei vantaggi già richiesti.

Il confronto con l’IRS non sarebbe inoltre una novità per l’azienda. L’amministrazione fiscale statunitense sta già cercando di recuperare circa 355 milioni di dollari di crediti collegati a 4,1 miliardi di dollari di stock option esercitate da Mark Zuckerberg e contabilizzate da Meta come costi qualificabili per attività di ricerca e sviluppo, mentre la società contesta la ricostruzione dell’agenzia. La nuova questione relativa ai data center amplia però notevolmente la scala economica del confronto, perché coincide con una fase in cui Meta prevede di investire tra 130 e 145 miliardi di dollari nel 2026 soprattutto in edifici e infrastrutture di calcolo per l’AI. La validità dell’impostazione dipenderà quindi dalla valutazione fiscale concreta delle attività svolte nei data center: Meta sostiene che l’incertezza tecnica e la sperimentazione sull’architettura dei sistemi rendano applicabile il credito R&D, mentre i critici ritengono che considerare strutture produttive e hardware commerciale come prototipi sperimentali possa spingersi oltre la finalità originaria dell’incentivo.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy